Giù le mani dai vostri capelli

Coronavirus

La chiusura di barbieri, saloni per signora e centri estetici costringe la clientela ad arrangiarsi come può: fra tutorial tramite social e kit fai da te le possibilità non mancano, ma in ogni caso è meglio posare le forbici e aspettare che l’emergenza sia finita

Giù le mani dai vostri capelli
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A suo modo, Niccolò Fabi era stato profetico: «Io vivo sempre insieme ai miei capelli» spiegava il cantautore romano in un fortunatissimo ritornello del 1997. Anni dopo, in piena emergenza coronavirus, è toccato al presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella strappare un sorriso ai suoi connazionali. È successo durante un fuorionda. «Giovanni – ha detto Mattarella – non vado dal barbiere neanche io». La battuta era rivolta al suo portavoce. Il tema? La pettinatura del Capo dello Stato, in particolare alcuni ciuffi ribelli.

Già. Stare a casa significa (anche) dover vivere o, meglio, convivere con acconciature un po’ così. Il popolo del web e dei social, sul tema, si è scatenato. Rispolverando dai ricordi e dal passato i rimedi della nonna. Ad esempio, pentola in testa e una bella sforbiciata su tutto ciò che avanza fuori. Orrore. Bene, ma esiste un modo per sistemarci i capelli (e non solo, ci arriveremo in seguito) evitando di rovinare il nostro aspetto? Sì, eccome. Parola di barbieri, parrucchieri ed estetiste. Abbiamo fatto un giro (virtuale) per capirne di più.

Sì al fai da te, ma solo per il colore

Ladies first. Prima le signore. Colore, lavaggio, taglio, piega. Sì, ma è tutto chiuso. Tuttavia, la clientela non è abbandonata al proprio destino. Anzi. «Ci siamo attivati subito per offrire consulenze e prodotti» racconta Francesca Mian, responsabile marketing presso Gandola Studio a Lugano. Fra le proposte più gettonate, il kit per la tinta fai da te. «Spediamo tutto il necessario. Per il colore ci rifacciamo alle schede clienti». Due i biberon, uno con la tonalità giusta e l’altro con l’ossigeno, poi una mantellina, un asciugamano e i guanti. Oltre alle istruzioni per l’uso. «Il risultato, va da sé, non è paragonabile a quanto proponiamo in studio. Ma le nostre clienti sono soddisfatte, soprattutto perché risolvono il problema della ricrescita. È anche un modo, il nostro, per creare vicinanza. Se c’è bisogno, anche solo per un consiglio, siamo presenti su WhatsApp, sui vari canali social e tramite e-mail. Ci hanno colpito, in particolare, alcune risposte di persone over 65. Pur non essendo psicologi, anche noi cerchiamo di rincuorare chi è a casa. Il kit è una coccola che fa bene ai capelli ma non solo».

D’accordo, ma il taglio? Gandola preferisce dribblare la questione. «Non offriamo certo tutorial sull’argomento» ribadisce Mian. «C’è, però, chi ci ha mostrato i risultati. Sì, qualcuno ha pensato di sistemarsi i capelli per conto proprio. Il nostro consiglio, se possibile, è di evitare interventi del genere. Le forbici comuni possono fare parecchi danni al capello. Piuttosto, puntiamo sui consigli: offriamo da un lato battute per sopportare meglio il periodo e, dall’altro, tramite dei tutorial proponiamo acconciature, trucchi, piccole cose insomma ma che possono aiutare a nascondere la necessità di un taglio».

La chiusura forzata, ovviamente, è un danno. «Sia economico sia emotivo» conclude Francesca. «Questi invii sono dei palliativi, se vogliamo. Non ci permettono certo di sopravvivere. In media viaggiavamo sui 25-30 clienti al giorno».

Il viaggio prosegue a Paradiso, nel salone di Marco Evangelista. «Guai al fai da te, se parliamo di tagliare i capelli» spiega subito il titolare. «Quello che offriamo noi, durante la chiusura, è una serie di tutorial via social. Diamo delle idee, per acconciature o altro. Piccole cose. Grazie al nostro magazzino possiamo anche spedire prodotti specifici. La premessa è che questi prodotti andrebbero utilizzati da professionisti. Ma le nostre clienti, vista la situazione, vanno anche aiutate. Offriamo allora una colorazione personalizzata e, va da sé, manteniamo aperto un canale per parlare e creare vicinanza». Anche per Marco la chiusura è una mazzata non indifferente: «Vendere prodotti può aiutare, ma il vero guadagno si fa con la manodopera. Tagliando i capelli, ricevendo clienti. Io ho chiuso ben prima che lo imponesse il Consiglio di Stato. L’ho fatto perché non volevo rischiare di veicolare il virus e perché ricevevo diverse disdette. Noi, nel nostro salone, siamo in quattro. In tempi normali, per rientrare dalle spese dovevamo fare almeno sette clienti al giorno ciascuno. Speriamo di tornare ad averne anche dieci ciascuno».

I barbieri all’americana e i furbetti del domicilio

I maschietti, ora. O se preferite i cosiddetti hipster, amanti dei barbieri all’americana (avete presente l’insegna, no? Il palo con striscia rossa e blu). Cosa possono fare, a casa, i clienti improvvisamente privati del loro sforbiciatore di fiducia? «Fra social e WhatsApp posso dire di avere mantenuto il contatto con tutti» spiega Christian Mollo, mente e mani dell’Old Skull a Molino Nuovo. «Non ho girato, di mio, nessun tutorial per spiegare come tagliarsi i capelli da soli. A chi mi chiede informazioni in merito fornisco video già esistenti, fatti da altri. Ma il mio consiglio è di non tagliare. Anche perché così, quando tutto sarà finito, avremo delle belle lunghezze su cui lavorare. A livello personale, poi, ho deciso di dedicare questo periodo alla contabilità e alla gestione. Non me ne occupavo personalmente, prima. C’è, al di là di tutto, anche un aspetto positivo se penso all’emergenza: ci sono diversi professionisti che offrono corsi gratuiti o a basso costo sulle varie piattaforme. Ah, dimenticavo. Mi sono attivato anche per creare una mia linea di prodotti. Potendomici dedicare al 100%, conto di averla pronta per la riapertura».

Da Molino Nuovo a Melide, la casa di Gianmarco Perone e della sua bottega, Ul Barbee 2.0. «Sto approfittando del tanto tempo libero – dice – per completare il mio negozio online di prodotti. Di tutorial, ad ogni modo, ne ho fatti. Uno solo, a dire il vero. Il problema? Diversi clienti mi hanno chiamato, in preda al panico, fra buchi in testa e tagli in faccia. No, tagliarsi i capelli per conto proprio non è una scelta saggia. Piuttosto, do volentieri consigli sui prodotti da utilizzare e aggiorno i miei profili social con dei lavori svolti in passato». Infine, la chiusura in sé. Come si traduce questo periodo di incertezza per una piccola impresa? «Ho fatto richiesta per gli aiuti previsti, mentre credo non mi rifarò alla possibilità di chiedere un prestito bancario. Intanto resisto, sperando presto in una riapertura».

Il tour non si ferma. Avanziamo, curiosi. E arriviamo nel Sopraceneri, a Giubiasco. Ronny, dal primo giorno di chiusura, per mantenere il contatto con i suoi clienti tiene un diario via social. «Ogni giorno, su Instagram, posto una foto. Con un mio pensiero, a volte scherzoso altre invece più profondo, accompagnato da alcuni consigli sui prodotti migliori da utilizzare». Consigli non legati al taglio. Ronny, in un post, si improvvisa giardiniere e ammonisce: «Meglio tagliare il prato che i capelli». E ancora: «Il fai da te rischia di produrre danni irreparabili, meglio puntare sul mantenimento. Qui posso dare una mano e la do volentieri». La chiusura, agli occhi di Ronny, è pesante. Per vari motivi. Innanzitutto, «il fatto che noi barbieri non abbiamo chissà quale liquidità». Già, «più passa il tempo e più le spese aumentano. E se non ci mettiamo noi le mani, beh, di entrate non possiamo farne». Ronny, come tanti, si è appoggiato alle misure di aiuto previste dal Consiglio di Stato. È fiducioso, anche se arrabbiato. «Lo sono perché troppi pseudo colleghi stanno offrendo un servizio abusivo di casa in casa. L’ho notato andando a fare la spesa. In coda c’erano tante teste appena fatte, con sfumature perfette. Il problema in questo caso è duplice: parliamo di lavoro nero e, tornando all’emergenza, di una chiara violazione delle misure. Così facendo, rischiamo di uscirne più tardi del previsto».

Via il pigiama

Partito dalle donne, il viaggio torna proprio al punto di partenza. Detto dei capelli, cosa si può fare con unghie e peli di troppo? Lo chiediamo a Valentina Spina di Visage Secret, centro estetico di Lugano. «Noi, al riguardo, da quando abbiamo chiuso offriamo dei tutorial su Facebook e Instagram. Più che altro è un modo per tenere compagnia alla clientela. Alle donne, in particolare, consiglio di vestirsi bene, di truccarsi e di ragionare come se dovessero uscire a lavorare. Sentirsi e vedersi belle, a mio avviso, aiuta. Via il pigiama, insomma. Sono piccole cose, ma utili». A livello di prodotti, Valentina non offre spedizioni né kit per il fai da te. «Ho dei video che insegnano a rimuovere lo smalto permanente, questo sì. Ma, anche qui, è importante non fare di testa propria. Lo stesso vale per la ceretta. Ho notato un buon riscontro, c’è soddisfazione». La chiusura, anche in questo caso, è pesante da sopportare. «Noi avevamo una media di dieci clienti al giorno. Sono tanti, considerando che un trattamento da noi può durare anche due o tre ore. Emerge, comunque, un dato positivo: siamo, nel nostro piccolo, un bene necessario».

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