Il decalogo del luminare: «Le informazioni e la conoscenza ci consigliano di essere ottimisti»

Coronavirus

Il professor Guido Silvestri dà speranza nella lotta alla COVID 19: «L’arrivo della primavera forse potrà aiutarci»

Il decalogo del luminare: «Le informazioni e la conoscenza ci consigliano di essere ottimisti»
©EPA

Il decalogo del luminare: «Le informazioni e la conoscenza ci consigliano di essere ottimisti»

©EPA

Il suo decalogo su Facebook dal titolo «L’ottimismo che viene dalla conoscenza» ha portato un raggio di luce e di speranza in questi giorni di paura. A redigerlo un luminare, l’italiano Guido Silvestri, professore e capo dipartimento di Patologia alla Emory University di Atlanta (USA) e direttore della Divisione di Microbiologia e Immunologia allo Yerkes National Primate Research Center. Da noi contattato, Silvestri ha acconsentito a pubblicare il suo decalogo sul Corriere del Ticino «perché - ha affermato - credo fermamente che fare buona informazione sia utilissimo in un momento difficile come questo».

1. Origine del virus

È uscito due giorni fa uno studio sistematico delle sequenze genetiche di SARS-CoV-2 (Andersen KG et al. Nature Medicine 2020) che dimostra senza ombra di dubbio che il virus ha una origine naturale e zoonotica (da animali, ed in particolare pipistrelli e pangolini). Per cui la storia del virus «creato» in laboratorio si conferma una bufala colossale.

2. COVID-19 nei bambini

Lo studio comprensivo della infezione COVID-19 nei bambini cinesi dimostra che su 2.145 casi totali oltre il 90% erano asintomatici, lievi o moderati, con un solo decesso riscontrato, per una letalità dell’infezione – definita come numero di morti diviso per il totale dei casi – che è, per gli infettati sotto i 18 anni, pari a meno dello 0,05% (Dong Y et al. Pediatrics 2020).

3. Letalità di COVID-19

Mentre i morti aumentano drammaticamente sia in Italia che in altri Paesi, è importante ricordare che sulla base dei dati complessivi a disposizione, la letalità è stimata inferiore al 2%, il che significa che il 98% delle persone infettate guariscono (Fauci AS, comunicazione personale). Il numero alto di morti che osserviamo in questi giorni è pertanto da relazionare al numero alto di persone infettate, spesso con sintomi lievi o addirittura senza sintomi. Ricordo anche che tutti i dati disponibili confermano che la stragrande maggioranza dei decessi ha più di 60 anni e presenta co-morbidità importanti (diabete, ipertensione, COPD, cardiopatia ischemica, eccetera).

4. Virus sulle superfici

Uno studio recente indica che SARS-CoV-2 vive fino a tre giorni su certe superfici come plastica e acciaio, e solo per poche ore su superfici come cartone e rame. Il virus sembra sopravvivere per tempi brevi, alcune ore al massimo, come aerosol (Van Doremalen et al., N Engl J Med 2020). Evitiamo paranoie del tipo «il virus sopravvive nell’asfalto per mesi», che sono basate sul nulla.

5. Immunità naturale

I dati sull’immunità naturale verso SARS-CoV-2 che è acquisita da persone infettate e guarite non sono al momento tali da permettere affermazioni perentorie, ma per quanto sappiamo sugli altri coronavirus una immunità naturale almeno temporanea dovrebbe svilupparsi per un periodo di almeno 6-12 mesi (Ralph Baric, intervista sul «The Week in Virology podcast» – ricordo che Baric sta ai coronavirus come Maradona sta al calcio).

6. Terapie

Al momento la cosa più importante nei casi severi o critici di COVID-19 – che sono una minoranza – è il supporto respiratorio, mentre non ci sono «farmaci magici» che fanno guarire dalla malattia, né in Russia né altrove. Però ragionevoli speranze vengono da antivirali come il Remdesivir, e immunomodulatori come Tocilizumab, Baraticinib ed altri. Ricordo che queste ultime sono terapie da riservare a casi severi o critici, mentre quelli lievi e moderati guariscono da soli o con terapia sintomatica.

7. Vaccino

Si sta lavorando alacremente soprattutto qui negli USA su diverse piattaforme vaccinali, in particolare vaccini a RNA e vaccini a base della proteina spike (S) ricombinante. Questi vaccini potrebbero essere pronti per gli studi clinici iniziali (safety + immunogenicity) entro il prossimo autunno, anche se per studi di efficacia clinica vera e propria ci vorranno probabilmente 12-18 mesi.

8. Effetto temperatura

Continuano ad esserci indizi – non prove, ma certamente indizi – che i danni della pandemia di COVID-19 possano almeno in parte attenuarsi con l’arrivo della primavera. In questo senso sarà importante seguire l’andamento dell’epidemia in Africa, America Latina e Sud-Est Asiatico, in particolare Malaysia, Indonesia, Filippine, India e Bangladesh (e forse anche in Sud Italia).

9. Effetto ciarlatani

Per favore smettiamo una volta per tutte di ascoltarli. Mi riferisco sia ai ciarlatani in malafede - che sono solo sciacalli, cialtroni ed accattoni - sia a quelli, ahimé, in buonafede, cioè persone credulone e impaurite che spargono disinformazione perché, molto semplicemente, non sanno di cosa stanno parlando. La disinformazione non serve mai a nulla, in generale e tanto meno in una situazione come questa.

10. Ottimismo

Io rimango nonostante tutto fermamente ottimista, e sono convinto che tra qualche mese torneremo a vivere come prima – anzi, che vivremo meglio di prima, se da questa grande paura avremo imparato le giuste lezioni, come scienziati, come cittadini e come umanità in generale. Perché questa è la vera, grande sfida che dobbiamo vincere tutti insieme – anche per onorare nel modo migliore possibile le vittime di questa malattia.

Il professore Guido Silvestri. (foto da Wikipedia)
Il professore Guido Silvestri. (foto da Wikipedia)
©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Ticino
  • 1
  • 1