Opinioni elettorali

Frutta e verdura: per acquisti consapevoli

Alessandro Berta, candidato dell’UDC al Gran Consiglio

Frutta e verdura: per acquisti consapevoli

Frutta e verdura: per acquisti consapevoli

Sono convinto che se vogliamo riprenderci le chiavi del nostro Ticino, come dice il nostro «slogan» dobbiamo guardare anche verso temi che sono messi in secondo piano, perché il dibattito è occupato quasi esclusivamente da «temi caldi»; capaci di catalizzare l’attenzione, di conseguenza generare dibattito, «click» e condivisioni in rete. Ben venga, ci mancherebbe. A spulciare però un po’ il programma elettorale dell’UDC a pagina dieci si parla di agricoltura. In questo punto si sottolinea il fatto che il numero degli agricoltori e dei contadini è in costante diminuzione a causa del dumping dei prezzi applicati dalla politica e dall’eccessiva apertura delle importazioni. Come invertire la rotta viene spiegato in seguito senza entrare però troppo nel dettaglio in quanto non è sicuramente un tema che si può affrontare in poche righe. A questo proposito potremmo però interrogarci in particolare sui prezzi dei prodotti alimentari e in particolare di frutta e verdura. Spesso sui social, in particolare su Facebook, compaiono «post» di persone che sono scandalizzate dal costo delle fragole comprate d’inverno e provenienti per esempio dall’Australia. Prodotti costosi, inquinanti pensando ai costi di trasporto e sicuramente carichi di pesticidi supplementari per farli resistere il maggior numero di giorni possibile visto il lungo viaggio che devono affrontare. È quindi un discorso che va oltre l’aspetto economico (fuori stagione il prezzo è proibitivo) ma va a toccare la salute delle persone (che controlli ci sono su questa frutta e verdura «esotica»? Si parla spesso di glifosato). Ora è sicuramente vero che esiste il libero mercato e chi vuole spendere ha diritto di comperare ciò che vuole ma ho un po’ l’impressione, che la globalizzazione ci ha diseducati all’acquisto consapevole. Si compera a volte sovra pensiero senza renderci nemmeno conto della provenienza del prodotto e se sia di stagione o meno. Ho notato che i maggiori dettaglianti svizzeri sul loro sito Internet offrono la possibilità di visionare tabelle in cui indicano quando un determinato prodotto entra in stagione. So che alla scuola esercenti ciò viene insegnato durante il corso di cucina. Si tratta però di una cosa che non viene, se non marginalmente, insegnata nelle scuole. Il Cantone potrebbe promuovere questo tipo di iniziativa per insegnare alla popolazione quando fare acquisti (consapevoli), basterebbe quasi solo un volantino da appendere sul frigorifero. È una questione di ambiente, di salute e di portafoglio. Semplice. Di facile attuazione e che potrebbe favorire anche gli agricoltori e i contadini locali.

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