Dopo aver ricevuto gli aiuti, Philipp Plein licenzia

Lugano

Lo stilista tedesco che ha la sua sede a Lugano di nuovo nella bufera: avrebbe lasciato a casa sette dipendenti nonostante il ricorso alle sovvenzioni della Confederazione - Irritazione del sindacato OCST

Dopo aver ricevuto gli aiuti, Philipp Plein licenzia

Dopo aver ricevuto gli aiuti, Philipp Plein licenzia

Licenziamenti nel corso dell’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus nell’azienda di moda di Philipp Plein che torna così al centro della polemica. Licenziamenti che si verificherebbero, oltretutto, malgrado l’azienda abbia fatto ricorso agli aiuti stanziati dalla Confederazione a sostegno dell’economia e i suoi dipendenti - il centinaio della sede luganese - lavorino da inizio marzo a orario ridotto.

Lo stilista tedesco Philipp Plein è tornato a far parlare di sé. Dopo le vicende legate al lavoro fino a tarda sera, che due anni fa gli erano valse un controllo a sorpresa dell’Ufficio dell’ispettorato del lavoro, lo stilista si sarebbe infatti reso protagonista di azioni «scorrette», come le hanno definite i sindacati, nei confronti dei suoi dipendenti. A darne notizia è stato il portale Tio, che ha parlato dei tagli che l’azienda - che ha anche una sede a Milano - sarebbe in procinto di fare o che ha già fatto. Tra il personale impiegato nel quartier generale di Lugano ci sarebbero in particolare stati 7 licenziamenti. Le disdette sarebbero state comunicate la scorsa settimana. La notizia è stata confermata dal sindacato OCST, interpellato dal portale. «Ci risulta, da alcune segnalazioni, che l’azienda abbia adottato purtroppo queste misure» ha spiegato il sindacalista Paolo Coppi, che ha anche definito «scorretta» la scelta. Coppi ha condannato l’agire della casa di moda in quanto «gli aiuti pubblici sono concepiti proprio per impedire i licenziamenti».

Ma non sarebbe tutto. Ci sarebbe infatti aria di tagli anche nella sede milanese del brand. In Italia i licenziamenti sono bloccati per due mesi, ma circa 50 dipendenti sarebbero stati sospesi dal lavoro - così scrive Tio -, lo scorso mese e messi in cassa integrazione al 100%.

Per capire i motivi dei licenziamenti e se questi sono stati effettuati davvero, abbiamo contattato l’azienda. Nessuno ha però voluto prendere posizione su quanto sta accadendo.

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