I passi avanti della lotta contro il mal di testa

L’appuntamento

Vanno cancellati i rischi legati all’abuso di analgesici: disponibili varie nuove terapie contro le cefalee - Claudio Gobbi: «Patologia diffusa che impatta negativamente sulla qualità di vita» - Se ne parla in una videoconferenza pubblica

I passi avanti della lotta contro il mal di testa
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I passi avanti della lotta contro il mal di testa

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Com’è noto, il gran mal di testa di Zeus fu risolto a colpi d’ascia da Efesto, il fabbro del posto. Dal capoccione del padre degli dèi poté così nascere Atena, che di quel mal di testa era evidentemente la causa (un caso di cefalea secondaria, ma ci torniamo). Basti qui considerare un paio di insegnamenti che possiamo trarre, tra i tanti, dal mito. Il primo: il mal di testa è da sempre un nostro compagno di strada e da sempre ne soffrono uomini e donne di ogni dove, e finanche gli dèi immortali. Il secondo: la medicina ha avuto per molti secoli un approccio piuttosto spiccio al problema e con esiti, c’è da scommettere, assai meno fortunati di quello riferito da Omero. Trapanazione del cranio, per dire, e gli immancabili salassi.

Oggi meglio di ieri

La buona notizia è che oggi va decisamente meglio, in termini di conoscenze fisiopatologiche, di corretta diagnosi e anche sul fronte delle terapie. Tuttavia - come ci conferma il prof. Claudio Gobbi, primario di Neurologia al Neurocentro EOC - «la cefalea resta una condizione patologica estremamente diffusa, che impatta negativamente sulla qualità di vita di tante persone e che ha anche dei costi sociali molto elevati, perché è tra le principali cause di assenteismo sul posto di lavoro».

Il mal di testa si presenta in forme diverse e ha molte possibili cause. «La classificazione delle cefalee - continua il prof. Gobbi - distingue le forme cosiddette primarie da quelle secondarie. Nelle prime, di gran lunga le più diffuse e non pericolose, il mal di testa è un disturbo autonomo, una malattia in sé: l’emicrania e la cefalea di tipo tensivo sono le forme più comuni di cefalea primaria. Le cefalee secondarie derivano invece da altre condizioni patologiche, sono sintomi di qualcos’altro, sono un segnale che il medico deve saper interpretare in modo corretto».

La diagnosi è fondamentale, come la prevenzione (stile di vita e mal di testa sono spesso legati a doppio filo), ed è importante mettere in guardia la popolazione dai rischi di un utilizzo smodato degli analgesici, anche perché, sottolinea il prof. Gobbi, «spesso sono proprio quei farmaci a causare l’insorgenza di forme croniche e molto invalidanti di cefalea». La medicina fai da te è sempre una scelta sbagliata, e lo è certamente per il mal di testa, perché sono oggi disponibili trattamenti e farmaci sempre più efficaci: classi di medicamenti specifici e innovativi, che vanno prescritti da un medico specialista.

Giovedì alle 18 via Zoom

Queste novità terapeutiche, e il mal di testa in generale, saranno il tema che gli specialisti del Neurocentro, il primario prof. Claudio Gobbi e il capoclinica dr. med. Matteo Caporro, affronteranno nel corso di una videoconferenza aperta al pubblico, in programma sulla piattaforma zoom giovedì 10 giugno alle ore 18.

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