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Rapito in Ticino, portato in Egitto

La storia del piccolo Marwan, sottratto dal padre lo scorso febbraio alla madre separata - Da allora, nessuna notizia

 
15
settembre
2015
18:30
<p>COLDRERIO - Non è il primo caso e non sarà purtroppo l'ultimo, ma questo nulla toglie alla sofferenza di chi lo vive in prima persona. Al contrario. È successo il 7 febbraio scorso. Genitori separati, lui 40 anni, egiziano naturalizzato svizzero, lei 39 anni, cittadina svizzera originaria della Macedonia, oggi domiciliata a Coldrerio. Il figlio Marwan, nato in Ticino, che proprio oggi compie 6 anni, quel 7 febbraio è col padre per trascorrere con lui la giornata nell'ambito del diritto di visita che i genitori non affidatari hanno. Ma non tornerà più a casa dalla mamma. Il padre lo prende con sé e fugge in Egitto. Da sette mesi non se ne ha più notizia. Si sa solo che quel 7 febbraio padre e figlio sono stati registrati in entrata al Cairo dalla polizia locale.</p> <p>Marwan è cittadino svizzero. Il suo passaporto era stato depositato in Pretura, poiché il padre non aveva diritto di portare Marwan all'estero. Il provvedimento è stato tuttavia aggirato: il padre aveva fatto fare il passaporto egiziano per il figlio, all'insaputa della madre. E così il piano è riuscito. Una denuncia penale è scattata immediatamente: rapimento di minori. L'istruzione è ancora in corso. Il procuratore pubblico titolare del caso ha emesso un ordine di localizzazione del bambino. Dal canto suo la Pretura ha tolto al padre l'autorità parentale e soppresso ogni diritto di visita.</p> <p>Si sono mossi anche l'ambasciata svizzera al Cairo e il Dipartimento federale degli affari esteri. Il 14 agosto scorso una lettera della madre di Marwan è stata trasmessa per i canali ufficiali dal DFAE al presidente egiziano Al Sisi. Ma finora queste iniziative non hanno dato esito. Di qui la scelta di tentare la strada dell'appello sulla stampa: per poter un giorno riabbracciare Marwan, ma anche per sensibilizzare le autorità politiche su una casistica che, come detto, non è purtroppo un'eccezione. L'Egitto non ha aderito alla Convenzione dell'Aja sulla protezione dei minori e questo complica ancor più la soluzione di questo dramma familiare: giuridicamente manca uno strumento che potrebbe aiutare a riportare il bambino nel nostro Paese.</p> <p><em>Maggiori dettagli sull'edizione di domani del Corriere del Ticino.</em></p>
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