Opinioni elettorali

Un’iniziativa superflua, eccessiva e dannosa

Cristina Maderni, candidata del PLR al Consiglio di Stato

Un’iniziativa superflua, eccessiva e dannosa

Un’iniziativa superflua, eccessiva e dannosa

La pianificazione territoriale dovrebbe essere considerata come uno strumento per ottimizzare lo spazio disponibile. Con l’obiettivo ultimo di promuovere un utilizzo giudizioso del territorio. Un utilizzo che consenta uno sviluppo economico sostenibile, senza ostacoli eccessivi. La pianificazione del territorio rappresenta quindi un elemento fondamentale del vivere insieme in Svizzera in modo ordinato e sostenibile. La pianificazione territoriale ha perciò due obiettivi: quello di garantire la protezione del territorio e quello di assicurare un utilizzo misurato ed efficace degli spazi disponibili. L’iniziativa «contro la dispersione degli insediamenti» su cui siamo chiamati ad esprimerci il 10 febbraio, è contraria a questa idea. Vuole a tutti costi fermare una presunta «cementificazione» della Svizzera, quando invece sarebbe la sua accettazione a «cementificare» lo sviluppo del nostro Paese. Se si vuole perseguire l’obiettivo di preservare la natura e il paesaggio, è importante utilizzare meglio le aree abitative e infrastrutturali e delimitare le aree edificabili in modo proporzionato. Proprio con questo fine, Confederazione, Cantoni e Comuni seguono già questa strada, tra l’altro sulla base della nuova Legge federale sulla pianificazione del territorio adottata in votazione popolare qualche anno fa e che prevede già misure limitative importanti. Fatto di cui, però, l’iniziativa non tiene assolutamente conto. Un blocco totale delle superfici edificabili ostacolerebbe in modo estremamente nocivo tutti gli sforzi in atto per fare in modo che la Svizzera rimanga un luogo attraente in cui vivere e lavorare. Quella di preservare natura e paesaggio resta comunque un’esigenza importante. E per questo motivo la Confederazione, i Cantoni e i Comuni hanno da tempo adottato misure contro la proliferazione urbana. L’iniziativa, ancora una volta, ignora totalmente questo aspetto. Inoltre, le disposizioni dell’iniziativa riguardanti la costruzione al di fuori delle zone edificabili dovrebbero essere interpretate, il che renderebbe la sua attuazione difficile e pericolosa perché vi sarebbero troppe incognite e ciò creerebbe una profonda insicurezza. L’iniziativa «contro la dispersione degli insediamenti», insomma, non solo è eccessiva e dannosa perché ostacola lo sviluppo economico della Svizzera, ma soprattutto è superflua. Il congelamento delle zone edificabili senza limiti di tempo non tiene conto delle esigenze della popolazione e dell’economia, né delle particolarità dei cantoni e delle regioni. In generale, è inutile e controproducente inasprire la legislazione vigente in materia di pianificazione territoriale. Gli strumenti necessari sono già in atto e la ripartizione dei compiti in questo settore tra Confederazione, Cantoni e Comuni (tipica del federalismo) è già oggi efficace. Il 10 febbraio, quindi, l’unica scelta saggia è quella di votare no.

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