Il primo giorno dei nuovi orari scolastici: «I treni sono pieni come al solito»

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Studenti perplessi dalle nuove misure per scaglionare l’entrata a scuola: «Per noi non cambia nulla, perdiamo solo tempo per lo studio e le attività sportive»

Il primo giorno dei nuovi orari scolastici: «I treni sono pieni come al solito»
Immagine di qualche giorno fa alla stazione di Lugano. © CdT/Gabriele Putzu

Il primo giorno dei nuovi orari scolastici: «I treni sono pieni come al solito»

Immagine di qualche giorno fa alla stazione di Lugano. © CdT/Gabriele Putzu

Questa mattina gli studenti dei licei e della Scuola cantonale di commercio (SCC) hanno posticipato la loro entrata di un’ora. L’obiettivo è quello di limitare gli assembramenti nelle ore di punta sui mezzi pubblici. L’occasione quindi per alcuni ragazzi di dormire un po’ di più di lunedì mattina? Non proprio.

Questa mattina. © CdT
Questa mattina. © CdT

Tante sono infatti le perplessità degli allievi, molti dei quali a causa delle coincidenze dei mezzi pubblici si sono comunque dovuti svegliare alla stessa ora. «Per me non è cambiato nulla. - racconta uno studente della SCC proveniente dalla Valle di Muggio - Mi sono dovuto comunque svegliare alla stessa ora, con la differenza che ho fatto colazione al bar della stazione perché tanto non avrei nulla da fare se prendessi subito il treno». «E comunque i lavoratori li incroceremo stasera al rientro a casa, quindi non vedo dove sia la differenza», gli fa eco un compagno di classe.

Proprio quello del rientro a casa è uno dei temi che fa più discutere e che causa più malumore tra i giovani: «Se tutto va bene sarò a casa alle 19 - spiega una ragazza - sarò stanca e non so dove troverò le energie per studiare. Di andare ad allenarmi non parliamone neanche». Una studentessa del Liceo 2 commenta: «Un mio compagno di classe fa ciclismo e con questi nuovi orari per lui sarà molto più complicato andare in strada ad allenarsi».

Tutto sbagliato, tutto da rifare quindi? Non per tutti. C’è anche chi vede il lato positivo: «Oggi effettivamente c’era più posto in treno, sono riuscito a sedermi e riposarmi prima di una settimana di studio», racconta entusiasta un ragazzo. Che poi conclude: «In fondo non è importante essere favorevoli o meno: se queste misure sono state fatte per il bene comune è giusto anche sopportare un piccolo sacrificio per evitare di contagiare persone più adulte».

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