Il branco della Morobbia e altri esemplari di casa

Il lupo in Canton Ticino

La prima apparizione risale al gennaio del 2001 a Monte Carasso, da allora è stato confermato il passaggio su suolo cantonale di almeno 33 lupi

Il branco della Morobbia e altri esemplari di casa
Un esemplare nell’alto Ticino nel 2008. © Alberio Pini

Il branco della Morobbia e altri esemplari di casa

Un esemplare nell’alto Ticino nel 2008. © Alberio Pini

La prima apparizione del lupo in Ticino risale al gennaio del 2001 a Monte Carasso. Da allora - secondo l’ultimo «Rapporto sui grandi predatori (2019)» - è stato confermato il passaggio su suolo cantonale di almeno 33 esemplari. Ognuno viene contrassegnato con un lettera M o F - indicante il genere - seguita da numero crescente per tutto il comprensorio svizzero. M75, per esempio, è il 75.esimo esemplare maschio che transita in Svizzera. La prima presenza certificata nel nostro Paese risale al 1995 in Vallese.

La muta ticinese
La storia del branco ticinese è legata alla valle Morobbia. Il primo esemplare di lupo in questa regione viene osservato nel 2010 a Sant’Antonio, frazione del comune di Bellinzona. Due anni dopo, l’analisi genetica eseguita su un campione di sterco ne rivela l’identità. L’individuo entra nei rapporti del KORA come F08. Si tratta del primo esemplare femmina a essere certificato in Ticino. Nel 2015 viene accertata la presenza di una coppia formata da F08 e M47.
Nello stesso anno la femmina partorisce tre cuccioli. In Valle Morobbia nasce la prima muta ticinese. Esattamente un anno dopo, nell’agosto del 2016, il Dipartimento del territorio certifica una seconda riproduzione. Tre giovani lupi vengono immortalati da una fototrappola. Nel 2017, la storia si ripete. Questa volta i cuccioli sono quattro e portano i componenti del branco a un totale di 12 individui, di cui 8 indentificati tramite analisi genetica. In collaborazione con il KORA l’attività di monitoraggio prosegue. Nel 2018 c’è la quarta cucciolata. Le fototrappole confermano la nascita di almeno due cuccioli.
A novembre dello stesso anno, i guardiacaccia dell’Ufficio caccia e pesca trovano una carcassa di lupo a Sant’Antonio. Scrive il DT: «In seguito alle analisi genetiche effettuate dal laboratorio
di biologia della conservazione di Losanna, l’animale è risultato essere la lupa F08.
La morte è sopraggiunta a causa della contemporanea presenza di un tumore alla mammella e del virus del cimurro». La lupa F08 è stata la prima e finora unica a riprodursi in Ticino da quando l’animale è ricomparso.

M75, il ricercato speciale
Il 22 marzo 2017, il Consiglio di Stato, autorizza l’abbattimento di un lupo, M75. La decisione viene presa in base all’articolo 9 bis dell’Ordinanza federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi. Le analisi genetiche eseguite sulle carcasse degli animali predati confermano la paternità degli attacchi avvenuti nel mese precedente. Dal 21 gennaio all’8 febbraio, M75 ha predato 14 agnelli e 30 pecore, tra Stampa, Faido, Cavagnago e Cama. «Considerato il superamento della soglia fissata dall’ordinanza e ritenuto che l’esemplare di lupo M75 è divenuto problematico, il Governo - sentito L’UFAM - ha deciso di autorizzare l’abbattimento dell’esemplare M75».
Era la prima volta che accadeva. Nel frattempo, però, il ricercato speciale aveva levato le tende. M75 non lo abbiamo più rivisto.

M94, il lupo solitario
Come non ricordare il video che ritrae M94 mentre attraversa, furtivo e nervoso, il piano di Magadino. A questo esemplare, nel 2018 vengono attribuite 13 predazioni tra Avegno e Spruga per un totale di 12 pecore e una capra. Ma M94 non è l’unico esemplare ad aver sfidato il Piano di Magadino con un attraversamento diurno. Il 14 dicembre 2020 in zona di Gudo viene avvistato un altro esemplare. Nel 2013 era la volta M41. «Il Piano di Magadino ricopre un ruolo fondamentale per il passaggio della fauna tra nord-sud ed est-ovest», scrive il DT. «Si tratta di un passaggio faunistico d’importanza nazionale inventariato dalla Confederazione».

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