«Il rinnovo del contratto collettivo EOC sia un’occasione da sfruttare»

Lavoro

Il sindacato OCST asserisce come questa possa essere l’occasione per rendere le professioni sanitarie più attrattive

«Il rinnovo del contratto collettivo EOC sia un’occasione da sfruttare»
©KEYSTONE/Alessandro Crinari

«Il rinnovo del contratto collettivo EOC sia un’occasione da sfruttare»

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I delegati OCST dell’Ente ospedaliero cantonale si sono riuniti negli scorsi giorni per affrontare il tema del rinnovo del contratto collettivo di lavoro che scade il prossimo anno. «Il periodo di emergenza sanitaria dovuta alla Covid ha fatto emergere con evidenza come il personale operante nelle strutture ospedaliere, a tutti i livelli, abbia svolto un ruolo determinante a salvaguardia della salute pubblica, con impegno e dedizione che sono state riconosciute da tutta la popolazione», si legge nella nota del sindacato. «L’emergenza sanitaria ha anche però messo in luce la debolezza strutturale del settore data dalla forte dipendenza dal personale straniero a seguito anche della difficoltà di formare e mantenere attivo il personale residente. È infatti noto come, soprattutto nelle professioni infermieristiche, ci sia un precoce abbandono della professione. Per invertire questa tendenza e per far fronte al crescente bisogno di personale sanitario per i prossimi decenni è quindi indispensabile avvicinare i nostri giovani a queste professioni».

Il rinnovo del contratto collettivo del EOC è quindi l’occasione per intervenire a livello di condizioni di impiego per ridare attrattività alle professioni sanitarie, sostiene l’OCST. «Il personale si aspetta quindi una significativa rivalutazione dei livelli salariali, fermi da due decenni, e interventi mirati a migliorare la conciliabilità lavoro-vita familiare, i carichi di lavoro e una maggior attenzione al ruolo primario del personale curante, che è quello di essere a fianco dei pazienti. I delegati hanno pure espresso rammarico per la decisione presa dal Consiglio di amministrazione dell’EOC di destinare le donazioni ricevute in occasione dell’emergenza Covid per progetti che dovrebbero migliorare le condizioni di lavoro, le condizioni di sviluppo professionale e il servizio ai pazienti. Scelta questa non concordata con il personale che si attendeva, come promesso inizialmente, un riconoscimento tangibile dello sforzo profuso durante l’emergenza sanitaria. Rammarico anche per il non riconoscimento integrale delle ore che una parte del personale ha perso per il calo o il blocco di alcune attività ospedaliere», conclude la nota.

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