«Il DECS sospenda l’introduzione dei nuovi orari nei licei»

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L’Associazione per la scuola pubblica del Cantone e dei Comuni sostiene la parziale riforma con la diminuzione del numero di allievi per classe, l’estensione dei laboratori a classi dimezzate e la generalizzazione dei docenti d’appoggio

«Il DECS sospenda l’introduzione dei nuovi orari nei licei»
©CdT/Archivio

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La necessità di un nuovo e più costruttivo dialogo sulla scuola in Ticino ha fatto da filo conduttore all’annuale assemblea dell’Associazione per la scuola pubblica del Cantone e dei Comuni tenutasi mercoledì 20 novembre a Bellinzona.

«Riforme naufragate, tagli della spesa pubblica, progetti che stentano a decollare, velati tentativi di screditare il servizio scolastico pubblico mettono, infatti, la scuola pubblica ticinese in posizione di crescente fragilità», si legge in un comunicato del sodalizio, che prosegue: «Fortemente penalizzante per allievi e studenti, infatti, sarebbe la trasformazione della scuola in un banale servizio dal quale “prendere” solo ciò che più piace, dimenticando come il progetto educativo debba essere compreso e applicato nella sua integralità. Essenziale è investire nella formazione, sapersi proiettare verso il futuro così da garantire una formazione di qualità nell’interesse degli allievi, degli studenti e, per finire ovviamente anche dell’intera società».

Nel corso dell’assemblea, preoccupazione è stata espressa anche per il braccio di ferro fra Dipartimento dell’educazione della cultura e dello sport e le associazioni riunite nel Forum sul tema relativo all’introduzione della nuova griglia oraria nei licei «che non giova all’individuazione di una soluzione che rassicuri anche genitori e studenti a fronte di cambiamenti importanti». L’ASPCC ha firmato con convinzione entrambe le prese di posizione che chiedono al DECS di sospenderne l’introduzione così da meglio chiarirne i punti principali ed informare compiutamente chi si iscriverà ai Licei.

Inoltre, l’ASPCC auspica che, nel pieno rispetto delle posizioni di favorevoli e contrari alla riforma fiscale, il pacchetto relativo alla scuola possa comunque essere approvato. La scuola ha bisogno di nuove risorse in tempi brevi. L’ASPCC sostiene la parziale riforma che prevede, tra l’altro, la diminuzione a 22 del numero massimo di allievi per classe, l’estensione dei laboratori a classi dimezzate nelle scuole medie e la generalizzazione dei docenti d’appoggio nelle scuole dell’infanzia.

Dubbi, infine, sono stati espressi sui ventilati nuovi criteri d’accesso al DFA per la formazione dei docenti delle scuole comunali, oltre che di tedesco. La maturità data da una SMS deve poter rimanere il criterio minimo.

Nel corso dei lavori assembleari è stato riconfermato il comitato con alla presidenza Katya Cometta e con la nomina aggiuntiva delle deputate Daniela Pugno-Ghirlanda e Cristina Gardenghi.

L’Assemblea si è conclusa con la presentazione della nuova Associazione “La gioventù dibatte” che ripropone ora in modo autonomo e interamente ticinese l’omonimo progetto. Presieduta da Orazio Dotta coadiuvato da Ursula Elsener e Katya Cometta, l’Associazione ha quale rappresentante operativo Franchino Sonzogni che da anni ha gestito il progetto in territorio cantonale.

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