«Fu un giudizio affrettato»

giustizia

Il Consiglio della Magistratura nel rendiconto annuale torna sulla questione del rinnovo delle cariche in seno alla Procura e respinge le critiche espresse a suo tempo dalla Commissione giustizia e diritti - Sulle riforme necessarie chiama in causa il Governo: «Tempi biblici inspiegabili»

 «Fu un giudizio affrettato»
© CdT/ Chiara Zocchetti

«Fu un giudizio affrettato»

© CdT/ Chiara Zocchetti

Il rinnovo decennale delle cariche in seno alla Magistratura è stato il tema politico più caldo dello scorso autunno. Ha fatto scrivere fiumi di inchiostro, ma è sostanzialmente rimasto «orfano» di un capitolo. Almeno fino a ieri. Ma andiamo con ordine. Lo «scossone» ha preso il via il 14 settembre 2020 – quando il Consiglio della magistratura preavvisò negativamente la rielezione di cinque procuratori pubblici in carica – e si è concluso tre mesi più tardi, con la decisione del Gran Consiglio di seguire le raccomandazioni della Commissione giustizia e diritti e riconfermare tutti i magistrati uscenti. Capitolo chiuso? Quasi, perché se da un lato la maggioranza della Commissione aveva criticato l’operato dell’organo di vigilanza (con il PLR che lo aveva invece difeso), nelle settimane successive...

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