Frontiera (quasi) chiusa e zone rosse, qualche precisazione

Coronavirus

Il Governo italiano sul proprio sito ufficiale ha precisato alcune questioni che riguardano anche il Ticino

Frontiera (quasi) chiusa e zone rosse, qualche precisazione
© CdT/Gabriele Putzu

Frontiera (quasi) chiusa e zone rosse, qualche precisazione

© CdT/Gabriele Putzu

Da venerdì, con l’entrata in vigore del nuovo decreto governativo italiano, la Lombardia e il Piemonte (almeno per due settimane) sono diventate «zone rosse», ovvero Regioni in parziale lockdown nelle quali è possibile spostarsi solo per motivi di lavoro (in alcuni casi studio), situazioni di necessità o salute. Da subito è stato chiaro che questa decisione da parte italiana avrebbe avuto delle conseguenze anche per il Ticino. Tuttavia, alcuni aspetti restano da chiarire, in particolare riguardo la possibilità (o meno) di visitare i propri affetti in queste Regioni. Il Governo italiano, però, sul proprio sito ufficiale ha pubblicato alcune precisazioni (sotto forma di F.A.Q.) che possono aiutare a capire meglio cosa è possibile fare e cosa no.

Frontiera (quasi) chiusa e zone rosse, qualche precisazione

La premessa
È necessario innanzitutto dire (come avevamo già chiarito qui) che per i lavoratori frontalieri, essenzialmente, non cambia nulla visto che gli spostamenti nelle zone rosse sono permessi per «comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute». Unica condizione, però, per spostarsi all’interno delle zone rosse è necessaria l’autodichiarazione. Va poi detto che resta vietato recarsi in Italia per fare la spesa. Infine, come sottolinea il Governo italiano, è bene ricordare che «senza una valida ragione per uscire, è obbligatorio restare a casa, per il bene di tutti».

Niente visite ai parenti, ma...
L’altra importante questione che rimaneva in parte aperta riguarda invece le visite ai parenti o ai conoscenti dalla Svizzera all’Italia. In questo senso sul sito del Governo italiano sono state fatte alcune precisazioni che non erano contenute nel decreto governativo. Innanzitutto, viene precisato che «per i cittadini stranieri vigono le stesse limitazioni agli spostamenti che vigono per gli italiani». Viene poi chiarito che nelle zone rosse «non è consentito far visita o incontrarsi con parenti o amici non conviventi, in qualsiasi luogo, aperto o chiuso». Tuttavia, viene anche spiegato che è possibile andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti, poiché si tratta di una «condizione di necessità». Sul sito viene poi ricordato che «nel caso si tratti di persone anziane o già affette da altre malattie, ricordate però che sono categorie più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile».

E i figli dei divorziati?
Per le persone separate o divorziate, viene precisato che «gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario».

Posso andare nella casa secondaria?
Sul proprio sito il Governo italiano ha chiarito che, «in considerazione del divieto di spostarsi, l’accesso alla seconda casa può essere consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni».

E le zone gialle?
Va infine detto che la situazione è molto differente per le zone gialle e va ricordato che è prevista la possibilità di transitare per le zone rosse (e arancioni) per recarsi in una zona gialla, anche in questo caso avendo con sé l’autodichiarazione. Va poi ricordato che nelle zone gialle vige il divieto di circolare dalle 22 alle 5. Fatte queste premesse, possiamo dire che una volta giunti all’interno della zona gialla «è consentito spostarsi dalle 5 alle 22 senza necessità di motivare lo spostamento». Dalle 22 alle 5 sono invece «vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute» (come avviene tutto il giorno nelle zone rosse), ed è quindi necessaria l’autodichiarazione. Nelle zone gialle, a differenza di quelle rosse, è invece possibile recarsi nella propria casa secondaria, senza altre condizioni. Riguardo alle visite ad amici o parenti nelle zone gialle, il Governo scrive: «Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza». Fortemente raccomandato evitarlo, dunque, ma non vietato.

Le F.A.Q del Governo italiano dove potete trovare altre informazioni.

Qui potete trovare l’autodichiarazione messa a disposizione dal ministero della salute per l’ingresso in Italia dall’estero.

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