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«Niente donne, ma qualcosa si sta muovendo»

In attesa dei risultati definitivi, un giro d’opinione tra alcune rappresentati femminili della nostra politica

«Niente donne, ma qualcosa si sta muovendo»
Laura Riget del PS (Foto Pedazzini)

«Niente donne, ma qualcosa si sta muovendo»

Laura Riget del PS (Foto Pedazzini)

BELLINZONA (aggiornato alle 18.05) - E in attesa che i risultati inizino a delineare uno scenario più chiaro, eccoci a pensare a quella che potrà essere la presenza femminile alle Orsoline. Ne parliamo con alcune candidate in lista. Tra loro, Samantha Bourgoin (I Verdi).

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Ecco come la pensa Karin Valenzano Rossi, vice presidente cantonale del PLR: "Certo, spiace vedere che per un'altra legislatura non avremo donne al Governo. Ma forse questo dato può servire a rilanciare il tema. Perché non si può pensare di cercare le donne all'ultimo, occorre prepararle e investire su profili femminili già da tempo".

Laura Riget, candidata PS al Governo, dal canto suo afferma: "È un peccato che non ci sia una donna in Governo. Naturalmente in questa tornata elettorale era difficile, considerando che i cinque uscenti si ripresentavano. Noto comunque che nei partiti qualcosa si è mosso. Bisognerà continuare a lavorare in questa direzione e presto riavremo una donna a Palazzo delle Orsoline. Anche se, mi preme ribadirlo, non basta essere donna per rivendicare una poltrona".

Sollecitata a caldo dopo la seconda proiezione che dava Raffaele De Rosa eletto a completare un Governo ancora sotto il segno degli uomini, Cristina Maderni si dice «dispiaciuta. Diciamo che nel nuovo Consiglio di Stato sembra sì profilarsi una presenza Rosa, ma quella sbagliata. Battute a parte, ritengo che in qualsiasi consesso sia importante avere una rappresentanza femminile per avere una visione equilibrata sui temi. Per questo motivo, decisivo sarà anche l'esito di domani sul Gran Consiglio: spero infatti che in Parlamento le donne possano aumentare. Non da ultimo dal momento che è essenziale far capire che la politica non è un mestiere da uomini».

Ed ecco Lea Ferrari (PC), la più giovane donna candidata al Consiglio di Stato:

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Angelica Lepori Sergi (MPS) invece commenta: “Comunque è un risultato atteso, nel senso che non è che ci fosse una candidata che fosse magari particolarmente presente. Già nelle liste si vedeva comunque una preponderanza maschile. È chiaro che è un segnale negativo di sicuro di quella che è un po' la situazione della rappresentanza politica delle donne. Penso che per far valere i diritti delle donne non è semplicemente una presenza femminile in Governo che può cambiare la situazione e la condizione delle donne, quindi è chiaro che quello che dobbiamo continuare a fare e quello che abbiamo fatto fino a adesso è costruire dei momenti di mobilitazione, di rivendicazione dal basso dei diritti delle donne, come lo sciopero del 14 giugno e tutti questi elementi. È chiaro che a livello simbolico è un segnale della discriminazione di genere nella nostra società”.

Anche Pelin Kandemir Bordoli (PS), presidente del Gran Consiglio, ha espresso il suo pensiero sul tema: «La questione della presenza femminile in Governo è ovviamente legata ad altre, come la parità, una diversa sensibilità su determinati argomenti, la disparità salariale e la conciliabilità lavoro-famiglia, in primis. Ritengo tuttavia che una folta presenza di donne in Gran Consiglio, come ha quasi sempre avuto il Partito socialista, possa servire per focalizzare l’attenzione su quanto detto in precedenza”.

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