Due focolai in Ticino, cinque nuove misure

Pandemia

Torna il limita agli assembramenti: non più di 30 persone - Tra i nuovi casi ci sono prevalentemente giovani e «casi di importazione» - L’incontro informativo con Raffaele De Rosa, Paolo Bianchi, Giorgio Merlani ed Elia Arrigoni - VIDEO

Due focolai in Ticino, cinque nuove misure
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Il Consiglio di Stato dall’Aula del Gran Consiglio, a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, ha aggiornato la popolazione su alcune misure cantonali relative all’evoluzione della situazione legata al coronavirus. Presenti all’incontro informativo Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute pubblica, Giorgio Merlani, medico cantonale e il capitano Elia Arrigoni, ufficiale della Polizia cantonale.

Cinque nuove misure

Il primo a prendere la parola nell’incontro odierno è stato Raffaele De Rosa: «Dopo il mese di giugno, in cui la situazione dal punto di vista dei contagi è stata ferma, questa settimana si sono visti dei cambiamenti, soprattutto dal punto di vista delle tendenze. Ci siamo già detti perplessi sulla velocità degli allentamenti ed è l’esperienza di questi giorni a portarci ad apportare a correttivi immediati. Dopo la messa in quarantena di un elevato numero di persone che hanno frequentato il locale del Sopraceneri Woodstock, il Governo ha ritenuto adeguato introdurre nuove misure». Queste entrano in vigore immediatamente fino al 19 di luglio:

- tornare al limite di 30 persone degli assembramenti

- al massimo 100 per serata negli esercizi pubblici (tra le ore 18 e l’orario di chiusura)

- fornire dati personali, ora di arrivo e partenza, e numero di telefono agli esercenti in modo da poter essere contattati

- al personale di ogni esercizio pubblico è fortemente raccomandato l’uso della mascherina

- chi è obbligato alla quarantena di rientro da un Paese a rischio si deve annunciare entro due giorni alla hotline cantonale allo 0800 144 144.

Casi giovani e importati

Dopo il direttore del DSS, ha proseguito Giorgio Merlani che ha ricapitolato i casi degli ultimi giorni facendo notare che molti dei nuovi casi riguardano giovani e alcuni sono stati importati. Le sette persone risultate positive ieri hanno portato ciascuna ad altri cittadini messi in quarantena (da 2 a 14 per ogni infetto di ieri). Per quanto concerne il caso della recluta positiva che ha portato alla messa in isolamento di oltre 300 persone dopo aver frequentato un locale del Bellinzonese, 323 per l’esattezza. Il medico cantonale invita alla responsabilità civile e a tener conto dell’utilità del contact tracing. Ci sono tuttora persone che hanno frequentato la discoteca e che non si è ancora riusciti a contattare.

Quando il Cantone può irrigidire le misure federali

Il direttore della Divisione della salute pubblica Paolo Bianchi ha poi illustrato il quadro giuridico e i margini di manovra attuali del Cantone. Gli esercizi pubblici e le manifestazioni hanno ora un limite, imposto dalla Confederazione, di 300 persone; i Cantoni possono tuttavia adottare temporaneamente dei limiti inferiori se il sistema di tracciamento dei contatti rischia di non essere praticabile, ha detto Bianchi riferendosi in particolare al summenzionato caso della recluta positiva. «Seguire l’evoluzione della pandemia e l’effetto degli allentamenti rappresenta una sfida e dobbiamo adottare degli adeguamenti proporzionali man mano che ci sono sviluppi».

Le misure nel dettaglio

È poi intervenuto anche il capitano della Polizia cantonale Elia Arrigoni. «Gli assembramenti spontanei e non pianificati non ci possono raccogliere più di 30 persone. Questi però non sono la stessa cosa delle manifestazioni organizzate per le quali ci possono essere eccezioni. Nei locali della ristorazione dove ci sono anche posti in piedi non ci possono essere più di 100 persone nella fascia tra le 18 e le 23 e gli esercenti sono tenuti a prendere nota di nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, orario di entrata e di uscita nel locale. Queste informazioni devono essere conservate su un documento Excel. Chi rientra da un Paese straniero che figura nella lista di quelli a rischio elevato - ha continuato Arrigoni - è tenuto ad annunciarsi alla hotline cantonale entro due giorni dal rientro in Svizzera». Chi non dovesse rispettare queste regole potrà essere sanzionato con una multa ma anche con la chiusura temporanea dell’esercizio.

La differenza con manifestazioni organizzate

«I mille spettatori della partita di calcio, separate in gruppi di 300, possono continuare a frequentare l’evento in questione», ha poi precisato Bianchi rispondendo ad una domanda in cui si chiedeva in realtà della possibilità di organizzare colonie estive e della loro sicurezza. «La differenza sta quindi nella possibilità di rintracciare le persone in questione», ha spiegato ancora Bianchi, «e nella promiscuità e nel tipo di contatto che hanno le persone tra loro», ha aggiunto Merlani. «Realtà come le colonie sono generalmente molto ben organizzate», ha continuato il medico cantonale precisando che i suoi figli frequenteranno le colonie questa estate. «È diverso quando ci si trova in un locale, soprattutto se si sta in piedi e si cambia tavolo o posto, e diventa difficile definire con quante persone si è entrati in contatto».

Due focolai in Ticino, ma non Woodstock

Nel suo intervento Merlani aveva anche citato due focolai presenti in Ticino e, rispondendo ad una domanda dei presenti, ha precisato che tra questi non c’è il Woodstock. Nel locale c’è infatti stata una forte esposizione al rischio ma non un numero di contagi tale da considerarlo focolaio. Le due situazioni si riferiscono invece ad altrettanti assembramenti privati che, ad essere precisi, sono anche legati tra loro, si potrebbe quindi anche parlare di un unico focolaio, ha specificato poi il medico cantonale.

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