Il Parlamento tende la mano al Film Festival

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Approvato a larghissima maggioranza il contributo cantonale alla manifestazione da 3,4 milioni per il periodo 2021-2025 – Il dibattito si anima per un battibecco tra Fabrizio Sirica (PS) e Maurizio Agustoni (PPD) sui salari versati agli stagisti impiegati a Locarno

Il Parlamento tende la mano al Film Festival
©CdT/Chiara Zocchetti

Il Parlamento tende la mano al Film Festival

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(Aggiornato alle 20.15) - Sul principio praticamente tutti d’accordo: il Festival del film di Locarno va sostenuto, soprattutto in un momento di incertezza e di crisi come quello che sta attraversando il Cantone e il settore della cultura. Tanto è vero che il Gran Consiglio con 76 voti favorevoli, zero contrari e 7 astenuti, ha approvato il contributo annuale di 3,4 milioni alla manifestazione per il periodo 2021-2025. Un finanziamento più importante rispetto allo scorso quadriennio, quando si attestava a 2,8 milioni. Ma malgrado l’ampia maggioranza parlamentare che ha appoggiato il credito, il Festival genera una nuova polemica. Questa volta, però, non ha nulla a che fare con personaggi invitati alla manifestazione e più o meno apprezzati da un partito piuttosto che dall’altro, ma il sapore della diatriba è stato squisitamente politico.

Tra elogi e critiche

Ma andiamo con ordine. Come spiegato dalla correlatrice del rapporto unico della Gestione Alessandra Gianella (PLR), «si tratta di una rassegna con un importante impatto per il Locarnese, per il Ticino e per tutta la Svizzera. Una manifestazione con una ricaduta per il Cantone stimata tra i 20 e i 30 milioni». E in un settore dove «la concorrenza è sempre più agguerrita» le risorse finanziarie «giocano un ruolo sempre più centrale». Anche per questo motivo il contributo per il prossimo quadriennio è stato aumentato rispetto a quello precedente. Anche l’altro correlatore Henrik Bang (PS) ha dal canto suo voluto evidenziare l’importanza del Festival per «veicolare l’immagine di un cantone dinamico e intraprendente, sia su scala nazionale che internazionale».

Si è poi passati agli interventi dei partiti. E qui, dai banchi della Lega sono giunte le prime critiche. Boris Bignasca ha invitato i colleghi «a rimanere con i piedi per terra» nel descrivere l’importanza dell’evento per il Cantone. Tuttavia, lo stesso Bignasca ha spiegato che il Gruppo della Lega sostiene il contributo cantonale, pur avendo l’intenzione di «vigilare attentamente sulle ricadute che la manifestazione avrà sul territorio». Dalle file degli altri partiti sono poi giunti soprattutto elogi al Festival per quanto fatto in questi anni. Unica eccezione, che ha poi portato alla polemica, sono state le affermazioni del co-presidente del PS Fabrizio Sirica, il quale dopo aver espresso «un convinto sostegno al credito» e più in generale alla manifestazione, ha voluto fare una «nota critica» riferendosi alle «condizioni salariali degli stagisti definite perlomeno ardue» e alla «mancanza di un contratto collettivo di lavoro». Qualche intervento più tardi, sulla base delle dichiarazioni di Sirica, il capogruppo del PPD Maurizio Agustoni ha chiesto il rinvio del messaggio governativo per chiarire la situazione. E a questo punto il dibattito è diventato ancora più acceso fra le parti, tra chi chiedeva a Sirica di precisare le sue affermazioni, e chi invece invitava a non perdersi in un bicchiere d’acqua. Lo stesso Bang, correlatore e deputato socialista, vista «la complessità di organizzare una manifestazione come il Festival», si è detto «contrario al rinvio perché si metterebbe a rischio la programmazione del 2021». Agustoni a questo punto ha evidenziato come la discussione abbia «permesso di far emergere il doppiopesismo» del PS: «Non si può chiedere criteri sulla condizioni salariali per le aziende che innovano (ndr. riferendosi al credito di 20 milioni votato martedì), e non farlo per il Festival solo perché ci piace». Sirica, dal canto suo, ha definito la mossa di Agustoni «una ripicca per quanto successo martedì». «Non è un buon modo di fare politica», ha aggiunto.

Il direttore del DECS Manuele Bertoli si è poi «impegnato a chiarire con la Commissione della gestione la questione salariale degli stagisti emersa nel dibattito, anche per capire quali sono i margini di manovra per le prossime edizioni». Più ingenerale, nei suoi interventi il consigliere di Stato ha chiesto di sostenere l’evento: «Il Film Festival agisce attorno a un’arte relativamente moderna che si modifica nel tempo in maniera importante». Questa, ha ribadito, «è una sfida che vuole vincere rimanendo al top delle sue capacità».

Tutto come prima

Al termine del dibattito, come detto, la polemica è rientrata, così come è rientrata la proposta di rinvio del capogruppo PPD e il Gran Consiglio ha approvato a larghissima maggioranza il credito. Ma la frase sicuramente più forte del dibattito è giunta dal capogruppo Michele Foletti: «Il presidente ha chiesto che il Parlamento ritrovi la sua centralità. Ma se questa centralità viene usata solo per motivi ideologici, allora spero che lo stato di necessità venga prolungato fino a fine legislatura».

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