Elezioni annullate, i sindaci appoggiano il Governo: «Decisione coraggiosa»

Coronavirus

Non tutti erano d’accordo, ma ormai è acqua passata - Bertini probabilmente resta in carica - L’aeroporto di Lugano è appeso a un filo - IL SONDAGGIO

 Elezioni annullate, i sindaci appoggiano il Governo: «Decisione coraggiosa»
©CdT/Gabriele Putzu

Elezioni annullate, i sindaci appoggiano il Governo: «Decisione coraggiosa»

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Le elezioni comunali del 5 aprile non si terranno. Dopo settimane di grande incertezza oggi il Governo ha chiuso la questione. Troppo complicato (e troppo difficile garantire l’universalità del voto) in questo periodo di crisi sanitaria mondiale. Una decisione storica, di cui si parlerà molto ancora nei prossimi giorni, e che potrebbe anche spingere qualcuno a dei ricorsi (ma altrettanto sarebbe accaduto se si fosse deciso di andare al voto lo stesso).

Ma cosa ne pensano i sindaci delle città - in prima linea in queste settimane - della decisione? Tutti, ma proprio tutti (indipendentemente dal loro pensiero sull’opportunità di spostare le elezioni) garantiscono pieno appoggio al Governo.

La città di Lugano - ne avevamo riferito negli scorsi giorni - si era detta contraria a uno slittamento (o addirittura all’annullamento, come deciso oggi da parte del Governo cantonale) delle elezioni comunali. Ma ormai è acqua passata. Tutti i Municipi dovranno rispettare la scelta, e quasi certamente lo faranno senza polemiche, consapevoli che il Consiglio di Stato ha preso una decisione difficile e sofferta. E per questo deve essere sostenuto. «È vero che ci eravamo espressi - ci ha confermato il sindaco di Lugano Marco Borradori - contro un annullamento, ma tutti in Municipio eravamo comunque consci del fatto che qualsiasi decisione fosse stata presa non sarebbe stata perfetta e avrebbe suscitato malumori».

«C’è da affrontare il presente e poi verrà il tempo della ricostruzione»
Tra le motivazioni indicate dal Governo - oltre alle evidenti difficoltà di organizzare un voto in questo momento d’emergenza - c’è la volontà di garantire continuità agli Esecutivi. Perché in questo momento, al fronte, ci sono i Municipi e i Comuni, e forse è giusto lasciarli lavorare in pace, senza dover pensare al voto popolare. «I prossimi 12 mesi - ci spiega Borradori - saranno effettivamente molto duri. È un po’ come essere al fronte. C’è questa battaglia con il virus e che speriamo di vincere il prima possibile e poi, anche se forse non è il termine più adatto, ci sarà il momento della ricostruzione». Il momento di rilanciare un Ticino che potrebbe ritrovarsi a terra.

«Per l’aeroporto è una situazione killer»
Annullate le elezioni del 5 aprile, annullata da parte della Confederazione la votazione popolare del 17 maggio. In mezzo (il 26 aprile) sarebbero previste le votazioni (cantonali e cantonali) sull’aeroporto. Si faranno? Il Consiglio di Stato deciderà nei prossimi giorni. «Credo - ci ha spiegato Borradori - che il Governo per coerenza annullerà anche quelle. Sarebbe davvero difficile spiegare come mai non si andrà a votare per le elezioni comunali ma, 3 settimane dopo, si potrà farlo per l’aeroporto». E dunque che fare? È noto che lo scalo ha bisogno di liquidità. È immaginabile che Cantone o Città decidano di concedere un credito ponte per garantire liquidità all’aeroporto ed evitarne il fallimento? «Difficile. Chi potrebbe votarlo? Le sedute del Gran Consiglio sono sospese. Del Consiglio comunale di Lugano anche. È davvero una situazione che per l’aeroporto potrebbe rivelarsi killer».

Angelo Jelmini resta, e quasi certamente anche Michele Bertini
Il vicesindaco Michele Bertini, che ormai da mesi aveva annunciato l’intenzione (un po’ stufo della situazione interna al PLR) di non ricandidarsi, quasi certamente resterà in carica fino alla fine del mandato. «Premesso che non c’è incompatibilità tra il mio nuovo lavoro e la carica pubblica, in un momento del genere non si sfugge al senso di responsabilità. Mi riservo il diritto di rifletterci, ma credo che porterò avanti il mandato fino al 2021». Anche il municipale PPD Angelo Jelmini, che aveva rinunciato a correre, ha deciso che resterà in carica fino al termine del mandato. «Ho fatto 32 anni di impegno politico, significa che ne farò 33. È giusto che mi metta a disposizione un altro anno visto che il Municipio si è dimostrato coeso e visto che si prospettano momenti in cui sarà necessario prendere decisioni importanti».

Mario Branda: «Il coronavirus ha reso impossibile ogni dibattito politico»
Passiamo a Bellinzona. Il Municipio, come aveva fatto a Lugano, avrebbe preferito mantenere al 5 aprile elezioni. Di parere diverso invece il sindaco Mario Branda, che dunque è soddisfatto della decisione odierna. «Diciamo che una buona soluzione probabilmente non c’era. C’era una soluzione meno peggio dell’altra. Mi rendo conto dei problemi che pone, e penso anche ai candidati che hanno investito così tanto tempo (e anche soldi) in una campagna che ora viene annullata. Ma la situazione è tale che non è possibile condurre un vero dibattito politico, sulla base del quale si dovrebbe venir giudicati e poi eletti. E la testa degli elettori era di sicuro concentrata su altro: sulla propria salute e su quelle dei propri cari. Non certo su temi di politica comunale». L’ombra del coronavirus insomma, secondo il sindaco di Bellinzona, avrebbe falsato la campagna elettorale.

Samuele Cavadini: «Decisione coraggiosa e storica»
Passiamo a Mendrisio. «Non credo - ci ha spiegato il sindaco Samuele Cavadini - che serva molto sapere ora se il nostro Municipio fosse o meno favorevole all’annullamento delle elezioni. Rispettiamo la decisione del Governo, ed è stata una decisione forte, coraggiosa e storica. Da un lato ci sono problemi oggettivi nel gestire l’organizzazione di un voto e dall’altra il fatto che la popolazione in questo momento sembra non essere interessata alla campagna elettorale. E anche se si fosse votato avremmo avuto bisogno, come Municipi, il prolungamento del mandato per affrontare il periodo di crisi».
Decisione coraggiosa e storica del Governo, si diceva, che ha anche il pregio di confermare una volta di più ai cittadini la criticità del momento. Un modo in più per spiegare a tutti che è il momento di lavorare tutti assieme per evitare i contagi e di smetterla di sottovalutare la situazione. «Si è deciso di non andare a votare - conferma Cavadini - ed è un motivo in più che deve far capire a tutti la necessità di stare a casa il più possibile. Sia i giovani che gli anziani. Se ne vedono ancora troppi in giro».

Alain Scherrer: «L’importante è assicurare la continuità»

«Per quanto mi riguarda - ci ha spiegato il sindaco di Locarno Alain Scherrer - è fondamentale assicurare la continuità. Lo spoglio delle schede andava in ogni caso fatto dopo. La decisione del Governo è da rispettare per correttezza istituzionale. L’importante è che il paese resti unito, senza troppe ansie ma assumendosi ognuno le proprie responsabilità. E l’importante è che tutti remino nella stessa direzione. Questa situazione forse avrà il pregio di rinsaldare tutti: istituzione pubbliche e cittadini».

Bruno Arrigoni: «Questa è la soluzione migliore»

Il Municipio di Chiasso (seppur diviso) si era espresso per un rinvio. Il sindaco Bruno Arrigoni - dal suo periodo di quarantena volontaria (negli scorsi giorni è entrato in contatto con una persona che aveva il virus) - è dunque soddisfatto. «Era diviso il Municipio ed erano divisi anche i partiti. Ma credo che quella presa dal Governo sia la decisione migliore. Qualsiasi scelta, in ogni caso, sarebbe stata controversa».

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