Opinioni elettorali

A quando un salario dignitoso?

Barbara Di Marco, candidata del PS al Gran Consiglio

A quando un salario dignitoso?

A quando un salario dignitoso?

Sono passati quasi quattro anni dalla votazione «Salviamo il lavoro in Ticino!». Il testo dell’articolo costituzionale in votazione diceva: «Ogni persona ha diritto a un salario minimo che le assicuri un tenore di vita dignitoso». Il Consiglio di Stato ha proposto importi intorno ai 19 franchi all’ora e la Commissione della Gestione ha recentemente ritenuto opportuno rimandare la discussione alla prossima legislatura, lasciando così trascorrere altro tempo in favore dei datori di lavoro, che attualmente possono contare su una forza lavoro in baratro, non avendo tanti lavoratori nessuna protezione salariale verso il basso. La parola «dignitoso» lascia poco scampo all’interpretazione e il popolo ha votato proprio per un salario che permetta di vivere dignitosamente in Ticino. Qual è il confine salariale fra sfruttamento e dignità? Il Tribunale federale l’ha già stabilito con sentenza del 26 luglio 2017, con la quale aveva respinto i ricorsi del padronato e di organizzazioni economiche che volevano evitare l’entrata in vigore del salario minimo di 20 franchi nel canton Neuchâtel. Nella sua sentenza il TF aveva tra l’altro stabilito che un salario minimo, calcolato in base al reddito determinante per le prestazioni complementari AVS/AI, non lede il principio di libertà economica. Inoltre è stato esplicitato come il salario minimo abbia lo scopo di evitare che chi lavora al 100% abbia un reddito insufficiente per sostenere il costo della vita e debba ricorrere all’aiuto sociale. In base alle indicazioni di calcolo del TF, il salario minimo in Ticino si dovrebbe situare intorno ai 21.50 franchi all’ora. Secondo la statistica cantonale negli ultimi anni abbiamo avuto più di 1.000 beneficiari lavoratori in assistenza, di cui alcuni occupati al 100%. Il Ticino ha un tasso di povertà del 17% e il 31% a rischio povertà, un salario minimo dignitoso sarebbe un ottimo strumento per combattere almeno in parte il fenomeno dei working poor. Nel comunicato stampa della Confederazione sulla parità salariale, che ha visto un incremento nell’ultimo anno analizzato, è apparso anche la distribuzione salariale per genere dei salari fino ai 4.000 franchi lordi. Quasi due terzi di questi salari vengono percepiti da donne. Sono numeri nazionali, ma guardando per esempio ai salari dei dipendenti del Comune di Lugano si può notare come i salari bassi vengano erogati in particolare alle donne. Nelle prime tre classi salariali, in gran parte inferiori ai 4000 franchi, secondo i dati di maggio 2017, c’erano 336 donne e 14 uomini (!). L’assenza di un salario minimo dignitoso comporta situazioni di sfruttamento con un conseguente disagio sociale per tutti lavoratori che ne sono toccati; situazione che costringe tanti lavoratori e tante lavoratrici a una condizione di povertà o quantomeno di precarietà economica significativa. E ha molto probabilmente degli effetti devastanti soprattutto per i nuclei familiari che sono dipendenti del salario basso di una donna. Un salario minimo dignitoso per tutti è necessario e va introdotto con urgenza, visto che il popolo lo ha deciso nel lontano 2015!

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