Giù la serranda sulle librerie: un nuovo ostacolo per la cultura

IL REPORTAGE

Il Consiglio federale ha deciso che i libri non fanno parte dei beni di prima necessità - Da lunedì e per cinque settimane si potranno acquistare solo online o su ordinazione - Gli attori del settore: «Siamo amareggiati, il nostro ruolo è centrale nella trasmissione della cultura e nella socialità»

Giù la serranda sulle librerie: un nuovo ostacolo per la cultura
La libreria Leggere in corso San Gottardo a Chiasso prima della chiusura ©CDT/GABRIELE PUTZU

Giù la serranda sulle librerie: un nuovo ostacolo per la cultura

La libreria Leggere in corso San Gottardo a Chiasso prima della chiusura ©CDT/GABRIELE PUTZU

Il delitto perfetto è servito. Sabato sera alle 17 caleranno le serrande sulle librerie. E per cinque settimane rimarranno chiuse. Il motivo è presto detto. Mercoledì scorso il Consiglio federale ha deciso di non inserire il libro tra i beni di prima necessità. Fine della storia. Con buona pace di tutti gli attori. In realtà se andiamo oltre la copertina (metaforicamente, sia ben inteso) qualche riflessione sorge spontanea. E così diamo appuntamento a Chiasso al nostro primo interlocutore. Ad attenderci in corso San Gottardo 86, seduto alla scrivania - perimetrata da un lungo trenino di libri di piccolo formato, belli nella loro edizione di carta ecologica - c’è Edy Mombelli, titolare della libreria Leggere. Prima parola: demoralizzato. Ci sediamo. Mombelli inizia a raccontare. «Eravamo partiti...

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