In aiuto ai centri covid altre strutture ticinesi

coronavirus

Il Dipartimento della sanità in accordo con l’EOC avrebbe preso in considerazione la possibilità di coinvolgere anche la clinica Santa Chiara di Locarno, l’ospedale di Faido, la clinica a Castelrotto e l’Italiano di Lugano

In aiuto ai centri covid altre strutture ticinesi
©CdT/Gabriele Putzu

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Data la crescita - in questi giorni altalenante - dei casi di contagio (1.401 l’ultima comunicazione di questa mattina del Cantone) e nuovi decessi (attualmente 67), la rete sanitaria ticinese potrebbe allargarsi ulteriormente per far fronte all’emergenza coronavirus. Come riporta il Caffè, il Dipartimento della sanità in accordo con l’Ente ospedaliero cantonale (EOC) avrebbe preso in considerazione la possibilità di coinvolgere anche la clinica Santa Chiara di Locarno, l’ospedale di Faido, l’ospedale Malcantonese a Castelrotto e l’Italiano di Lugano per quanto riguarda la fase post acuta, in modo da alleggerire i reparti dei due ospedali covid del cantone: la Carità di Locarno e la clinica Moncucco di Lugano. Alla Santa Chiara dovrebbero essere creati 50-60 posti letto, ma «non prima della metà della settimana prossima, dopo che la Clinica avrà preso tutte le precauzioni del caso e il reparto covid sarà totalmente isolato e messo in sicurezza dal resto degli altri reparti», come ci conferma la direttrice Daniela Soldati. Anche a Faido e Castelrotto dovrebbero essere creati altrettanti posti letto. L’Italiano, invece, dovrebbe arrivare a un’ottantina di posti.

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