Opinioni elettorali

È l’ora delle donne?

Eolo Alberti, candidato della Lega dei Ticinesi al Gran Consiglio

È l’ora delle donne?

È l’ora delle donne?

Parlare di quote rosa suscita da sempre un ampio dibattito. Che la presenza di donne nelle istituzioni, nei posti dirigenziali, nell’economia , in politica sia assolutamente indispensabile è unanimemente riconosciuto, ma, al di là del merito, il metodo per incrementarne la partecipazione ancora non è stato individuato. È in corso una raccolta firme per un’iniziativa federale che promuovere appunto l’inserimento di quote minime di presenza femminile in politica. Il tema è stato anche dibattuto negli scorsi giorni dai ragazzi delle varie sedi di liceo che hanno aderito al virtuoso progetto «La gioventù dibatte». Ebbene, di ricette magiche in verità non mi sembra ve ne siano. Indipendentemente da una quota minima poi occorre che le donne siano disponibili ad assumere incarichi. Il nocciolo della questione è quello della conciliabilità fra lavoro, famiglia e altri impegni. Ho una figlia, per ora piccola, ma cerco di immaginare il suo futuro ed il suo inserimento nella vita attiva. Vedo in lei interessi che nascono e si affermano e mi chiedo come potrà avere una carriera, una famiglia, dei figli e anche la possibilità di coltivare le sue passioni. Diciamocelo: gli scogli sono enormi. E con grande ammirazione guardo alle poche donne che ci riescono. Le guardo dalla mia privilegiata posizione di uomo che può contare su una moglie impegnata sia con la famiglia, i nostri tre figli e parzialmente con il lavoro. Mi chiedo se a ruoli invertiti io sarei altrettanto bravo. Ecco che, quindi, le soluzioni veramente concretizzabili non sono mille. Una mi pare efficace, sebbene comporti un totale rivoluzionamento del paradigma, una scelta coraggiosa da assumere responsabilmente: riservare uno spazio del tempo femminile alle attività extra lavorative ed extra familiari. Una sorta di congedo pagato, di indennità per perdita di guadagno (ad esempio tra il 10 e il 20%?), del tempo lavorativo concesso per attività legate alle istituzioni, alla politica. Mi pare già di sentire i commenti a questa mia proposta: tuttavia, se vogliamo veramente fare qualche cosa, l’universo maschile deve aprirsi all’altra metà del cielo. Occorre capire che se per emergere, le donne devono adattarsi alla mentalità maschile, allora il loro coinvolgimento sarà perdente sin dall’inizio. Abbiamo ancora tanti passi da fare per aprire le porte alla presenza femminile. Credo sia giusto decidere in che direzione vogliamo andare e proporre soluzioni coraggiose che consentano alle donne di partecipare.

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