È bagarre social da coronavirus

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Il deputato UDC Tiziano Galeazzi polemizza sull’informazione da parte delle autorità, ma incassa critiche anche dai colleghi di partito – Piero Marchesi: «Fiducia nelle autorità»

È bagarre social da coronavirus
© CdT/Chiara Zocchetti

È bagarre social da coronavirus

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La «psicosi da coronavirus» contagia anche alcuni (pochi) politici. Dopo l’annuncio, ieri, del primo caso in Ticino, la discussione si è nuovamente accesa. «In questa brutta storia c’è un lasso di tempo sospetto. Non si scherza sulla pubblica sanità. Mi fa in****are assai se si fosse saputo e non si abbia informato in modo trasparente l’opinione pubblica prima di oggi. Cavolate il paragone fatto su una normale influenza. L’OMS non si sarebbe scomodata. In Italia 11 decessi in 72 ore: vogliamo riportarle sul periodo di un anno? Falsità pure sull’età: il 38.enne maratoneta in reparto intensivo non è della quarta età in pensione. Panico no, ma informare sì. E non sottovalutiamo l’emergenza in corso», ha postato ieri sera su Facebook il deputato UDC Tiziano Galeazzi.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Quasi tutte, va detto, sono state critiche e di sostegno all’operato delle autorità, e tra queste spiccano soprattutto le prese di posizione di diversi colleghi di partito. Tra i primi a prendere posizione, il presidente dell’UDC Piero Marchesi: «Invece di fare interrogazioni e richieste basate puramente sull’istinto, in questi giorni ho preferito leggere le opinioni degli esperti, documentarmi e soprattutto dare fiducia all’Autorità federale e cantonale. Ci sono validi professionisti che operano per cercare di limitare gli effetti di questo virus. Forse la chiusura delle dogane poteva essere una possibile risposta, o forse no, perché il contagio poteva già essere avvenuto, come sembrerebbe essere successo con il primo caso ticinese. Ognuno reagisce come meglio crede, ma ritengo che la miglior cosa sia quella di dare fiducia a chi è pagato per tutelare la nostra salute», ha postato..

«Così si fomenta panico e basta! Esistono dei protocolli e funzionano, vedi il paziente zero che l’ha seguito! Piena fiducia nelle autorità e nel team di esperti», ha replicato dal canto suo la deputata Lara Filippini. Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente dei Giovani UDC Diego Baratti: «Il coronavirus è meno pericoloso di quanto i media vogliono farci credere! Per ora sono tutti anziani pazienti con problemi già presenti le vittime in Europa. Basta fomentare panico a fini elettorali».

Anche a Lugano

A livello comunale, invece, aveva fatto molto discutere l’interpellanza inoltrata domenica dalla capogruppo PLR in Consiglio Comunale a Lugano Karin Valenzano Rossi, la quale aveva chiesto come il Municipio intendesse affrontare il problema. Anche in quel caso non erano mancate le critiche. Dal municipale leghista Michele Foletti (che via Twitter aveva invitato a «non preoccupare inutilmente i nostri concittadini», ribadendo la fiducia dell’Esecutivo «nel dicastero di Michele Bertini che si occupa della protezione delle persone») alla collega di partito Morena Ferrari Gamba: «Non dimentichiamoci che le autorità stanno lavorandoci e non sono un branco di deficienti. Questo è un problema serio e non da campagna elettorale», aveva postato.

Le frontiere

Prima dell’annuncio del paziente ticinese ricoverato in isolamento alla Clinica Luganese Moncucco, lo ricordiamo, il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri e lo stesso Galeazzi avevano inoltrato due distinte interpellanze al Consiglio federale e, rispettivamente, al Consiglio di Stato. Il primo, in particolare, aveva chiesto la sospensione degli Accordi di Schengen mentre il deputato UDC si era rivolto al Governo cantonale per chiedere lumi sull’attuazione di misure preventive ai nostri confini. Confini che, aveva ribadito Berna negli scorsi giorni, non sarebbero stati chiusi.

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