Il Ticino aspetta, ma oltreconfine la musica sta cambiando

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Mentre gli organizzatori del nostro cantone attendono indicazioni da Bellinzona sui tre esperimenti scientifici in programma per giugno, Milano e Gallipoli fanno da apripista in Italia con due test alla discoteca «Fabrique» e «Praja»

Il Ticino aspetta, ma oltreconfine la musica sta cambiando
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Era solo questione di tempo. La scure della pandemia si è abbattuta sulla vita notturna Luganese facendo la prima vittime: la discoteca «Be» di via Trevano chiuderà i battenti dopo aver ricevuto la disdetta nelle scorse settimane. Sulle difficoltà del settore ci eravamo già chinati a gennaio quando, facendo un giro di orizzonti tra i club ticinesi, era emerso quanto la crisi sanitaria stava – e sta tuttora – mettendo sotto pressione gli esercenti lasciando dietro di sé un comune senso di abbandono. La vita notturna nel nostro cantone, lo ricordiamo, è completamente ferma dal 9 ottobre scorso.

Nel frattempo, con il netto miglioramento della situazione epidemiologica e il passo spedito della campagna vaccinale, il dossier sulle grandi manifestazioni – finito nel dimenticatoio secondo alcuni – è ritornato sul tavolo del Consiglio federale che ha deciso di seguire le orme di altri Paesi europei dando il via libera a tre eventi pilota in ogni cantone da svolgere a giugno. Alle nostre latitudini gli organizzatori attendono un segnale da Bellinzona su quali saranno le strutture cui ricadrà la scelta per testare i piani di protezione e la fattibilità dei grandi eventi in futuro. Per citarne alcuni, il Vanilla Club di Riazzino, secondo il direttore artistico Daniel Perri, è seriamente interessato alla proposta e l’Orchestra della Svizzera italiana si è già candidata per tenere un concerto al LAC.

Il Ticino aspetta, ma oltreconfine la musica sta cambiando

Milano e Gallipoli fanno da apripista
Altri Paesi europei, dicevamo. Sì, perché dopo l’esito positivo degli eventi pilota andati in scena ad Amsterdam, Liverpool e Barcellona, anche Milano e Gallipoli hanno intenzione di riunire migliaia di giovani per capire come potranno essere organizzati i maxi-raduni in discoteca e soprattutto quale sarà il loro impatto in termini di contagio. Oltre a tentare di salvare il divertimento nella Penisola. Il primo test avrà luogo il 5 giugno alla discoteca Praja di Gallipoli, mentre il secondo al Fabrique di Milano probabilmente l’ultima settimana di maggio, anche se, ci conferma uno degli organizzatori, sono ancora in attesa di una risposta dal Comitato tecnico scientifico. Due diversi locali, uno al chiuso e uno all’aperto, ma tutti con una capienza massima di 2 mila persone. Abbiamo colto l’occasione per contattare uno dei club interessati e farci spiegare come sta proseguendo l’organizzazione in vista dell’evento.

Al Praja con un biglietto «criptato»
«Il progetto è partito a ottobre 2020 e lo abbiamo organizzato seguendo il protocollo redatto dai virologi Bassetti e Locascio», anticipa Francesco Musto del Praja di Gallipoli prima di spiegarci le condizioni e i piani di protezione per partecipare all’esperimento. «L’evento sarà pomeridiano per via del coprifuoco, indicativamente dalle 17 alle 22, e sarà aperto solo a 2 mila persone (ndr: la capienza è di 4 mila) che, durante le operazioni d’acquisto del biglietto, dovranno obbligatoriamente prenotare anche il tampone. Un test dovrà essere eseguito prima dell’evento presso gli hub messi a disposizione nei parcheggi della discoteca e uno di controllo il weekend dopo l’evento».

L’accesso all’evento sarà bloccato finché il tampone non darà esito negativo, in caso contrario il biglietto verrà rimborsato

La particolarità interessante, invece, è quella del biglietto, che verrà «criptato», ovvero «l’accesso all’evento sarà bloccato finché il tampone del partecipante non darà esito negativo. Qualora il test risultasse positivo, il ticket verrà rimborsato». Un evento pensato per filo e per segno che è stato visto di buon occhio dalla Regione Puglia con cui gli organizzatori stanno lavorando a stretto contatto, oltre che con gli specialisti della sanità regionale. Inoltre, dal momento che Milano e Gallipoli sono i primi due comuni italiani a fare da apripista, si mantengono in contatto per quanto riguarda l’omologazione delle procedure da seguire.

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