Processo

Di qua e di là dal confine con 55 grammi di cocaina

Un 21.enne è stato condannato a 14 mesi sospesi per due anni per infrazione aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti

Di qua e di là dal confine con 55 grammi di cocaina
Foto Archivio CdT

Di qua e di là dal confine con 55 grammi di cocaina

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CHIASSO - Il 21.enne condannato oggi a 14 mesi sospesi per un periodo di prova di due anni è stato fermato dalle guardie di confine mentre, a bordo del suo scooter, tentava di attraversare il valico stradale di Chiasso in possesso di oltre 55 grammi di cocaina. Il ragazzo, un giovane disoccupato della cittadina, si era infatti fatto consegnare la sostanza stupefacente da uno spacciatore albanese, attualmente latitante, mentre si trovava in un locale di Ponte Chiasso. Il suo compito, quel 1. luglio del 2017, doveva essere quello di introdurre la sostanza in Svizzera dietro un compenso di 2.500 franchi, azione che gli è valsa l’accusa di infrazione aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti e un periodo di carcerazione preventiva di 41 giorni.

Difeso dall’avvocato Valerio Caccia, il giovane è quindi comparso di fronte alla Corte delle Assise correzionali, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta. Oltre al capo di imputazione già menzionato, il 21.enne ha però dovuto rispondere anche di infrazione alla Legge sugli stupefacenti e contravvenzione ripetuta alla stessa legge anche per altri episodi, oltre che di guida in stato di inattitudine e ripetuta guida senza autorizzazione.

Oltre al fatto del 1. luglio 2017 che ha portato al fermo dell’imputato alla dogana di Chiasso, l’atto d’accusa stilato dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli ripercorre infatti anche altri comportamenti illeciti del giovane. Quella della cocaina sembra però essere un’eccezione perché il consumo di droga cui era solito era piuttosto quello di marijuana. Oltre all’uso personale, il 21.enne ha anche alienato l’erba a diversi conoscenti della zona, aggravando la sua situazione, come ha fatto notare Pagnamenta, per averne procurata anche a soggetti minorenni.

Come anticipato inizialmente, il processo, che si è tenuto nella forma del rito abbreviato, è terminato con la condanna del ragazzo ad una pena detentiva di 14 mesi sospesa però con la condizionale per un periodo di due anni. Hanno giocato a favore dell’imputato la collaborazione con il Ministero pubblico e la quantità contenuta della sostanza trovata.

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