Critiche per l’agenda scolastica, scatta l’interpellanza

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Edo Pellegrini e Paolo Pamini (UDC) con Paolo Caroni e Sara Imelli (PPD+GG) chiedono lumi al Consiglio di Stato sul tanto discusso tema del diario scolastico

Critiche per l’agenda scolastica, scatta l’interpellanza
© CdT/Chiara Zocchetti

Critiche per l’agenda scolastica, scatta l’interpellanza

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«Sfogliando l’agenda scolastica si rimane esterrefatti dall’impostazione e dal taglio che viene dato al tema dell’ambiente e ad altri temi in essa contenuti. Non è un’esagerazione affermare che pare di avere tra le mani il manifesto di una precisa corrente politica». La pioggia di critiche sul tema ambientale, filo conduttore dell’agenda scolastica 2020/2021, è sfociata in un’interpellanza congiunta al Consiglio di Stato da parte di UDC, alcuni deputati PPD e Lega. Come anticipato ieri, era già stata ventilata la possibilità che la tematica del cambiamento climatico scelta dal DECS quale protagonista del diario scolastico - considerata dai firmatari unidirezionale e non imparziale - potesse sfociare in un atto parlamentare con l’intento di aprire un dibattito in Gran Consiglio. E così è stato.

«In Ticino, più che altrove, stiamo già assistendo, non senza la responsabilità di certe componenti del servizio pubblico, a un’imposizione forzata del modo di trattare alcuni temi politici - scrivono i cofirmatari Edo Pellegrini e Paolo Pamini (UDC), Paolo Caroni e Sara Imelli (PPD+GG) -, le manifestazioni di piazza, le contestazioni più o meno violente, la condanna dell’autorità costituita, l’esagerazione fino al paradosso di alcuni comportamenti sociali di opposizione sono diventati la regola e quasi l’unico modo per poter manifestare ed esprimere le proprie idee». In particolare, nel testo viene contestata la possibilità di «esprimere idee che vanno contro il ‘pensiero comune’ e che preferiscono dare altri tagli ai temi oppure sollevare dubbi e spunti di dibattito come una sana democrazia dovrebbe fare». Secondo i firmatari, l’agenda scolastica 2020/2021 «si inserisce purtroppo in questo pericoloso dilagare di un pensiero unico che emargina e ridicolizza tutto ciò e tutti coloro che non si riconoscono in un determinato modo di vedere la gioventù e di fare politica». Un fatto, questo, «inaccettabile essendo l’agenda un importante strumento di lavoro e di riflessione consegnato a migliaia di allievi ticinesi e pagato da tutti i contribuenti. Da uno Stato serio e democratico ci si aspetta imparzialità, dialogo costruttivo, stimoli al dibattito, apertura alla pluralità delle idee: principi venuti completamente meno in questa agenda», concludono. I firmatari, in sostanza, chiedono lumi al Governo sulle modalità con cui vengono scelti i temi nei diari scolastici e soprattutto quali temi sono stati scartati.

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