«I ticinesi finalmente sono pronti ad andare in vacanza»

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Nelle agenzie viaggi aumentano le prenotazioni per le mete estere: dove andranno i ticinesi quest’estate? Ne parliamo con Sandro Fabretto della Gateway Tours di Lugano

«I ticinesi finalmente sono pronti ad andare in vacanza»
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«I ticinesi finalmente sono pronti ad andare in vacanza»

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Dopo un lungo periodo di restrizioni e «bollettini di guerra» legati al coronavirus, l’estate è finalmente alle porte. La situazione epidemiologica in Svizzera è favorevole e la campagna di vaccinazione procede spedita. Con il caldo sono arrivati gli allentamenti, da noi come in diversi altri Paesi, e la mente ora non può che correre alle tanto attese vacanze. Secondo il direttore generale di Hotelplan Svizzera, Tim Bachmann, le prenotazioni quest’anno sono aumentate del 50% rispetto al 2019 e gli elvetici che andranno all’estero hanno in gran parte prenotato in Grecia, a Cipro e nelle isole spagnole. Sarà così anche per i ticinesi? Ne abbiamo parlato con Sandro Fabretto, manager della Gateway Tours di Lugano.

Boom di richieste nelle ultime tre settimane

Il ticinese ha voglia di andare all’estero. Dopo le vacanze in Svizzera, quest’estate c’è il desiderio di partire. Sandro Fabretto spiega: «Rispetto a qualche mese fa la situazione è cambiata tantissimo, da tre settimane a questa parte c’è stata una forte richiesta: la gente finalmente è pronta ad andare in vacanza». E proprio con questa riapertura, anche psicologica, sono arrivati i primi allentamenti in diversi Paesi, soprattutto nel bacino mediterraneo europeo. «Gli stessi allentamenti non si sono ancora visti oltre oceano, penso a mete del far East o all’America: lì è ancora un po’ tutto bloccato», evidenzia l’esperto di viaggi.

Le destinazioni ambite dai ticinesi

Le mete più ambite dai ticinesi differiscono lievemente da quelle registrate a livello nazionale da Hotelplan Svizzera. «Da un paio di settimane i clienti richiedono principalmente Spagna, Italia, Portogallo e Grecia: sono i Paesi che vanno per la maggiore. Sono convinto che con il certificato svizzero che verrà reso accessibile da lunedì prossimo aumenterà ancora la voglia di partire», constata Fabretto, spiegando che: «Grecia e Spagna sono gettonate anche perché hanno fatto un allentamento non da poco, ossia hanno riconosciuto il certificato cartaceo e non solo quello digitale. In questi due Paesi si può entrare già da vaccinati senza nessun obbligo di tampone». Questi «alleggerimenti» non sono ancora in vigore in Italia e altri Paesi, dove è ancora obbligatorio presentare un test con esito negativo. Il manager della Gateway Tours fa comunque notare che «nonostante il tampone, l’Italia resta tra le mete preferite dei ticinesi, come lo è stato per un breve lasso di tempo l’anno scorso». La maggior parte dei turisti ha prenotato per luglio e agosto, anche se qualcuno ha deciso di partire subito dopo la fine della scuola.

Il viaggio in aereo non fa più paura

Secondo Fabretto, chi sceglie l’Italia non lo fa per il timore di volare in tempi di pandemia. «Non credo che l’aereo faccia ancora paura. Ormai c’è un’uniformità di misure generalizzata per quanto riguarda l’area mediterranea, dove le sorprese in senso negativo sono minori. Ora ci sono regole abbastanza chiare in Europa, e da qui a fine mese suppongo che tanti altri Stati faranno come la Spagna e la Grecia». Ci sono anche viaggiatori che hanno optato per mete più distanti, come le Seychelles, Zanzibar o la Repubblica Dominicana, ma «sono numeri marginali rispetto a chi ha scelto l’area mediterranea, anche perché - continua Fabretto - le compagnie aeree, appena si va fuori dall’Europa, vogliono che i passeggeri abbiano fatto il tampone, anche se vaccinati, e quindi ci sono delle difficoltà in più». In questo senso è ancora opportuno rivolgersi alle agenzie viaggi, piuttosto che improvvisare o ricorre al «turismo fai-da-te». L’esperto non ha dubbi: «Credo che finché non ci saremo lasciati alle spalle il coronavirus, i turisti continueranno a rivolgersi a noi. Le regole cambiano di settimana in settimana nei vari Paesi, e i viaggiatori, in questa fase della pandemia, preferiscono essere seguiti dagli addetti ai lavori. Non è semplice muoversi tra tutte le informazioni e le regole nelle diverse parti del mondo», conclude Fabretto.

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