Elezioni annullate: è ricorso

giustizia

Impugnata la decisione del Consiglio di Stato di rinviare di un anno la chiamata alle urne per le Comunali a causa del coronavirus

Elezioni annullate: è ricorso
©CdT/Archivio

Elezioni annullate: è ricorso

©CdT/Archivio

Impugnata la decisione del Consiglio di Stato di annullare le elezioni Comunali 2020.

A presentare ricorso sono Fiorenzo Cotti, Annie Griessen Cotti e Pierluigi Zanchi, candidati per Municipio e Consiglio comunale di Locarno. «ll diritto regola la nostra vita, dalla nascita alla morte, nei momenti felici e nei momenti, ahimé più difficili. E, nel bene e nel male, è corretto e legittimo poter dubitare ed chiedere alla Giustizia di valutare se vi è un esercizio abusivo della Legge», si legge nel documento. «E proprio in questi momenti lo Stato deve dimostrare di essere forte, solido, ma anche giusto, equilibrato. Occorre disporre di governanti magari anche severi, ma anche ponderati, stabili, legittimi e democraticamente costituiti. Una situazione grave e straordinaria necessita misure mirate, intelligenti e sempre rispettose del sistema democratico. Del virus si è detto di tutto e di più, trattasi di fatto notorio, che non merita di essere ulteriormente commentato. Giusto, ai fini del ricorso, rammentare che siamo lungi dall'essere immuni dalle epidemie o pandemie. La minaccia di COVID, altre malattie o altre catastrofi maggiori arrischiano di accompagnarci per anni e riproporsi a fasi alterne, più o meno lunghe. Per stessa ammissione degli esperti il COVID 19 ci accompagnerà per lunghi mesi. È sufficiente leggere la documentazione dell'Ufficio federale della sanità pubblica per capire quanto incerta (e sottovalutata) sia la potenzialità distruttiva di questi eventi, che invero hanno già segnato la storia dell'umanità. Ma anche a livello locale lo Stato di necessità, a causa delle catastrofi naturali, arrischia di diventare d'attualità sempre più spesso in futuro. Per questo il presente ricorso va letto, soprattutto dal lettore esterno, dal pubblico, dal cittadino, come strumento per capire quali sono i limiti da porre al Governo nell'utilizzo dello Stato di necessità».

«ll ricorso - si legge ancora nel documento - non deve essere né strumentalizzato né essere visto come un'offesa a chi è concentrato a combattere le nefaste conseguenze della malattia. II Consiglio di Stato ha commesso un atto grave, lasciando intendere che in queste situazioni occorre istituire una sorta di legge marziale e sospendere (peggio annullare) ogni processo democratico, non essendovi valida alternativa. Alla stregua di una dittatura, íattività statale sembra di poter proseguire mediante decreti governativi di urgenza. La legislazione d'urgenza è un concetto noto ai giuristi. Essa può e deve essere utilizzata laddove prevista e in casi ben definiti e circoscritti, cum grano salis. A questo modo di fare autoritario bisogna chiaramente ribellarsi, se solo si pensa che i nostri avi durante la II Guerra mondiale, senza risorse e senza cibo, hanno sempre eletto regolarmente i loro organi».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Ticino
  • 1
  • 1