Il Partito comunista schiera cinque giovani

Consiglio di Stato

Il PC si propone come un’alternativa alle altre forze di sinistra, punzecchiando PS e MPS - La squadra è formata da Massimiliano Ay, Edoardo Cappelletti, Zeno Casella, Lea Ferrari e Alessandro Lucchini

Il Partito comunista schiera cinque giovani
I cinque candidati in lista per il Consiglio di Stato, da sinistra, Zeno Casella, Massimiliano Ay, Lea Ferrari, Alessandro Lucchini ed Edoardo Cappelletti. (Foto Pedrazzini)

Il Partito comunista schiera cinque giovani

I cinque candidati in lista per il Consiglio di Stato, da sinistra, Zeno Casella, Massimiliano Ay, Lea Ferrari, Alessandro Lucchini ed Edoardo Cappelletti. (Foto Pedrazzini)

BELLINZONA - Anche il Partito comunista scende in campo nella corsa al Consiglio di Stato. Accanto al parlamentare uscente e segretario cantonale Massimiliano Ay, la formazione di sinistra ha schierato quattro volti giovani ma non estranei alla politica. «Hanno tutti un’esperienza pluriennale nel partito o a livello sindacale e tutti presentano un ruolo istituzionale» conferma Ay, che sottolinea come sia la lista probabilmente più giovane per il Consiglio di Stato, con un’età media attorno ai 28 anni. I profili scelti sono quelli di Edoardo Cappelletti, Zeno Casella, Lea Ferrari e Alessandro Lucchini. Una squadra che vuole profilarsi come «un’alternativa fra due sinistre, - spiega Ay - quella del PS molto amministrativa che valorizza chi ha difeso gli sgravi fiscali e quella dell’MPS che, oltre a cercare la polemica urlata e un po’ sterile, non sembra voglia costruire una dinamica capace di incidere nella società, altrimenti avrebbe cercato un’alleanza con noi». Tra i cavalli di battaglia del programma e intitolato «Piano tabù, quello che nessuno osa proporre», figurano in particolare: «Il tema della scuola e del diritto allo studio che portiamo avanti da diversi anni. Per esempio l’obbligatorietà scolastica fino ai 18 anni è una nostra conquista, che ora il DECS ha fatto sua» rileva Ay. Per poi aggiungere: «Un altro punto è l’emergenza sociale. Il nostro Cantone non ha ancora saputo trovare una soluzione per il salario minimo, ancora bloccato in Commissione. Abbiamo un aumento dei casi di assistenza sociale, un cittadino su tre è a rischio povertà, per cui in questa legislatura il tema del lavoro e dei diritti sociali sarà da affrontare in modo molto diretto».

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