I contagi a Morbio salgono a 14

Lotta alla pandemia

È stato riscontrato un nuovo caso di variante britannica mentre l’adesione ai test a tappeto è buona: già 350 gli appuntamenti fissati

I contagi a Morbio salgono a 14
© CdT/Gabriele Putzu

I contagi a Morbio salgono a 14

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Un brutto scherzo del destino, verrebbe da dire. Dopo un lunghissimo 2020 segnato dalla pandemia, con l’arrivo del nuovo anno le speranze di tutti erano riportate nella campagna di vaccinazione. Ma proprio nella prima settimana dell’anno, assieme alle speranze, nel nostro cantone sono arrivate anche le varianti del virus a complicare le cose, e non di poco. Innanzitutto nelle case per anziani, dove un focolaio del ceppo inglese nella struttura di Balerna ha portato le autorità a sospendere le visite. Ma poi anche nelle scuole. Diversi contagi registrati in pochi giorni alle scuole medie di Morbio inferiore hanno infatti portato per la prima volta a una quarantena di sede, e quindi non più circoscritta a una singola classe. Una prima a livello cantonale che ha fatto emergere diverse preoccupazioni, soprattutto tra i genitori. E il timore principale dei genitori, riguarda la salute dei propri figli. Tantoché, come confermato ieri dal Dipartimento della sanità e socialità, «l’adesione al test a tappeto proposto a chi è stato messo in quarantena è stata buona». La hotline cantonale a mezzogiorno aveva già pianificato circa 350 appuntamenti per fare il tampone presso il checkpoint di Mendrisio, appositamente potenziato per poter far fronte a questa richiesta straordinaria. A questo proposito il DSS ha auspicato «che chi non si è ancora annunciato decida di farlo nelle prossime ore», ricordando inoltre che «per gli allievi e i docenti di Morbio Inferiore posti in quarantena il test è gratuito e volontario». Sul fronte dei contagi, invece, il Dipartimento diretto da Raffaele De Rosa ha fatto sapere che «nel frattempo i casi positivi legati all’istituto scolastico sono saliti a 14 (ndr. uno in più rispetto a domenica), di cui almeno tre riconducibili alla variante inglese del virus (ndr. uno in più)».

Ora, come detto, oltre alla salute dei propri figli, un’altra preoccupazione dei genitori riguarda il loro accudimento durante queste settimane in cui, posti in quarantena, seguiranno la scuola a distanza. Cosa fare, dunque, se per svariati motivi non si trova un’alternativa per l’accudimento del proprio figlio? Innanzitutto c’è il ricorso al telelavoro, che è stato reso semiobbligatorio dal Consiglio federale. Se anche questa opzione non fosse percorribile, per chi ha un figlio a cui è stata ordinata una quarantena, esiste un’altra importante possibilità di cui forse si è parlato poco: le indennità perdita di guadagno, ovvero le cosiddette IPG Corona. Di questo tipo di aiuti nei mesi scorsi si è molto discusso riguardo agli aiuti per gli indipendenti che sono stati costretti a chiudere la propria attività a seguito delle decisioni delle autorità. Ma non va dimenticato che le IPG Corona sono previste anche per i genitori, sia salariati che indipendenti.

Nella circolare sulle indennità in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, viene infatti precisato che «i genitori che devono interrompere la propria attività lucrativa in seguito a una quarantena ordinata al figlio (nrd. quindi imposta dall’autorità) hanno diritto all’indennità a partire dall’inizio della quarantena ordinata». È però anche importante fare qualche altra precisazione al riguardo. In un documento dell’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS), riguardo alle indennità per le persone poste in quarantena, viene infatti precisato che «se l’attività lucrativa può essere esercitata mediante il telelavoro, non si ha diritto all’indennità». Insomma, se il genitore può lavorare da casa e quindi anche accudire il figlio, il diritto alle indennità viene a cadere. Inoltre, tale diritto viene a cadere pure se «manifestate dei sintomi di malattia, siete risultati positivi al test del virus o il vostro datore di lavoro vi ha posto in congedo poiché appartenete a un gruppo a rischio».

Se vengono rispettate tutte le condizioni, per ottenere l’indennità IPG Corona è necessario inviare il formulario di richiesta facilmente scaricabile dal sito dell’Istituto per le assicurazioni sociali. Il modulo va poi inviato alla propria Cassa di compensazione AVS (non per forza quella cantonale). Ovviamente, nel caso di un lavoratore salariato, il modulo viene inviato generalmente dal datore di lavoro in accordo con il dipendente. Anche perché, di solito, è lo stesso datore ad anticipare le prestazioni e poi a ricevere le indennità. Infine, è bene ricordare che l’indennità ammonta all’80% del reddito medio soggetto all’AVS dell’attività lucrativa conseguito prima dell’inizio del diritto, ma al massimo a 196 franchi al giorno.

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