De Rosa: «Bisogna resistere, sarà una lunga maratona»

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Il direttore del DSS ha chiesto alla popolazione di continuare a stare a casa - Il comandante Cocchi «C’è troppa gente in giro» - Giorgio Merlani: «Gli ospedali verso la saturazione dei posti» - Sono 43 i morti nelle case anziani - Nella polizia 11 casi positivi - Una quarantina le autorizzazioni concesse alle aziende

De Rosa: «Bisogna resistere, sarà una lunga maratona»
CdT/Chiara Zocchetti

De Rosa: «Bisogna resistere, sarà una lunga maratona»

CdT/Chiara Zocchetti

Sull’emergenza coronavirus in Ticino parlano da palazzo delle Orsoline a Bellinzona il consigliere di Stato Raffaele De Rosa, il medico cantonale Giorgio Merlani e il capo dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta Matteo Cocchi.

Raffaele De Rosa: «Situazione molto grave, sarà una maratona»

«La responsabilità salva vite umane: fai la scelta giusta, resta a casa. Con questo nuovo slogan ci rivolgiamo a voi. Abbiamo cambiato colore dall’arancione al rosso, per far capire la gravità della situazione. Vi abbiamo chiesto rinunce, come la possibilità di abbracciare i vostri nipotini. Voi che dovete farvi portare la spesa, non potete lavorare. Voi che sani e in salute dovete stare a casa. Con questa azione individuale potete contribuire al contenimento dei contagi della Covid-19. I sacrifici saranno vani se non seguiamo le misure, manteniamo le distanze sociali, laviamoci le mani, riduciamo tutte le attività, nonostante il bel tempo, meglio prediligere passeggiate vicino a casa. Abbiamo assistito ad un allentamento delle misure, anche a causa della stanchezza:_ma questa maratona sarà lunga, dobbiamo resistere al calo delle forze, alla frustrazione e alla rabbia. Siamo in una fase delicata e sensibile. Qualcuno dice che non serve a nulla, perché le cifre continuano a crescere, ma è adesso il momento di resistere. Non possiamo concederci una serata con gli amici o momenti di relax, ma non è il momento di abbassare la guardia. I casi continuano a crescere, qualche effetto delle misure si può cogliere, la crescita è lineare, non esponenziale, ma i casi continuano a crescere. È necessario proseguire sulla linea tracciata e avere tanta pazienza. Bisogna ridurre al minimo i contatti sociali per permettere al sistema sanitario di avere spazio per tutti. Questa malattia può avere un decorso molto grave anche per i giovani adulti e gli adulti in buona salute. È fondamentale tenere alta la guardia. Siamo consapevoli dell’impatto psicologico di questa situazione su tutta la popolazione. Una hotline di sostegno è attiva fin da subito».

Il divieto per gli over 65? «Abbiamo a cuore la sorte di nonni e genitori»

Rispondendo a quando detto da Daniel Koch in conferenza stampa a Berna sul divieto per gli over 65 di fare la spesa - che il delegato dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per il coronavirus ha definito «un problema giuridico» - De Rosa ha spiegato: «Stiamo aggiornando la risoluzione governativa, ma non vorrei mettere la questione in termini di validità giuridica. Sono decisioni che si prendono perché abbiamo a cuore la sorte dei nostri nonni e dei nostri genitori».

Giorgio Merlani: «Ospedali mai così pieni di malati Covid»

«I casi confermati 2195, 320 ricoverati, 76 in terapia intensiva, di cui 72 intubati. I decessi sono 132. I dimessi in tutto sono 229, nelle ultime 24 ore dimesse 27 persone. I dati sono stabili negli ultimi giorni, c’è un assestamento, ma gli ospedali non sono mai stati così pieni di casi Covid come in questi giorni. Il numero di nuovi contagi è contenuto perché abbiamo ridotto le attività e i contatti sociali. Una distrazione potrebbe permettere al virus di diffondersi rapidamente: non ce lo possiamo permettere. Siamo troppo vicini alla saturazione dei posti disponibili in ospedale. Quando raggiungeremo il picco, le persone malate in ospedale resteranno per almeno una settimana, non possiamo avere un aumento di casi adesso, potrebbe fare molto male al sistema sanitario. Siamo noi il sistema sanitario: i nostri amici, i nostri parenti. Le misure hanno effetto, siamo contenti, ma non si può mollare adesso. Le giornate sono belle e c’è più movimento in giro. Ho visto una nonna con due passeggini in giro: è pericoloso. Non si deve dare l’idea di una normalità artificiosa. Bisogna fare moltissima attenzione. Sono tre i pazienti ticinesi trasportati nella Svizzera tedesca: questo ci ha permesso di avere meno pressione sul nostro sistema sanitario. Nelle case anziani sono stati registrati 43 decessi. Purtroppo non si può isolare in maniera assoluta le persone più fragili:_non ci sono più visite dei parenti, ma le persone che lavorano nelle strutture hanno rapporti con l’esterno. Il personale usa tutte le misure di protezione, ma non si può ridurre il rischio di contagio del 100%. Inoltre spesso i sintomi sono talmente lievi che è impossibile rendersene conto. Il Ticino è più a rischio degli altri cantoni perché ha la percentuale di popolazione anziana più alta».

Matteo Cocchi: «C’è troppa gente in giro»

«C’è troppa gente in giro. Le pattuglie sul territorio lo hanno constatato. Questo è un segnale di allentamento, è sbagliato. Vi richiamo alla responsabilità individuale. Per gli over 65, la categoria più a rischio, sono consapevole che è un momento difficile che vi stravolge la quotidianità, abbiamo messo in campo tutti i servizi di supporto:_fatene uso, evitate spostamenti e contatti intergenerazionali. Mi complimento con tutti i genitori che hanno un ulteriore impegno: sono diventati anche docenti, state facendo un lavoro immane. Ve lo chiedo a nome di tutti:_facciamo sacrifici, torneremo a sorridere. I casi positivi nelle polizie comunali e cantonale sono 11, con 22 casi di quarantena. Ma i casi di malattia sono minori rispetto alla media degli anni precedenti. I veicoli che entrano nel nostro territorio sono circa 9 mila al giorno: i frontalieri sono diminuiti in modo drastico. Mentre all’interno del territorio abbiamo notato un aumento di traffico:_siamo noi ticinesi che ci muoviamo di più».

Una quarantina di autorizzazioni rilasciate alle aziende

Per quanto concerne le autorizzazioni rilasciate alle aziende per la ripresa delle attività, Cocchi ha dato qualche cifra: «Si parla di una quarantina di autorizzazioni, con grandi limitazioni. In un importante cantiere nel Sopraceneri ieri c’è stato un assembramento forte di operai e i responsabili sono stati richiamati. Questa mattina la situazione invece non si è ripresentata».

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