Frontalieri in aumento: in Ticino sono 70.115

Lavoro

Sono in crescita rispetto al terzo trimestre del 2020 - Nel 2019 i lavoratori stranieri hanno superato di gran lunga quelli svizzeri - Crolla l’occupazione: persi 10 mila posti a causa della pandemia

Frontalieri in aumento: in Ticino sono 70.115
©CdT/Archivio¨

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Più lavoratori stranieri che svizzeri in Ticino. Un trend che va avanti da alcuni anni, ma che nel 2019 (ultimo dato disponibile) ha conosciuto un notevole incremento. Secondo il report «Panorama statistico del mercato del lavoro ticinese» pubblicato quest’oggi dall’USTAT, se nel 2017 e nel 2018 la differenza tra svizzeri e stranieri era minima (rispettivamente 118.400 vs 120.400 e 118.700 vs 118.800), nel 2019 l’incremento è stato maggiore, sia per il minor numero di occupati svizzeri (112 mila), sia per l’aumento di quelli provenienti da altri Paesi (121.900). In pratica nel giro di un anno sono andati persi oltre 6 mila posti di lavoro elvetici (n.b. questi numeri rappresentano medie annuali). Non solo, gli occupati svizzeri nel nostro cantone sono tornati ai valori del 2009, ma se in quell’anno rappresentavano il 55% del totale, ora sono il 47,9%.

Frontalieri in aumento: in Ticino sono 70.115

L’aumento dei frontalieri

A fare la parte del leone, per quanto riguarda gli stranieri, sono ovviamente i frontalieri, costantemente cresciuti, tra alti e bassi, dal 2009, fino a toccare ( il dato è di oggi e si riferisce al quarto trimestre del 2020) la soglia delle 70.115 unità. Dunque in aumento sia rispetto al terzo trimestre (69.917), sia allo stesso periodo dell’anno precedente (69.592). I lavoratori che arrivano da oltre confine sono cresciuti soprattutto nel settore terziario (45.550), e sono occupati per lo più nel commercio (10.972), nella attività professionali scientifiche e tecniche (7.824), nell’attività amministrative e di servizi di supporto (6.632) e nella sanità e assistenza sociale (4.349). Nel settore secondario si contano 24.001 frontalieri, in gran parte attivi nel settore manifatturiero (16.124) e nelle costruzioni (7.759).

Crolla l’occupazione

Nel quarto trimestre del 2020 crolla l’occupazione in Svizzera a causa della crisi legata dal coronavirus. Il Ticino è la regione che presenta la contrazione di gran lunga più marcata: -4,4%. Sono andati persi circa 10 mila posti di lavoro rispetto al 2019, quando se ne contavano 229.000.

Disoccupazione in Ticino, tra SECO e ILO

I disoccupati iscritti alla SECO (Segreteria di Stato dell’economia) nel gennaio del 2021 erano 6.968, in aumento rispetto a dicembre del 2020 (6.464) e quasi mille in più rispetto al gennaio 2020 (5.991). Dei circa 7 mila disoccupati registrati a inizio 2021, 3.620 sono svizzeri, mentre 3.348 sono stranieri. Il tasso di disoccupazione è salito al 4,1% (a dicembre 2020 era al 3,8% mentre a gennaio dell’anno scorso era al 3,5%). I disoccupati in Ticino ai sensi dell’ILO (International Labour Organization) nel quarto trimestre del 2020 erano 12 mila e il tasso di disoccupazione si attestava al 6,8%.

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