Il Ticino dice sì all’abolizione delle «black list»

LA SVOLTA

Per il Governo chi non paga i premi dell’assicurazione malattia non deve finire su una lista nera e venire curato solo in caso di emergenza

Il Ticino dice sì all’abolizione delle «black list»
© CdT/ Archivio

Il Ticino dice sì all’abolizione delle «black list»

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Il Ticino fa marcia indietro sulle black list dei morosi dei premi di cassa malati e si dice pronto ad allinearsi a quanto proposto dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità degli Stati (CSSS-S). Commissione che, in estrema sintesi, propone di abrogare il capoverso della Legge federale sull’assicurazione malattia (LAMal) secondo cui chi non paga i premi dell’assicurazione malattia deve finire su una lista nera e, di conseguenza, verrà curato solo in caso di emergenza.

Il Governo cantonale ha preso posizione nella risposta datata 1. ottobre alla consultazione federale sul progetto di modifica della LAMal e, in estrema sintesi, ritiene che «a prescindere dal costo amministrativo tutt’altro che trascurabile che una tenuta a giorno di un simile elenco comporta», la sua abolizione possa mettere fine «a possibili disparità di trattamento in relazione all’accessibilità di prestazioni a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie». Parallelamente, la proposta della minoranza della CSSS-S di mantenere le black list e di definire cosa si intende per «trattamento d’urgenza» è stata ritenuta «impraticabile» in quanto «la percezione da parte dell’assicurato della gravità del suo malessere è soggettiva». Se proprio si volesse mantenere questo strumento, il Governo ritiene che occorra «ancorare nella LAMal la competenza del medico curante o del servizio di urgenza di stabilire la gravità, senza che l’assicuratore la possa mettere in discussione».

La posizione espressa dal Governo è una novità assoluta. Solo due anni fa, il 2 maggio, l’allora direttore del DSS Paolo Beltraminelli aveva dichiarato ai microfoni della RSI che «Il Ticino è ancora convinto» del sistema delle liste nere. Beltraminalli aveva però fatto un importante precisazione: «Il Cantone sospende soltanto gli assicurati, sono poco più di 3.000 su un totale di oltre 25 mila morosi, che non versano il dovuto pur essendo in grado di farlo».

Il Consiglio di Stato si è pure espresso sulla non perseguibilità dei minorenni per il mancato pagamento dei premi, allineandosi alla proposta di modifica che indica i genitori quali unici debitori di premi e partecipazioni ai costi dei figli fino al raggiungimento della maggiore età. Questo per non «influenzarne negativamente il futuro».

Sospese per coronavirus

Ricordiamo che lo scorso aprile il Cantone aveva decretato la revoca della sospensione dalla copertura assicurativa per i cittadini inseriti nelle famigerate «liste nere» dei debitori delle casse malati fino al termine dello stato di necessità dovuto all’emergenza coronavirus. La questione delle liste nere degli assicurati morosi ha fatto molto discutere anche la politica cantonale. A sollecitarne l’abolizione nel giugno del 2018 erano stati sono nove deputati (i socialisti Ivo Durisch, Gianrico Corti, Milena Garobbio, Carlo Lepori e Tatiana Lurati, l’indipendente Jacques Ducry, l’ecologista Michela Delcò Petralli e i liberali radicali Natalia Ferrara e Nicola Pini) i quali, tramite un’iniziativa parlamentare proponevano di «stralciare» questa possibilità dalla normativa cantonale di applicazione della LAMal.

Una rinuncia che piace anche Oltralpe

Anche la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) propende per rinunciare alle black-list. La CDS - si legge in una presa di posizione diffusa lunedì - è d’accordo sul fatto che ai cittadini che non pagano il premio o la franchigia debba essere proposto un modello con scelta limitata dei fornitori di prestazioni. Tuttavia, andrebbero esaminate le eccezioni che riguardano in particolare i malati cronici. I responsabili cantonali della sanità sono favorevoli ad abolire le blacklist su cui compaiono i nomi delle persone morose. Inoltre, per tutti ci deve essere la garanzia di accesso a un’assistenza sanitaria adeguata. Questo eviterebbe fra le altre cose ulteriori controversie sulla definizione della nozione di trattamento d’urgenza medica. Secondo la proposta della commissione, che in giugno ha posto in consultazione fino a domani un progetto preliminare di modifica della LAMal, ai Cantoni devono essere concesse maggiori possibilità nella riscossione dei debiti derivanti dal mancato versamento dei premi. Quelli che assumono il 90% dei crediti degli assicuratori potranno farsi cedere gli attestati di carenza beni e gestirli direttamente. La CDS ritiene l’esborso finanziario del 90% troppo elevato e chiede una soluzione in cui i Cantoni si facciano carico dell’85% dei crediti, come avviene attualmente. Infine, accoglie senza obiezioni l’idea della CSSS-S riguardo ai giovani adulti, che in futuro non potranno più essere perseguiti per i premi e le partecipazioni ai costi non pagati prima del raggiungimento della maggiore età. Insomma, finché minorenni i figli non hanno alcuna responsabilità in materia, che ricade invece unicamente sui genitori. Il ritocco di legge in elaborazione vuole migliorare la procedura in caso di mancato versamento dei premi di cassa malati e dà seguito a un’iniziativa depositata dal canton Turgovia. Il progetto preliminare attua due mozioni approvate dal Parlamento. Sullo sfondo vi sono i costi elevati a carico dei Cantoni, che nel 2018 hanno dovuto sostenere oneri per oltre 385 milioni di franchi.

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