Opinioni elettorali

L’incomprensibile guerra ai posteggi

Carlo Coen, candidato del PLR al Gran Consiglio

L’incomprensibile guerra ai posteggi

L’incomprensibile guerra ai posteggi

A inizio febbraio ho letto la notizia che dopo un dibattito lungo e nervoso, il Consiglio comunale di Lugano,ha bocciato la proposta di ridurre i parcheggi del comparto FFS da 430 a 250 nell’ottica di un potenziamento del trasporto pubblico. Leggo frasi come: «Il plenum ha bocciato l’idea di puntare in modo così deciso sulla mobilità sostenibile». Ma è così? A parer mio chi la pensa in questo modo dovrebbe riflettere su alcune cose: in primis ho sentito spesso il Cantone parlare della necessità di creare dei Park & Ride destinati alla sosta di lunga durata delle vetture dei pendolari diretti verso il centro cittadino, il tutto vicino alle stazioni. Poi invece adesso a Lugano, città vicina al collasso del traffico, vuole togliere più di 200 posteggi che possono servire a ridurre il congestionamento viario. Lasciare la macchina in stazione e poi andare tranquillamente verso il centro può solo essere un beneficio. Specialmente per i commerci cittadini che in questo momento stanno notevolmente soffrendo. Da una parte si dice che si vuol fare di tutto per aiutarli e dall’altra parte si vogliono togliere i parcheggi per i clienti. Vorrei sapere dov’è la coerenza. Secondariamente non capisco proprio questa guerra ai parcheggi, che si voglia o no oggi il mezzo più usato è sempre l’auto. E questo perché i mezzi pubblici sono insufficienti e obsoleti. Non è accettabile che una persona abitante per esempio a Vacallo, che lavora a Lugano, sia obbligata a svegliarsi un’ora prima e prendere due pullman un treno ed altri pullman per raggiungere il proprio posto di lavoro. È quindi chiaro optare per la propria automobile. Bisogna migliorare i mezzi pubblici. Se vogliamo fare un paragone basta analizzare la situazione a Zurigo, dove il modo più semplice per spostarsi è a piedi usando proprio i mezzi pubblici come tram, autobus e treno. Nella città, circa ogni 300 metri si trova una fermata del pullman o del tram ZVV, con informazioni sugli orari, i prossimi collegamenti, il piano delle zone e una biglietteria automatica a prezzi concorrenziali. E non è certo togliendo i parcheggi che le auto diminuiscono e la gente prende i mezzi pubblici. Questo perché il cosiddetto servizio pubblico dovrebbe prima di tutto essere potenziato e notevolmente migliorato. Per chi abita fuori città riuscire a combinare le coincidenze è notevolmente complicato. Senza dimenticare che le FFS hanno tagliato molte corse. Noi del Mendrisiotto ne sappiamo qualcosa. Altro che miglioramento. Un peggioramento del servizio! Viene anche ricordato che meno di uno spostamento su dieci avviene con il trasporto pubblico, ben al di sotto della media nazionale, in quanto è ancora troppo poco attrattivo. Ma non ci siamo domandati il perché? Crediamo che sia tutto dovuto ai 200 posteggi in più o in meno? Io vorrei che andaste a vedere come funziona il servizio pubblico nelle città della Svizzera interna. Nel Luganese noi abbiamo il progetto della rete tram-treno che sarà ultimata, tra 10 o 15 anni. Mentre lì è già attiva da anni per una regione anche più ampia. La verità è che per questi progetti, in confronto alla Svizzera interna, noi siamo indietro di 20 anni. Troppo lunghi i tempi di discussione, di progettazione, di approvazione, di ricorsi ed infine di attuazione. Intanto passano gli anni e quando i progetti saranno ultimati, ormai saranno obsoleti mentre in altri cantoni viaggeranno con un treno a levitazione magnetica. Riflettiamoci.

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