Giù questi affitti: si parte in via Lambertenghi

LUGANO

Il Municipio ha scelto la cooperativa coordinata dal sindacato OCST per la realizzazione di alloggi a pigione moderata

Giù questi affitti: si parte in via Lambertenghi
Oggi il terreno è un posteggio.  (Foto Putzu)

Giù questi affitti: si parte in via Lambertenghi

Oggi il terreno è un posteggio.  (Foto Putzu)

Affitti sostenibili a Lugano è quasi diventato un ossimoro, cioè l’accostamento di due parole che esprimono concetti opposti. È vero che negli ultimi quattro anni i canoni medi sono diminuiti - ne parlavamo nel nostro approfondimento del 26 novembre intitolato Mio caro appartamento - ma nel quinquennio precedente erano saliti. E non di poco. Non è quindi diventato anacronistico l’obiettivo della Città di promuovere la costruzione di alloggi a pigione moderata. La prima iniziativa in tal senso, che riguarda il terreno comunale al civico 3 di via Lambertenghi, è pronta per andare in porto: il Municipio ha deciso di concedere alla cooperativa Vivere Lambertenghi - costituita su iniziativa del sindacato OCST, di GenerazionePiù e di alcuni privati - un diritto di superfice della durata di 53 anni, prolungabile, con un canone annuo a favore della Città di circa 40 mila franchi.

Pennellate di verde
L’idea della cooperativa è quella di costruire un edificio di sette piani con un tetto verde e venticinque appartamenti dai due ai cinque locali pensati per diverse fasce di popolazione, dalle famiglie con figli, ai giovani, agli anziani. Il piano terra sarà riservato ad attività commerciali, sociali e di artigianato. Qualche esempio? Spazi per le associazioni, un centro diurno per gli anziani, un bar e l’asilo nido Piccoli Passi, che oggi si trova a... pochi passi. Ma non è tutto: avete presente il parcheggio asfaltato di fianco alla sede del sindacato? Diventerà un giardino aperto al quartiere: una piccola oasi verde nel trambusto grigio di via Balestra. Questa la visione di massima. Per i dettagli bisognerà attendere l’esito del concorso di architettura che verrà aperto dalla cooperativa in collaborazione con la Città. Possiamo già dire che il bando avrà alcuni paletti legati alla sostenibilità ambientale: uso di materiali ecologici, riscaldamento con pompa di calore che capti l’acqua di falda, pannelli fotovoltaici e collettori solari.

I più bassi possibili
A proposito di paletti, quello che ha contraddistinto il concorso per il diritto di superfice è stata la necessità di garantire affitti bassi. Palazzo civico ha dato peso a questo fattore pensando allo sfitto in crescita, che è una delle ragioni del citato calo dei canoni negli ultimi anni. «Gli affitti saranno i più bassi possibili» conferma Aldo Ragusa, segretario amministrativo cantonale del sindacato OCST. I prezzi tuttavia non saranno l’unico elemento sociale. Il concetto di fondo, come spiega sempre Ragusa, è creare una sorta di villaggio solidale che favorisca l’integrazione fra generazioni e offra spazi comuni dove poter organizzare delle attività. Non un semplice edificio con degli inquilini e qualche area condivisa, insomma. Questo anche grazie alle associazioni che verranno coinvolte nel progetto. Un’altra condizione imposta dal Comune è che l’assegnazione degli alloggi avvenga in base al regolamento comunale in merito, che fissa un limite di reddito al di sopra del quale non si ha diritto a questo genere di abitazioni.

Per alcuni o per tutti?
I limiti citati hanno ristretto la cerchia dei potenziali candidati, come osserva la responsabile della Divisione Immobili Cristina Zanini Barzaghi. «I paletti sugli affitti e i redditi vanno contro il principio delle cooperative, che di solito si rivolgono a un pubblico di diversi ceti sociali. Per i prossimi concorsi faremo una riflessione in merito». Al bando per via Lambertenghi avevano risposto due gruppi. L’altro era guidato dalla Pro Senectute, che era intenzionata a creare un mini quartiere dove le persone potessero conoscersi e aiutarsi a vicenda. Alla fine è stata premiata la cooperativa Vivere Lambertenghi. «Sia per i concetti di qualità architettonica, ambientale e socioeconomica, sia per il potenziale di miglioramento del tessuto urbano del quartiere».

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