«I nostri chef ci metteranno il cuore»

Sapori Ticino

Il CEO Dany Stauffacher presenta la 14. edizione della rassegna di alta gastronomia

«I nostri chef ci metteranno il cuore»
Gli chef della prima serata davanti al Grand Hotel du Lac Vevey: da sinistra, Bernard Fournier (Da Candida, Campione D’Italia) Andrea Pedrina (La Dispensa, Lugano), Federico Palladino, Thomas Neeser (Les saisons, Grand Hotel du Lac Vevey), Alessandro Boleso (Le Relais - Grand Hotel Villa Castagnola, Lugano).

«I nostri chef ci metteranno il cuore»

Gli chef della prima serata davanti al Grand Hotel du Lac Vevey: da sinistra, Bernard Fournier (Da Candida, Campione D’Italia) Andrea Pedrina (La Dispensa, Lugano), Federico Palladino, Thomas Neeser (Les saisons, Grand Hotel du Lac Vevey), Alessandro Boleso (Le Relais - Grand Hotel Villa Castagnola, Lugano).

«I nostri chef ci metteranno il cuore»
Lo chef Silvio Germann sarà ospite lunedì a Locarno.

«I nostri chef ci metteranno il cuore»

Lo chef Silvio Germann sarà ospite lunedì a Locarno.

Dopo lo stop forzato della scorsa primavera, parte la nuova edizione di S. Pellegrino Sapori Ticino, cosa ci propone questa volta Dany Stauffacher?

«In un anno dove tutti i grandi eventi sono stati annullati o rimandati, grazie all’importante rete di relazioni che abbiamo costruito negli anni, siamo riusciti a realizzare un nuovo programma con l’intento di sostenere il mondo della ristorazione e del turismo, soprattutto in prospettiva futura. Ecco quindi un nuovo viaggio tra i gusti di alcuni dei più importanti chef svizzeri per sottolineare l’eccellenza della gastronomia elvetica e ticinese e l’importanza del cibo nella nostra vita. In questi ultimi mesi tutti ci siamo trovati a cambiare le nostre abitudini. Un avvenimento che segna così profondamente la vita sociale ed economica non poteva non influire sul nostro rapporto col cibo, che ha assunto una funzione consolatoria. Ora, con le dovute attenzioni, è arrivato il momento di ridare al cibo il giusto ruolo di piacere conviviale».

Dany Stauffacher, CEO di Sapori Ticino.
Dany Stauffacher, CEO di Sapori Ticino.

Il fil rouge delle 15 serate sarà appunto «La Svizzera a tavola», con la formula ormai consolidata da 14 edizioni: gli chef degli hotel e ristoranti del cantone che ospitano stellati di fama internazionale.

«Ormai conosciamo bene gli chef di casa nostra, e anche per quest’edizione ci metteranno il cuore di sempre per ospitare i loro colleghi svizzeri, tutti giovani astri nascenti e già bistellati Michelin che hanno risposto con entusiasmo ai nostri inviti, certi che da noi troveranno sempre una terra accogliente in grado di apprezzare le loro creazioni. Perciò dobbiamo credere maggiormente nel nostro territorio e nella nostra cultura enogastronomica, consapevoli che il turismo di qualità è quello che alla fine dà realmente un valore aggiunto al settore alberghiero e della ristorazione».

La manifestazione inizierà in Ticino domani, ma avete già realizzato una serata a Vevey con chef ticinesi. Cosa ha significato?

«Il primo appuntamento è stato al Grand Hotel du Lac a Vevey, membro di Swiss Deluxe Hotels, dove alcuni giovani promettenti chef della cucina ticinese, accompagnati da un maestro come Bernard Fournier, hanno rappresentato l’anima gourmet del Ticino. Alessandro Boleso, Federico Palladino e Andrea Pedrina hanno portato con grande entusiasmo la nostra cucina, la più solare e mediterranea dell’intera nazione. Nelle serate oltre Gottardo, da sempre, vogliamo presentare il bello e buono del nostro territorio proprio per spingere gli ospiti a venirci a trovare. Un incontro che ha assunto quest’anno un significato ancora maggiore proprio dopo che tanti confederati, anche romandi, sono venuti a trascorrere le loro vacanze da noi».

Inevitabile pensare alle misure di sicurezza.

«È chiaro che dobbiamo proseguire nelle nostre vite, tornando ad andare nei ristoranti e nei luoghi pubblici, ma dobbiamo comunque evitare rischi per la salute. Tutti abbiamo bisogno di un po’ di svago dopo questo particolare periodo. E ci impegneremo perché ciò avvenga continuando ad attuare tutte le disposizioni previste. I nostri ospiti sono sacri e hanno tutto il diritto di godersi, senza troppi pensieri, una serata meravigliosa, lasciando per qualche ora i problemi della quotidianità a casa. Per questo desidero esprimere solidarietà agli chef e al personale di sala e ringraziarli per tutto quello che hanno fatto sino ad oggi e per quanto faranno. A noi manca vedere il loro sorriso coperto dalla mascherina, ma con i loro occhi e con i piatti che ci regalano riescono comunque a parlarci e a trasmetterci il loro entusiasmo».

Quest’estate, nonostante tutto, e grazie sempre alle misure di sicurezza che nel nostro territorio sono state attuate, il turismo nel nostro cantone ha tenuto. Come vede il futuro?

«È sicuramente un successo da non sprecare. Gli svizzeri ci hanno premiati e questo significa che il Ticino è molto attrattivo. L’obiettivo è di continuare ad esserlo anche dopo la stagione estiva. In un momento complicato come quello che abbiamo vissuto e stiamo tuttora vivendo, è indispensabile remare tutti nella stessa direzione. Le incertezze non mancano, ma sappiamo che il rilancio del turismo passerà sempre più attraverso una offerta di qualità. Le iniziative per sostenere l’enogastronomia fanno bene a tutto il mondo del cibo e della filiera agroalimentare. Lo spirito di convivialità resiste e i ristoranti fortunatamente in questi ultimi mesi stanno lavorando bene, ma in futuro potrebbero essere in difficoltà. E un ristorante vuol dire posti di lavoro, indotto, e turismo gastronomico. Il cibo è un valore a cui aggrapparsi ma non basta, bisogna pensare al futuro della ristorazione. C’è un irrefrenabile desiderio di stare insieme a tavola, perché c’è solo una cosa migliore di un buon pasto: un buon pasto in compagnia. Perché la cucina è tradizione, è gusto, è piacere, ma è soprattutto condivisione».

Il sipario si alza all’Hotel Splendide Royal

Domani si alza il sipario sulla 14. edizione di S. Pellegrino Sapori Ticino, dedicata alla cultura gastronomica elvetica. Come ormai da tradizione, la serata di apertura verrà ospitata dall’Hotel Splendide Royal a Lugano. Domenico Ruberto, resident chef, farà gli onori di casa ospitando due bravissimi chef degli Swiss Deluxe Hotels per una serata di alta gastronomia all’insegna dell’eccellenza. Insieme a Christian Bertogna del Lausanne Palace & SPA e Marco Campanella, chef stellato dell’Eden Roc di Ascona, Ruberto regalerà a tutti gli ospiti un’interessante esperienza culinaria. Un incontro tra professionisti, ma soprattutto tra amici che hanno condiviso un bagaglio culturale e umano che permette di trovare il giusto mix di ingredienti per una serata indimenticabile: prodotti di alta qualità per piatti classici dai sapori nostrani e mediterranei. Una cena a sei mani con diverse contaminazioni culturali, dalle origini calabresi di Ruberto sino al maialetto d’Ormalingen. Fil rouge della gastronomia d’eccellenza rimane il sigillo degli Swiss Deluxe Hotels, il gruppo di 40 tra le migliori strutture alberghiere a 5 stelle della Svizzera, di cui tutti gli chef protagonisti fanno parte.

Spazio ai giovani anche nella serata di lunedì 21 al Blu Restaurant&Lounge di Locarno, la giusta location moderna e raffinata per un’esperienza unica per godere appieno di una serata elegante e contemporanea con uno spirito rilassato. Lo chef Davide Asietti ospiterà Silvio Germann, chef dell’Igniv by Andreas Caminada, 2 stelle Michelin e 17 punti Gault&Millau. Tra le personalità più all’avanguardia della gastronomia elvetica, Germann ha fatto di solarità e professionalità i suoi tratti vincenti: creativo e attento ai particolari, ha una personalità forte e un animo gentile che si ritrovano in ciascuno dei suoi piatti. La sua è una cucina attenta ai gusti contemporanei e giocosamente creativa, da gustare rigorosamente in compagnia. Un gradito ritorno per tutti i buongustai che non erano riusciti a sperimentare la sua cucina nell’edizione passata.

A soli 28 anni il simpatico lucernese ha già ottenuto successi considerevoli. Ogni giorno lavora al sapore dei suoi piatti con una brigata altrettanto giovane, affiatata e coordinata. La sua idea di condividere le pietanze con tutti i commensali ha avuto un grande successo tra i gourmet svizzeri. Pure quest’anno condividerà con gli ospiti di S. Pellegrino Sapori Ticino la sua arte. La base della sua cucina è semplice. Si tratta di un’esperienza di food sharing durante la quale i commensali ricevono ciascuno un piatto vuoto e poi, in mezzo alla tavolata, vengono servite diverse pietanze, in un susseguirsi di sapori stagionali e dove possibili locali. Il concetto è incentrato sul comfort e la condivisione voluta.

Al posto di un menù classico con singoli antipasti, piatti principali e dessert, crea diverse portate da condividere. Il momento della cena diventa una parentesi conviviale nella quale tutti gli ospiti diventano protagonisti e l’atmosfera più sciolta. Un’esperienza rilassata e divertente, ma sempre mantenendo un servizio di alto livello. Una convivialità che in questo particolare momento farà sicuramente piacere.

Questo è solo l’inizio della nuova edizione di S. Pellegrino Sapori Ticino. Nelle prossime settimane scopriremo i nuovi protagonisti della gastronomia svizzera 2020.

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