«“In dubio, pro libertà”, Berna ha avuto coraggio»

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Il presidente Alessandro Speziali ha lodato la decisione del Consiglio federale di non imporre ulteriori misure pandemiche

«“In dubio, pro libertà”, Berna ha avuto coraggio»
© CdT/ Chiara Zocchetti

«“In dubio, pro libertà”, Berna ha avuto coraggio»

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La gestione della pandemia da parte del Consiglio federale e il pacchetto di aiuti ai media. Sono stati questi i temi principali all’ordine del giorno del comitato cantonale online del PLR . Nel suo intervento in apertura di comitato, il presidente Alessandro Speziali ha lodato la decisione del Consiglio federale di prendere in mano le redini e, «coraggiosamente» di non seguire la linea dura di altri Paesi. «Lo scorso 17 dicembre molti si aspettavano restrizioni e lockdown. Il Consiglio federale era accusato di essere timido, lento, inconcludente e passivo», ha ricordato. «E invece ha deciso di non procedere con chiusure dure come in Austria o con nuovi divieti come in Italia. “In dubio, pro libertà”, potremmo dire, e non “pro chiusure”. Ha avuto coraggio, sebbene ormai molte restrizioni saranno in vigore fino a marzo». Per il presidente dei liberali radicali, la scelta di Berna è da apprezzare in particolare perché «gli ospedali sono in difficoltà ma stanno tenendo», ma «la società e l’economia sono stanche, per non parlare dei gravi problemi che attraversano il mondo dei giovani». È vero – ha ammesso Speziali – al sistema sanitario «stiamo chiedendo tantissimo ma siamo consapevoli che il nostro mondo è fatto da aziende, da posti di lavoro, da salari, da associazioni e dalla galassia dello sport e dello svago». Tutti elementi a cui si somma la dimensione aggregativa: «Tutto questo fonda la salute pubblica, che non si misura solo in contagi e ricoveri», ha affermato. «In particolare – ha concluso – fa piacere che questo modo di agire liberale da parte del Consiglio federale sia coinciso con la presidenza della Confederazione di Ignazio Cassis. E che la via svizzera possa continuare fino all’uscita da questa pandemia».

Il pacchetto di aiuti per i media

Come detto, nel corso del comitato cantonale si è dibattuto del pacchetto di misure a favore dei media. Durante la tavola rotonda sono intervenuti il direttore del Corriere del Ticino Paride Pelli, il direttore de La Regione Daniel Ritzer e i consiglieri nazionali Alex Farinelli (PLR) e Marco Romano (PPD). Con questi aiuti, ha esordito Farinelli, «si vuole preservare una varietà di presenza mediatica nel nostro Paese e nelle sue regioni linguistiche, mantenendo un forte apporto dei media nella formazione dell’opinione pubblica». Di parere diametralmente opposto, invece, Romano: «Questa riforma è profondamente sbagliata ed è una furbata dei quattro grandi gruppi mediatici della Svizzera interna perché aumenta la sovvenzione indiretta togliendo il plafonamento delle 40 mila tirature». Insomma, andrebbe a beneficio principalmente dei grossi gruppi editoriali? «No», ha ribattuto Farinelli. «Si aiutano i media a pagamento, che non vivono di pubblicità e quindi devono offrire un’informazione di qualità». Ma perché, dunque, far saltare il tetto delle 40 mila tirature?, ha chiesto Romano. «I sussidi restano inversamente proporzionali al fatturato», ha ribattuto Pelli. «È ovvio che le entrate per il Corriere sono più vitali rispetto a quelle dei grandi gruppi editoriali. Sarebbe anzi un ‘No’ alle urne a rinforzare questi grandi gruppi in quanto le realtà più piccole si troverebbero in difficoltà e potrebbero più facilmente venir assorbite. L’indipendenza non verrà assolutamente a mancare e tanti altri Paesi che offrono questi sussidi lo dimostrano ampiamente». «C’è l’intento di preservare un settore chiave per la democrazia svizzera», gli ha fatto eco Ritzer. «Questa legge vuole aiutare principalmente media piccoli e regionali e il lavoro di qualità». Al termine del dibattito, i delegati liberali radicali hanno deciso di sostenere il pacchetto di aiuti con 49 sì, 24 no e 6 astensioni.

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