Lugano

Dimezzata la multa del Casinò

Il tribunale amministrativo federale ha parzialmente accolto il ricorso della casa da gioco - La decisione è collegata alla vicenda dell’ex bancario che perse ai tavoli milioni di franchi

Dimezzata la multa del Casinò
Foto Maffi

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LUGANO - Buone notizie per il Casinò di Lugano: il Tribunale amministrativo federale (Taf) ha accolto parzialmente il ricorso presentato dalla casa da gioco contro la decisione della Commissione federale delle case da gioco riducendo a quasi la metà la multa inflitta per violazione della concezione sociale in merito al caso del cliente funzionario di banca che aveva perso al gioco 9 milioni di franchi sottratti ai suoi clienti. La multa - ha reso noto oggi la Casinò Lugano SA - è stata abbassata da 2.097.000 a 1.270.000 franchi perché il Taf ha ridotto di un anno il periodo considerato, limitandolo al 2012-2014.

L’indagine era scaturita a seguito della scoperta di malversazioni commesse dall’uomo, ex consulente della banca Julius Baer, condannato nell’ottobre 2016 a 4 anni e 6 mesi di detenzione dalla Corte delle Assise Criminali per avere speso 15 milioni di euro, prelevati da conti di diversi clienti, ai tavoli verdi e alle slot di Lugano e Campione d’Italia. L’ex consulente era considerato un buon cliente e solo a Lugano era arrivato a contribuire con le sue perdite addirittura al 25% del fatturato della casa da gioco. Nonostante ciò, solo nel maggio 2014, ossia pochi mesi prima della decisione di costituirsi in procura, a causa delle ingenti perdite, a Lugano lo avevano diffidato. In quell’anno la Commissione federale delle case da gioco aveva avviato un’inchiesta amministrativa nei confronti della struttura cittadina per presunta violazione delle prescrizioni legali relative, appunto, alla protezione sociale. Sulla base dei risultati raggiunti, considerato il lungo periodo di frequentazione del Casinò di Lugano, ossia il triennio 2011-2013, la CFCG aveva quindi concluso per una violazione della legge. Nella sua decisione, l’autorità federale aveva tuttavia ritenuto opportuno mitigare la sanzione, applicando il coefficiente minimo previsto dalla legge, considerate le misure restrittive che erano state adottate proattivamente e indipendentemente dal caso in oggetto dal Casinò di Lugano. Nonostante ciò la casa da gioco aveva contestato questa decisione, sostenendo in particolare che le misure correttive adottate sin dal 2013 per contenere i rischi legati al gioco patologico dovevano essere maggiormente considerate ai fini della mitigazione della sanzione e che il periodo di durata dell’infrazione era stato erroneamente calcolato. Entrambe queste tesi sono state accolte dal Taf, che ha appunto ridotto la multa da 2.097.000 a 1.271.290.

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