Opinioni elettorali

Come rivalutare il compito dell’orientatore scolastico

Francesco Rinaldi, candidato del PS al Gran Consiglio

Come rivalutare il compito dell’orientatore scolastico

Come rivalutare il compito dell’orientatore scolastico

Bocciato il progetto sulla «scuola che verrà» nella votazione del 23 settembre 2018, si corre il rischio di dimenticare che, malgrado il suo generale buon livello, la scuola media ticinese ha comunque dei problemi che aspettano concretamente una risposta. Lasciando perdere ogni discorso di ispirazione prettamente politica, indipendentemente che venga da destra o da sinistra, anche perché la scuola è di tutti, vorrei qui proporre una serie di riflessioni ricavate dalla mia lunga esperienza di docente di scuola media. Un’esperienza che mi ha permesso di vedere e vivere in prima persona molti problemi che tuttora pesano su questo livello scolastico intermedio. Dando ormai per scontato che i livelli rimarranno ancora per molto tempo, resta pur sempre da considerare l’alta percentuale di bocciatura a livello dei primi anni di liceo, seguita spesso dall’abbandono degli studi liceali. Quindi, perché non pensare ad un innalzamento della media necessaria per accedere al liceo? Al posto dell’attuale media del 4,65 la si potrebbe portare ad esempio tra il 4,75 e il 5, coinvolgendo in questa importante decisione tutto il consiglio di classe. Dal mondo del lavoro viene spesso rivolta alla scuola la critica che gli allievi non sono preparati in modo adeguato. A questo riguardo si potrebbero adattare alcune parte dei programmi scolastici a quelle che sono le esigenze dei vari settori lavorativi, magari organizzando delle regolari consultazioni tra le istituzioni scolastiche e le imprese, in modo da favorire l’inserimento degli apprendisti una volta terminata la scuola dell’obbligo. Questo potrebbe essere un vantaggio soprattutto per quegli allievi che, iscritti ai livelli base, hanno già fatto una scelta più indirizzata all’ambito lavorativo che non a quello dello studio. In quest’ottica, il ruolo del «docente» di orientamento assumerebbe un ruolo chiave e verrebbe rivalutato il suo intervento di intermediazione tra scuola e aziende. Per sostenere in modo ancora più efficace quegli allievi che mostrano evidenti difficoltà di apprendimento, e che si sentono frustrati da una serie di richieste scolastiche per loro irraggiungibili, potrebbe essere vantaggioso introdurre paradossalmente un terzo livello, che risponda meglio alle caratteristiche di questi allievi, che renda anche per loro attrattiva la scuola, e che li avvii concretamente al mondo del lavoro. Un suggerimento che andrebbe valorizzato e reso credibile con investimenti per allestire nuovi laboratori o potenziare quelli già esistenti, oltre che assumendo docenti specializzati nella conduzione di queste attività più pratiche. Recentemente si assiste ad una generale tendenza a caricare sulle spalle del docente di classe compiti che un tempo erano di pertinenza dell’orientamento scolastico. Il ruolo dell’orientamento scolastico dovrebbe essere quello di avvicinare l’allievo al mondo del lavoro, conoscendo il territorio e facendo da tramite tra scuola e datori di lavoro. È un’attività che un docente di classe non può svolgere in modo soddisfacente. Il docente di classe è prima di tutto un docente di materia, già di per sé impegnativo, a cui è affidato un compito addizionale: seguire un’intera classe per le sue scelte future, soprattutto in quarta media. Pretendere che a questi compiti si aggiunga un’ulteriore impegno, che in passato era svolto dal docente di orientamento e dal docente di corso pratico, è impensabile, anche concedendo un’ora di sgravio addizionale. I contatti con il mondo del lavoro richiedono molto più tempo e, soprattutto, una conoscenza a livello personale tra il datore di lavoro e l’orientatore scolastico o il docente di corso pratico. L’attuale tendenza nel voler ridurre il raggio di intervento dell’orientatore per passare alcune sue funzioni al docente di classe, rischia di sovraccaricare quest’ultimo e di rendere meno efficace l’inserimento degli allievi nel mondo del lavoro.

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