il bilancio

Il 2018 della SUPSI raccontato in un giornale

Il rapporto d’attività della Scuola universitaria professionale si chiude nelle cifre nere, con un utile d’esercizio di 2,3 milioni di franchi che sarà investito nella digitalizzazione e nella formazione continua dei propri collaboratori

Il 2018 della SUPSI raccontato in un giornale
Foto Zocchetti

Il 2018 della SUPSI raccontato in un giornale

Foto Zocchetti

«Ho letto proprio oggi sul Corriere del Ticino che alcune collaboratrici della SUPSI girano apposta in pantaloncini corti in zone paludose per farsi pungere dalla zanzara tigre e poi studiare questo mostriciattolo. È proprio vero che in SUPSI ogni giorno si scopre una nuova attività e ogni giorno c’è una storia da raccontare». È iniziato prendendo spunto dall’attualità l’intervento del presidente del Consiglio SUPSI Alberto Petruzzella, presente all’incontro organizzato dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) per raccontare le novità e i progetti portati avanti nel 2018. In prima battuta si è dunque ringraziato il ruolo che anche i media svolgono nel veicolare l’attività e la realtà della Scuola ed è così che anche quest’anno, con un ulteriore riferimento ai quotidiani, il rapporto annuale della SUPSI è stato presentato nella forma di un giornale «fresco e interessante» come lo ha definito Petruzzella. «Leggendolo, o anche solo sfogliandolo, si possono approfondire alcuni fra i risultati significativi della nostra concreta azione in favore dell’equilibrata crescita del territorio e della comunità accademica, nel sempre più ampio e interconnesso ventaglio di discipline in cui siamo direttamente coinvolti» ha poi precisato il direttore generale della SUPSI Franco Gervasoni. Una realtà che in cifre conta 3.304 studenti, ai quali se ne sommano altri 1.909 iscritti alla Scuole affiliate. Sulla pubblicazione sono evidenziati anche quegli indicatori statistici che permettono di avere una panoramica non solo sull’evoluzione e lo sviluppo dei progetti a 360 gradi relativi alla formazione, alla ricerca e ai servizi rivolti al territorio, ma anche sull’inserimento nel mondo del lavoro dei propri laureati. A un anno dal conseguimento del diploma infatti, l’85% degli ex allievi ha trovato un posto di lavoro, di cui il 73% in Ticino, a fronte di un decimo circa dei laurati che ha invece scelto di proseguire gli studi. Questi però non sono gli unici risultati positivi dell’attività svolta dalla SUPSI: anche le finanze sorridono. Il 2018 infatti si è chiuso con un utile d’esercizio di oltre 2,3 milioni di franchi. «Investiremo questi fondi in due ambiti strategici in particolare. Il primo riguarda la digitalizzazione dell’insegnamento, che mostra forti esigenze in termini di strutture, processi e infrastrutture» ha indicato Gervasoni. Per poi specificare: «La Fernfachhochschule Schweiz di Briga, nostra affiliata, si occupa in modo prioritario di insegnamento a distanza e vogliamo lavorare con loro per migliorare i nostri dispositivi anche dal punto di vista tecnologico, un elemento che sempre più spesso si trova nelle professioni». Ma non solo. Come ha sottolineato da Gervasoni, un altro ambito prioritario per la SUPSI è quello delle sviluppo dei collaboratori, sul quale la SUPSI si concentrerà per lo più in termini di formazione continua. Particolare accento è poi stato posto sul lavoro compiuto per costruire un nuovo Sistema di garanzia della qualità, correlato al percorso di Accreditamento istituzionale. Un punto cardine questo della strategia istituzionale 2017-2020 e che lo scorso anno ha occupato gran parte dell’attenzione della Scuola. Fil rouge del processo è la Legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU) entrata in vigore nel 2015. «La qualità è diventata un elemento imprescindibile e un requisito indispensabile per ogni istituzione che vuole potersi distinguere e avere un ruolo chiave quale agente di cambiamento nel territorio e nel contesto di riferimento» ha precisato Gervasoni. Un accreditamento che passa dalla redazione di un’autovalutazione alla quale sarà aggiunto il rapporto di una commissione di esperti esterni che analizzerà il sistema di garanzia della qualità della Scuola.

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