«In Ticino il tasso di positività è molto elevato»

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Il medico cantonale Giorgio Merlani: «Bisogna continuare a fare i test, il numero di morti è importante» - Il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini parla dei vaccini anti-COVID: «Almeno il 65% della popolazione deve vaccinarsi, altrimenti il virus continuerà a circolare» - VIDEO

«In Ticino il tasso di positività è molto elevato»
© CdT/ Chiara Zocchetti

«In Ticino il tasso di positività è molto elevato»

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Le autorità cantonali organizzano un incontro informativo per aggiornare la popolazione sulla situazione in Ticino legata alla diffusione del coronavirus. Dalla sala stampa di Palazzo delle Orsoline, a Bellinzona, parlano il medico cantonale Giorgio Merlani e il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini.

Prende la parola il medico cantonale Giorgio Merlani, che illustra i nuovi dati in Ticino: «La situazione in Svizzera è stabile, con la Romandia in calo, mentre il resto della Confederazione ha un tasso RT più elevato. Oggi abbiamo 272 casi, è difficile fare un commento specifico: c’è stato un giorno festivo e la neve, che possono aver rallentato. Abbiamo superato i 600 decessi dall’inizio della crisi. Abbiamo 116 persone ricoverate alla Carità di Locarno, 107 alla Clinica Moncucco, in totale sono 350 le persone ricoverate nei vari ospedali ticinesi. Il numero di test effettuati è sceso, le persone forse tendono a sottoporsi meno ai test. Chiedo alla popolazione di fare il test ai minimi sintomi, è l’unico modo per rintracciare il virus. I test a tappeto, anche per chi non ha sintomi, sono rischiosi. Possono dare dati non attendibili. Non esistono studi a livello mondiale sull’efficacia di una strategia di screening sulla popolazione. Al momento abbiamo un tasso di positività del 25%, è una cifra molto elevata, superiore alla media svizzera. Per quanto riguarda la mortalità, le cifre sono importanti: ci si aspetta che muoiano 8 persone al giorno in Ticino, per i vari motivi, dunque i decessi per COVID sono alti. È per questo che si chiedono misure più restrittive. Durante la seconda ondata il tasso RT è salito sopra a 2, poi è sceso sotto 1, ma ora è tornato nuovamente sopra l’1. Nelle case anziani si registrano altri 39 casi positivi. Altri 5 residenti sono stati ospedalizzati e 4 sono deceduti per la COVID-19».

Il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini ha parlato di tre argomenti: materiale sanitario, vaccini antinfluenzali e anti-COVID. «Per quanto riguarda il materiale di protezione, l’ossigeno, i test diagnostici, il mercato risponde bene alle sollecitazioni. Guanti e disinfettanti sono diventati più cari, le aziende forniscono meno quantitativi. In Ticino ci sono buone scorte di materiale nel settore sanitario, sia in ospedali sia a livello ambulatoriale. Il mercato comunque funziona e tutti riescono a sostituire i prodotti che vengono utilizzati. Il Cantone inoltre ha una riserva con cui si può intervenire in modo sussidiario. Queste riserve sono centralizzate in un deposito unico, prima era stoccata in 10 depositi diversi, questo comportava criticità. Anche la Confederazione ha una sua riserva, che può coprire 40 giorni».

«Per la vaccinazione per l’influenza stagionale, il DSS ha chiesto alle persone più fragili di vaccinarsi maggiormente rispetto agli altri anni, per non gravare sui servizi ospedalieri. Le persone a rischio che hanno manifestato la volontà di vaccinarsi era molto elevato a fine settembre, c’era dunque il timore di non avere il vaccino per tutti. Abbiamo quindi introdotto il divieto di vaccino per le persone non a rischio fino al 30 novembre. Venerdì scorso sono state distribuite oltre 3.700 nuove dosi di vaccino. Tutte le persone a rischio che si erano annunciate ai medici e in farmacia hanno avuto il vaccino. Restano una quarantina di dosi in caso di necessità. Dal 1. dicembre abbiamo abrogato il divieto di vaccinare le persone non a rischio. Ora anche loro possono vaccinarsi. Nel 2020 sono arrivate in Svizzera il 65% di dosi in più rispetto al 2019».

«Per quanto riguarda il vaccino anti-COVID, a livello internazionale, sono arrivate numerose sollecitazioni. Le aziende hanno presentato dati sempre al rialzo. In Gran Bretagna hanno iniziato a vaccinare le persone, a breve anche in Russia ed arriveranno comunicazioni anche dagli USA. Austria, Belgio e Svizzera inizieranno a vaccinare da gennaio. Oggi abbiamo una sola sicurezza, nel breve e nel medio termine (fine estate 20221), il fatto di avere o no il vaccino, non cambia la situazione: nella migliore delle ipotesi il vaccino potrà essere dato a tutti non prima dei mesi di aprile, maggio e giugno. Sarà in quel periodo che, se va bene, la Svizzera riceverà dosi sufficientemente elevate per aprire alla vaccinazione per la popolazione (gratuita e non obbligatoria). Prima si potrà intervenire su gruppi particolari di persone, ma non sarà questo che ci permetterà di lasciar perdere le misure (distanziamento, igiene, mascherine quando necessario). Queste misure rimarranno fino alla fine dell’estate, indipendentemente dal vaccino. La Gran Bretagna ha iniziato a vaccinare basandosi su dati parziali, si sono presi dei rischi dal punto di vista etico. In Svizzera, così come in Unione europea, questa procedura d’urgenza non esiste, ma si applica un’omologazione accelerata, per fare più in fretta. Sono vaccini nuovi, mai utilizzati fino ad ora. L’autorità che omologa la certezza di vaccini dà il via libera quando ha i dati e certezze a disposizione, questo non è avvenuto nel Regno Unito. In Svizzera i prodotti da considerare in parallelo sono 4: SwissMedic dovrà valutare 4 vaccini. I tempi di decisione saranno grosso modo quelli dell’Unione europea. Per quanto riguarda il Ticino, è evidente che la campagna di vaccinazione potrà essere avviata solo dopo l’omologazione di almeno un vaccino. Inoltre l’UFSP deve definire la strategia vaccinale: quale vaccino a quali persone? Non tutti i vaccini sono uguali: uno può essere più indicato per gli anziani, un altro per chi ha malattie croniche, ecc.. Sapremo questi dati dopo che i vaccini saranno omologati. Ci stiamo preparando a vaccinare dopo l’omologazione e la definizione di una strategia. Sarà una campagna lunga, i vaccini arriveranno a tappe sul mercato svizzero. Inoltre le dosi da somministrare sono due, a distanza di un mese. Per raggiungere l’immunità di gregge bisogna vaccinare almeno il 65% della popolazione: non riusciremo nel 2021. Nel 2021 cercheremo di ridurre i danni. Prevediamo di avere in Ticino fino a 6 centri per la vaccinazione della popolazione generale. Nel lungo termine bisognerà raggiungere un tasso di vaccinazione di quasi il 70%, altrimenti il virus continuerà a circolare. Non si è partiti da zero, c’erano già conoscenze sui coronavirus. La ricerca va avanti da 10 anni, non da 10 mesi: per questo si è arrivati velocemente a sviluppare vaccini. Ma è fondamentale che l’omologazione arrivi dopo attenti esami su tutti i dati. Il modello inglese ha sorpreso tutti: non stiamo parlando di Ebola, io credo che utilizzare il vaccino senza dati completi sia una mossa temeraria».

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