EOC e USI a braccetto per la ricerca clinica

L’intesa

Presentato l’accordo tra Ente e università che tiene conto sia delle esigenze accademiche di insegnamento, sia dell’importanza della ricerca per il miglioramento di qualità e sicurezza delle cure - Paolo Sanvido: «Siamo sicuri che si cura meglio dove si fa ricerca»

EOC e USI a braccetto per la ricerca clinica
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«Siamo sicuri che si cura meglio dove si fa ricerca». Parola del presidente del Consiglio di amministrazione dell’EOC Paolo Sanvido che in occasione della conferenza stampa di questa mattina all’Università della Svizzera italiana nell’ambito dell’accordo tra USI e EOC per la ricerca in scienze biomediche, ha dichiarato che questa importante collaborazione «favorirà il rafforzamento di tutta la ricerca clinica diffondendo quell’energia positiva e propositiva che contribuirà a un nuovo sviluppo economico». L’accordo, sottoscritto per sviluppare in comune le attività di ricerca clinica, tiene conto sia delle esigenze accademiche di insegnamento, sia dell’importanza della ricerca per il miglioramento di qualità e sicurezza delle cure fornite. «Le significative attività di ricerca dell’EOC, in particolare nella ricerca clinica, continueranno ad essere principalmente integrate e condotte all’interno dell’ente ospedaliero – ha spiegato Sanvido – ma saranno sviluppate con l’USI per quanto riguarda gli aspetti accademici».

Nel corso dell’anno, infatti, l’Università della Svizzera italiana darà il benvenuto ai primi studenti del master in Medicina, ma per il Rettore Boas Erez, «l’insegnamento non è l’unico pilastro della facoltà di scienze biomediche: la ricerca rappresenta un altro suo elemento centrale e con questo accordo riguardante la ricerca clinica la collaborazione attorno al master si sviluppa in un’ancora più stretta collaborazione tra Ente e USI».

L’accordo presentato oggi – si legge in una nota congiunta di EOC e USI – si inserisce in un contesto particolarmente positivo, con la notizia di qualche giorno fa che le città di Lugano e Bellinzona, unite, si impegnano a sostenere il polo cantonale della ricerca biomedica sull’asse Bellinzona-Lugano e a mettere in atto le condizioni quadro più adeguate al suo consolidamento. L’obiettivo è di rafforzare le sinergie tra gli istituti attivi nella ricerca biomedica sperimentale, clinica e traslazionale presenti sul territorio, sostenere la strategia comune siglata da tutti gli interessati, ottimizzare gli investimenti e a favorire l’insediamento di nuove attività nel settore delle scienze della vita.

Per quanto riguarda il sostegno finanziario, è stato ribadito che il progetto non può prescindere dal sostegno della classe politica ticinese che esula dalle varie forme di contributo percepite da fondazioni e privati. Alla conferenza stampa di presentazione dell’accordo hanno partecipato anche il capo area formazione, ricerca e innovazione dell’EOC Michele Ghielmini, il decano della facoltà di scienze biomediche Mario Bianchetti e il direttore del Neurocentro della Svizzera italiana Alain Kaelin.

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