Fra gli effetti della pandemia c’è anche il «ritocchino»

La storia

Chirurgia plastica, interventi non riusciti, turismo della bellezza – Ne abbiamo parlato con il dottor Martino Meoli

Fra gli effetti della pandemia c’è anche il «ritocchino»
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Fra gli effetti della pandemia c’è anche il «ritocchino»

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Parlando degli effetti della pandemia si è registrato un incremento della richiesta di interventi di chirurgia plastica. Sempre più donne giovani e uomini richiedono la mano del chirurgo per migliorare qualche «difettuccio» notato durante i mesi trascorsi a casa. Tra lockdown e chiusure intermittenti, il tempo per guardarsi allo specchio, o in video, è aumentato. Ne abbiamo parlato con il dottor Martino Meoli, specialista FMH in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica da oltre un decennio.

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Gli interventi più richiesti
«La mastoplastica additiva, che riguarda il seno; la rinoplastica, il naso; la blefaroplastica, ovvero l’intervento alle palpebre; la liposuzione e l’addominoplastica. Questi sono gli interventi più richiesti a mio avviso in Ticino», conferma il dottor Meoli. Negli ultimi anni si è però registrato un cambiamento nella tipologia dei pazienti: «Sicuramente abbiamo sempre più uomini, anche se in percentuale sono il 20%». Influisce anche l’età, infatti «abbiamo richieste di pazienti sempre più giovani» continua. «Siamo esposti a livello multimediale in modo più massiccio rispetto al passato, soprattutto i giovani, quindi il confronto con i “modelli” è all’ordine del giorno», afferma l’esperto. Nonostante le varie campagne di body positive promosse da molte personalità dello spettacolo, l’autoaccettazione dei propri difetti non ha ancora preso piede tra i giovani, che dimostrano una vera e propria ossessione per il proprio aspetto fisico. «È comprensibile, siamo bombardati ogni giorno da modelli di bellezza assoluta promossi dai social media, per questo noi chiediamo ai pazienti di portarci delle foto, per comprendere le loro aspettative e avere un metodo di comunicazione», precisa il chirurgo plastico.

Utilizzare un programma di simulazione, beh, non significa promettere il risultato simulato, bensì comprendere le aspettative del paziente

Sbagliato promettere
Spesso, quando ci si rivolge all’esperto di chirurgia estetica ci viene presentata una evoluzione in prospettiva del cambiamento desiderato, via video o foto. «Ogni volto, ogni corpo reagisce in modo diverso ad un intervento». L’importante è comunicare: «Utilizzare un programma di simulazione, beh, non significa promettere il risultato simulato, bensì comprendere le aspettative del paziente», precisa l’esperto. «A volte le aspettative del paziente non sono raggiungibili, quindi bisogna avere il coraggio di rifiutare un intervento». D’altra parte non si può promettere l’impossibile.

«Specchio, specchio delle mie brame...»
In generale, con la pandemia si è registrato in Ticino un aumento di richiesta, o consulenza estetica. «In studio abbiamo fatto un piccolo sondaggio per comprendere questo fenomeno», afferma il chirurgo. «Abbiamo notato che sono principalmente tre i fattori che hanno comportato questo aumento», afferma l’esperto: «Stando a casa, ci si guardava di più allo specchio e nello schermo durante le video conferenze». Poi, anche le chiusure intermittenti hanno avuto un peso: «Stare a casa significava anche avere il tempo per la convalescenza postoperatoria», mentre l’obbligo della mascherina ha aiutato per alcuni interventi al viso come la rinoplastica. «Ovviamente la mascherina era una barriera per non mostrare i lividi anche quando si doveva uscire». Infine, l’aspetto economico finanziario: «Molti pazienti, prima titubanti, non potendo andare in vacanza e non potendo uscire hanno avuto modo di risparmiare e quindi investire i loro soldi per arrivare a un traguardo a cui magari miravano da tempo».

«Oggi si può operare tutto l’anno»
In passato eravamo abituati a sentirci dire quali interventi si potevano fare durante il periodo estivo e quali no. Il rischio infezioni poteva essere più alto in periodi dell’anno in cui le temperature sono più elevate. Oggi pare non essere più così, lo conferma l’esperto: «Oggi c’è l’aria condizionata, si può stare a casa senza esporsi al sole, quindi in linea di massima non ci sono interventi vietati in estate», continua. «Certo, interventi come una liposuzione, che comportano l’uso di guaine contenitive nel post operatorio, forse sono più pratici in inverno».

Il caso Evangelista? Anche operazioni del genere, vendute come poco invasive, possono comprendere delle complicazioni, per questo è importante non sottovalutare l’esperto a cui ci si rivolge

Cool Sculpting, il caso Evangelista
La criolipolisi o cool sculpting è un metodo particolare che sfrutta l’azione del freddo per attaccare e sciogliere il grasso in maniera selettiva. Linda Evangelista schiva i riflettori ormai da anni, poiché in seguito a un intervento del genere ha avuto delle gravi conseguenze. Non molto tempo fa, molti siti hanno diffuso del materiale fotografico che mostra un risultato inverso al dimagrimento, un ingrassamento diffuso. «Quella è una complicazione rarissima», afferma lapidario l’esperto, che precisa: «Anche operazioni del genere, vendute come poco invasive, possono comprendere delle complicazioni, per questo è importante non sottovalutare l’esperto a cui ci si rivolge».

E ancora: «La nostra salute non è una bicicletta che compro e se poi non va bene non la uso più», dice l’esperto. È sempre più importante valutare bene a chi rivolgersi, o quanto spendere. «Il costo dell’intervento non riguarda unicamente il guadagno dell’esperto, ma bisogna considerare anche i materiali, la sala operatoria, le attrezzature, l’anestesia, la clinica, le cure...», precisa il chirurgo plastico. «Non si tratta solo di una spesa, ma anche di sicurezza in generale, cerco di far capire ai miei pazienti che devono diffidare dagli “interventi al 50%”». Anche all’estero ci sono ottimi chirurghi e ottime cliniche, «e se si va a vedere i prezzi sono uguali ai nostri, questo vuol dire che la sicurezza e la professionalità si paga ovunque».

Voce agli esperti
«In Svizzera abbiamo la Società Svizzera di Chirurgia plastica ed estetica, che ha un sito esaustivo dove si può verificare se il medico al quale ci siamo rivolti è veramente un esperto», afferma il chirurgo. Capita che i chirurghi si trovino a operare casi di interventi non riusciti, magari eseguiti all’estero. Questo causa molti problemi al paziente, poiché in Svizzera «le casse malati prendono a carico interventi urgenti, ovvero interventi che se non eseguiti subito causano un problema di salute». Qui, però, parliamo di interventi che non presentano un risultato soddisfacente dal punto di vista estetico. E la cassa malati, beh, non ne risponde. «Il paziente deve sobbarcarsi dal punto di vista emotivo e finanziario un altro intervento», racconta il chirurgo. Quando si tratta di interventi «in seconda-terza battuta» la situazione è sempre più complessa rispetto all’inizio, quindi non si può più raggiungere il risultato che sarebbe stato possibile raggiungere con un primo intervento ben fatto.

Il lavoro del chirurgo è molto difficile, ma un bravo esperto di chirurgia lo si incontra quando oltre ai consigli estetici è in grado di prenderci per mano e accompagnarci nel cammino attraverso la sala operatoria. «Gran parte del mio lavoro è anche psicologia, perché devo capire i bisogni, le paure e le aspettative dei miei pazienti, quindi da una parte siamo anche un po’ psicologi».

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