Il «Guastafeste» chiede di vedere l’opuscolo

Il caso

Dopo la sentenza dal TF e in vista della nuova votazione sulla legittima difesa prevista per settembre Giorgio Ghiringhelli scrive al Governo per chiedere di visionare il testo informativo prima della pubblicazione

Il «Guastafeste» chiede di vedere l’opuscolo

Il «Guastafeste» chiede di vedere l’opuscolo

Gli elettori ticinesi dovranno tornare alle urne il 26 settembre per esprimersi nuovamente sull’iniziativa sulla legittima difesa. A deciderlo, come ricorderete, è stato il tribunale federale, il quale ha annullato l’esito del voto del 9 febbraio 2020 a causa di affermazioni «non oggettive» e «tendenziose» contenute nell’opuscolo informativo. Per questo motivo, il promotore dell’iniziativa, Giorgio Ghiringhelli, ha chiesto al Consiglio di Stato di apportare qualche modifica al Regolamento che disciplina la redazione del suddetto opuscolo. In estrema sintesi, il «Guastafeste» ritiene che si debba consentire «agli iniziativisti/referendisti di visionare le argomentazioni contrarie all’oggetto prima di redigere quelle a favore, nominando un organo di vigilanza neutrale chiamato a prender posizione su eventuali contestazioni dei testi considerati da una parte o dall’altra “manifestamente contrari alla verità”, e ciò nell’interesse del diritto dei cittadini a farsi liberamente una propria opinione».

Per quanto concerne la votazione del 26 settembre sulla legittima difesa, «in considerazione della particolarità della situazione e degli accertati torti subiti dagli iniziativisti», Ghiringhelli chiede all’Esecutivo «di poter visionare le argomentazioni contro l’iniziativa prima di dover presentare quelle a favore» e, in caso di risposta negativa, «che in Consiglio di Stato informi gli iniziativisti se intende ancora riproporre (stavolta in forma dubitativa) le contestate argomentazioni su una possibile violazione del diritto federale o sulla possibile creazione di disparità di trattamento illecite e arbitrarie, da parte dell’iniziativa»

Infine, Ghiringhelli invita il Governo «in questa e in altre future occasioni, a evitare di utilizzare l’opuscolo informativo distribuito assieme al materiale di voto per sollevare illazioni o dubbi non comprovati su possibili violazioni del diritto federale da parte dell’oggetto posto in votazione».

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