«I prossimi mesi saranno duri, e non ci sarà il vaccino per tutti»

Pandemia

Il consigliere federale Alain Berset ha incontrato il presidente del Governo ticinese Norman Gobbi: «In Ticino ho visto una grande coesione e solidità, abbiamo imparato molto da voi, ma bisogna fare più test»

 «I prossimi mesi saranno duri, e non ci sarà il vaccino per tutti»
©KEYSTONE/Anthony Anex

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Il Consiglio di Stato ha incontrato oggi il consigliere federale Alain Berset. La visita del capo del Dipartimento federale dell’interno nel nostro Cantone ha permesso di fare il punto sulla situazione epidemiologica e sulle misure per frenare la diffusione del coronavirus in Svizzera. Il consigliere federale Alain Berset, giunto in mattinata in Ticino, ha visitato la Clinica Moncucco e l’ospedale Italiano, prendendo visione dell’organizzazione adottata per gestire i pazienti ticinesi affetti da coronavirus. Un incontro politico con il Consiglio di Stato è stato in seguito organizzato a Palazzo Civico.

Il sindaco di Lugano Marco Borradori accoglie i presenti: «Avervi qui è un segno tangibile della vicinanza del Cantone e della Confederazione alla popolazione, c’è un fattore che ci ha travolti positivamente: un’ondata di solidarietà che ci ha dimostrato come la nostra società civile sia coesa nel rispondere alle difficoltà. è un fatto che mi rende fiero di essere sindaco. Però abbiamo settori che stanno soffrendo moltissimo e sono preoccupati del loro futuro. Ci conforta la presenza del Consiglio federale, Lugano e il Cantone hanno bisogno degli aiuti della confederazione per andare avanti e abbiamo bisogno di una presenza viva per sentirci parte di un solo Paese».

Prende poi la parola il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, che pone l’accento sullo spirito federalista: «Il Ticino è l’unico cantone che lei ha visitato per ben due volte durante la crisi COVID. Una dimostrazione che la sua personalità ha permesso a tutta la Svizzera di affrontare con più tranquillità la crisi sanitaria. Durante la prima ondata non ci siamo fatti travolgere, grazie alle misure prese. Gli scenari peggiori non si sono manifestati, grazie all’impegno della popolazione, il dialogo e le soluzioni pragmatiche. È questa la forza della Svizzera: dialogo, confronto, valutazione e decisioni prese. In uno spirito federalista in cui il gioco di squadra è indispensabile. Il nostro cantone è stato in grado in marzo di affrontare la crisi nazionale. Siamo riusciti a far passare il messaggio al resto della Svizzera». Gobbi ha poi parlato dell’Italia: «Il Ticino continua a seguire con attenzione gli sviluppi della pandemia, con un occhio alla Confederazione e uno alle Regioni italiane, Lombardia e Piemonte. Da sempre infatti il Cantone deve saper confrontarsi anche oltre le frontiere di stato. Molti mal sopportano le nostre misure, ma attorno a noi gli Stati, dall’Austria alla Francia, stanno implementando misure più restrittive».

Il consigliere federale Alain Berset ha sottolineato il grande lavoro svolto in Ticino, dopo aver fatto visita alla clinica Moncucco e all’Ospedale italiano: «Questa è la terza volta per me in Ticino. Dall’inizio dell’anno ho avuto l’occasione di lavorare con Christian Vitta, Raffaele De Rosa, e ora sento una continuità governativa: questa è importante per affrontare una crisi del genere. A che punto siamo in questa seconda metà di novembre? La situazione è seria, non siamo più ottimisti come in estate. Il Ticino è stato tra i più colpiti all’inizio, ora è la Svizzera romanda la più in difficoltà, e le cure intense e il sistema sanitario restano sotto pressione ovunque. Il sistema però a livello svizzero, con i trasferimenti intercantonali, funziona e collabora. In Ticino ho visto una grande organizzazione, per garantire cure di qualità a tutti. Avete imparato parecchio in primavera. Siete messi bene, avete una grande solidità e siete molto efficaci. In Ticino c’è una grande coesione tra le autorità e questo permette di gestire meglio la crisi. La situazione è cambiata anche per quanto riguarda le tracciabilità. Ora c’è il materiale e il personale. Siete stati i primi toccati dal virus, avete avuto un ruolo chiave, abbiamo imparato tantissimo nello scambio con voi. I contatti con il Ticino in primavera erano molto frequenti, per trovare le soluzioni migliori. Nei prossimi mesi bisognerà stare attenti, con le temperature più basse e la popolazione sempre più stanca. È fondamentale rispettare tutte le nuove misure introdotte. La situazione è pesante e i mesi invernali saranno ancora più difficili. I test sono importanti per combattere la pandemia. Abbiamo l’impressione che non tutte le persone con sintomi si facciano testare: mi appello alle persone, fate i test senza indugio. Non dobbiamo rischiare di diffondere il contagio. Constatiamo che i test sono in diminuzione, ma di test ce n’è per tutti».

Berset ha poi parlato dei vaccini: «Non avremo il vaccino per tutti nei prossimi mesi: dovremo passare l’inverno senza il vaccino per tutta la popolazione. Dobbiamo cavarcela con le misure che conosciamo. A inizio marzo abbiamo individuato una strategia per acquistare il vaccino, oggi abbiamo 13 milioni di dosi riservate per la svizzera: in molti casi servono due dosi a testa. Le procedure per i vaccini sono le stesse che valgono per tutti i farmaci in Svizzera».

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