«Imprenditori decisi a lavorare per un Ticino forte e unito»

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Alla 104. Assemblea della Camera di Commercio ribadita l’importanza del partenariato tra pubblico e privato - Andrea Gehri: «Ci vuole il supporto per creare benessere» - Christian Vitta: «Squadra per un territorio competitivo e che crede nei giovani»

«Imprenditori decisi a lavorare per un Ticino forte e unito»

«Imprenditori decisi a lavorare per un Ticino forte e unito»

Il mondo imprenditoriale ticinese tira le somme di un altro anno complicato con una certa soddisfazione per gli ostacoli superati. Al contempo, in occasione della 104. Assemblea della Camera di Commercio ieri a Bellinzona, non manca di ribadire la necessità di lavorare ancora più uniti (aziende, persone e istituzioni) per poter affrontare un futuro carico di sfide. La serata si è svolta in presenza con circa 200 persone «perché le relazioni hanno un valore importante», ha sottolineato il direttore della Cc-Ti Luca Albertoni nei saluti. Lanciando al contempo una sfida e una promessa: «ci sono due parole che non menzioneremo. Perché ci piace pensare che appartengano a un periodo difficile del passato, mentre ora vorremmo soprattutto guardare al futuro con fiducia».. Ovvero al futuro di un Ticino «terra di imprenditori», ha sottolineato Andrea Gehri, da un anno in carica come presidente della Cc-Ti. «In questo difficile periodo il Ticino e la Svizzera si sono distinti per la gestione della situazione, anche grazie al lavoro svolto assieme alle autorità». Un partenariato che però va rafforzato «sviluppando un discorso sistemico, affinché si riesca a concretizzare la realtà di un territorio che accoglie e che sostiene cittadini e imprese».

A ognuno le proprie responsabilità, a tutti l’invito a remare nella stessa direzione. «La lotta agli abusi è sacrosanta e va perseguita - ha proseguito Gehri -. Mentre demonizzare alcuni imprenditori alimentando un clima di sfiducia e facendoli allontanare è assurdo». A maggior ragione dato che le aziende si muovono in un contesto internazionale difficile, tra cui costi che lievitano a causa dell’energia e forti difficoltà di approvvigionamento. Tanti i messaggi lanciati alla politica. Dalla fiscalità («la riforma fiscale va applicata senza indugi senza aumenti di imposte») alla trasformazione digitale. «A parte le iniziative dei singoli dipartimenti non c’è ancora una strategia dello Stato», ha detto Gehri. E poi l’annoso problema dell’aggravio burocratico e di leggi penalizzanti verso imprese e cittadini. «Ci vuole un cambio di approccio e il momento giusto è adesso. I nostri imprenditori chiedono di poter lavorare, crescere e collaborare alla creazione di ricchezza sul territorio».

«Non è un ponte»

Appelli raccolti dal consigliere di Stato e direttore del DFE Christian Vitta. «È indubbio che Svizzera e Ticino siano stati in grado di reggere il colpo proprio grazie al lavoro di squadra tra il settore pubblico e privato». Ora, il Ticino delle istituzioni torna a concentrarsi su quegli obiettivi che si era dato nel 2017. Come l’innovazione, grazie anche a progetti quali l’adesione alla Greater Zurich Area e al Parco dell’Innovazione. «Bisogna evitare che il Ticino sia un semplice ponte tra Zurigo e Milano, ma che diventi zona di contatto con le sue peculiarità», ha chiosato Vitta. E poi la digitalizzazione, ambito in cui i margini per migliorare in termini di strategia e implementazione sono ampi, ha ammesso Vitta. Anche nell’amministrazione pubblica, dove la digitalizzazione può dare un grosso contributo a snellire pratiche e burocrazia. E infine l’attenzione alle competenze, con un occhio particolare ai giovani. «In Ticino sono tanti quelli con idee innovative, ma hanno bisogno del supporto di imprenditori pronti a scommettere su di loro». E poi, usando l’immagine di una navicella spaziale ha aggiunto: «ci aspetta un percorso lungo e la Cc-Ti è un elemento importante dell’equipaggio. Col gioco di squadra si può lavorare per un Ticino imprenditoriale, competitivo, interconnesso e che crede nei giovani e nelle potenzialità del territorio».

Digitalizzazione e robot tassati

A proposito di digitalizzazione, come ospite speciale è intervenuto Urs Schaeppi, CEO di Swisscom. «È il motore del futuro - ha spiegato -. Un futuro, che non è importante prevedere ma che necessita di spirito pionieristico». Nel mondo aziendale la digitalizzazione agisce su quattro livelli: il modello di business, il prodotto, i processi e il modo di lavorare. Al contempo non bisogna sottovalutare il tema della cibersicurezza. Infine, il professore di diritto fiscale a Ginevra Xavier Oberson ha esplorato il tema della tassazione in ambito digitale, problematica già sollevata alcuni anni fa da Bill Gates per tenere conto del ruolo dei robot nell’economia. «Si può pensare alla creazione di una nuova persona giuridica per i robot, oppure a una tassazione in base ai ricavi da loro generati. In ogni caso è meglio essere preparati per l’avvenire».

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