Patrimonio culturale

I libri antichi del Bigorio
ora li trovi sul Web

Ultimato il progetto di catalogazione digitale alla Biblioteca del convento

I libri antichi del Bigorio <br />ora li trovi sul Web
NEL CONVENTO La biblioteca del Bigorio (foto Zocchetti)

I libri antichi del Bigorio
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NEL CONVENTO La biblioteca del Bigorio (foto Zocchetti)

Grazie ad un progetto di catalogazione digitale appena terminato, si può avere un’idea dei preziosissimi documenti conservati in un luogo di solito inaccessibile al pubblico, la Biblioteca del convento del Bigorio, una saletta con l’originale arredo in legno del Settecento (oggi, dalle 17, la presentazione dell’operazione al pubblico). «Vi sono custoditi 6.139 volumi (4.170 notizie bibliografiche) tra cui troviamo circa 4.700 libri antichi», spiega la responsabile del progetto Luciana Pedroia, collaboratrice del Centro di competenza per il libro antico della Biblioteca Salita dei frati di Lugano. «In particolare la biblioteca conserva 28 incunaboli, 261 cinquecentine, 474 seicentine, 1.107 opere del Settecento e 1.292 opere dell’Ottocento. La maggior parte dei volumi sono di argomento religioso (3.206), come si confaceva ad una biblioteca cappuccina: testi e commenti biblici, vite di santi, libri di teologia, liturgia, diritto canonico, oratoria sacra, manuali ascetici (le prime Costituzioni dell’ordine del 1536 vietano di introdurre libri di temi considerati profani). Presenti anche volumi di letteratura italiana, storia, letteratura latina, diritto, filosofia, medicina».

Esemplari rarissimi

Alcune edizioni di libri posseduti dai primi frati del convento – evidenzia la nostra interlocutrice – sono rarissimi: non sono presenti o lo sono in esemplare unico in altre biblioteche, in Svizzera e in Italia. «Penso ad esempio ad alcuni saggi spirituali, all’epoca molto diffusi ma poi andati perduti. Sono volumi dall’aspetto modesto, stampati su carta di qualità non eccelsa, molto rovinati dall’uso, magari con segni che a volte ne deturpano delle pagine». Chiediamo a Pedroia come mai sono così difficili da trovare. «Con il processo di secolarizzazione dell’Ottocento – dice l’esperta – e con la soppressione di molti conventi in Ticino, Svizzera, Italia ed Europa, tante raccolte librarie degli stessi andarono disperse, alienate per pochi soldi. Infatti i nascenti Stati nazionali incamerarono i libri considerati preziosi, o i volumi che potevano essere utili per la scuola pubblica, mentre i libri religiosi vennero in genere considerati inutili ed eliminati. Una perdita notevole».

Ma nella Biblioteca del convento del Bigorio, come detto, qualcosa è rimasto. Ad esempio l’unica edizione nota di «Utili ricordi, et rimedii, per quelli, che dalla giustitia sono a morte condannati» edita nel 1614 del predicatore cappuccino Matthia Bellintani da Salò oppure «Specchio di perfezione», un manuale ascetico del francescano Henricus Herpius pubblicato nel 1602 (di quest’edizione se ne conoscono solo altre due copie oggi conservate in biblioteche italiane). Pedroia sottolinea come questi siano documenti estremamente interessanti dal punto di vista storico e sociologico che aspettano solo di essere studiati.

Siffatti tesori, per secoli conservati tra le mura del convento di Bigorio, risultano purtroppo ignoti ai più. «Adesso però – specifica l’intervistata – grazie all’importante lavoro che è stato fatto negli ultimi anni, si possono facilmente rintracciare nel catalogo online del Sistema bibliotecario ticinese (vi rimandiamo all’indirizzo https://aleph.sbt.ti.ch/F/?func=find-c&ccl_term=WCL=1021). Inoltre alcuni di loro (si possono contare sulle dita di una mano, ndr.) sono stati completamente digitalizzati e resi disponibili sul sito e-rara».

Il ruolo della biblioteca Salita dei Frati

L’opera di catalogazione è importante anche nell’ottica di salvaguardia del patrimonio librario della biblioteca, sottolinea Pedroia. Se non esiste un catalogo, infatti, i libri possono facilmente sparire, essere rubati, venduti, ecc. Finanziato dall’associazione Amici del Bigorio, il progetto di catalogazione digitale è iniziato nel 2014 e ha goduto di un importante contributo finanziario del Cantone. È stato affidato al Centro di competenza per il libro antico della Biblioteca Salita dei frati di Lugano. L’attuale catalogo consultabile su internet rispecchia la situazione della biblioteca com’è ora, a più di 480 anni dalla fondazione del convento. La consultazione dei volumi è gestita dalla biblioteca Salita dei Frati di Lugano che, su richiesta, si occupa di portare il libro desiderato nella sua sala di lettura, aperta al pubblico e sorvegliata. Un ambiente separato e più sicuro rispetto al luogo di conservazione delle collezioni antiche. «Ci sono regole ben precise da rispettare», afferma la nostra interlocutrice. «Ad esempio alcuni libri non si possono aprire a 180 gradi altrimenti si rovinano oppure non si possono fotocopiare. Regole che al Bigorio è più difficile far osservare visto che non esiste la figura di bibliotecario».

All’affascinante tema della digitalizzazione del patrimonio librario antico in Svizzera e Ticino è dedicato il Sestante di oggi. Vedi articolo (per abbonati):

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