«Il 5G è una vespa esploratrice»

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Si è presentata ufficialmente l’Associazione Frequenze Evolutive – Il suo obiettivo è quello di informare la popolazione sul tema delle nuove tecnologie – Occhi puntati sulla trasmissione via luce

«Il 5G è una vespa esploratrice»
©CdT/Gabriele Putzu

«Il 5G è una vespa esploratrice»

©CdT/Gabriele Putzu

Tre settimane dopo la consegna delle 7.128 firme a favore di una moratoria cantonale sulle nuove antenne 5G è stata presentata ufficialmente l’Associazione Frequenze Evolutive, nata dal movimento Stop 5G Svizzera italiana con lo scopo di ottenere maggior riconoscimento, legittimità e visibilità nel contesto cantonale. L’obiettivo della neonata associazione apartitica di interesse pubblico, ha spiegato il presidente Roberto Wettstein, è quello di «informare le persone sul tema delle nuove tecnologie di trasmissione dei dati e sul loro impatto sulla salute di esseri umani, fauna e flora». «Noi non siamo contro il progresso ma per un progresso più sostenibile», ha rimarcato Wettstein nel suo intervento. La parola è in seguito passata agli altri relatori, che hanno affrontato gli aspetti legali e medici legati a questa tecnologia. L’avvocato Barbara Simona Dauchy ha illustrato il contesto legislativo che regola questa tecnologia. Il dottor Roberto Ostinelli ha parlato dei disturbi alla qualità di vita causati dalle onde elettromagnetiche e della necessità di effettuare degli studi scientifici indipendenti per dimostrare che questa tecnologia non è dannosa». Il dottor Graziano Martignoni ha invece paragonato la nuova tecnologia alle vespe esploratrici, che entrano nelle case per individuare il punto giusto per costruire l’alveare. «Il 5G è già entrato e porta con sé una crescete sottomissione al tecnomondo», ha ammonito.

L’Associazione, come detto, è favorevole a un progresso più sostenibile e per questo l’ultimo intervento è stato quello del giovane inventore Alessandro Pasquali, il quale ha illustrato come sia possibile trasmettere i dati via luce come alternativa alle onde radio. «Dopo le onde lunghe, medie, corte, ultracorte e le microonde non resta che la luce», ha spiegato. Nel 2014 aveva trasmesso via luce dalla cima del Brè al lungolago di Lugano il discorso inaugurale dell’apertura del Long Lake Festival.

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