Mobilità

In bici sul marciapiede? No, grazie

L’Associazione traffico e ambiente scende in campo con una serie di principi da rispettare per una maggiore sicurezza per pedoni e ciclisti – Bruno Storni: «Va promossa la creazione di piste ciclabili, le zone a traffico misto devono rappresentare un’eccezione»

In bici sul marciapiede? No, grazie
(Foto Archivio CdT)

In bici sul marciapiede? No, grazie

(Foto Archivio CdT)

LOCARNO - Non è raro vedere dei ciclisti sfrecciare sui marciapiedi cittadini, magari zigzagando tra i pedoni che, colti di sorpresa, si fermano impietriti. Il pericolo è lo scontro, da evitare a ogni costo. In alcune zone infatti la convivenza tra pedoni e ciclisti risulta difficoltosa, spesso a causa di una segnaletica poco chiara o per la mancanza di piste ciclabili vere e proprie. Una situazione che genera confusione tra gli utenti della strada, che finiscono per non sentirsi più sicuri. È partendo da queste considerazioni e prendendo spunto da quanto fatto Oltralpe, che la sezione della Svizzera italiana dell’Associazione traffico e ambiente (ATA) ha deciso di scendere in campo e presentare ai Comuni, al Cantone e alle Commissioni regionali un documento analitico in cui esprime la propria posizione in merito. «Ancora troppo spesso, per un insufficiente impegno a realizzare piste ciclabili, si creano zone a traffico misto poco sicure e a volte non ammesse dalla legislazione» ha spiegato il presidente dell’ATA Bruno Storni, intervenuto a un incontro con la stampa a Locarno. «Occorre un approccio differenziato – ha proseguito ancora Storni – perché l’apertura delle corsie pedonali al traffico ciclabile dovrebbe restare un’eccezione».

Tra le motivazioni e i principi da seguire indicati nel testo, vi sono la creazione di reti ciclabili larghe e continue, in modo da minimizzare i conflitti lungo i tracciati. Per l’ATA, le zone a traffico misto potrebbero entrare in linea di conto solo nel caso vengano rispettati alcuni criteri, come una differenza minima nella velocità tra biciclette e pedoni, una segnaletica chiara e la visuale libera da ostacoli. «Tuttavia, prima di attuare eccezioni, è necessario pianificare in modo proattivo lo sviluppo di infrastrutture e la costruzione di reti ciclabili e pedonali coerenti» ha precisato poi il presidente. L’ATA inoltre suggerisce una maggior sensibilizzazione, finalizzata ad adottare comportamenti rispettosi e guidati dal buon senso. A complicare le cose sono anche le bici elettriche, soprattutto quelle con targhe gialle che viaggiano fino ai 45 chilometri orari: «Sono simili ai motorini, dovrebbero circolare sulla strada. Ritengo sia necessario fare chiarezza una volta per tutte, in considerazione anche del recente avvento di apparecchi elettrici come sono i segways e gli hoverboards, che sempre di più vediamo circolare sui marciapiedi» ha concluso Storni.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Ticino
  • 1