In Ticino mascherina obbligatoria nei negozi

pandemia

Nuove disposizioni in vigore da domani a seguito dell’accelerazione dei contagi nel nostro cantone: porte chiuse di discoteche e club, nel settore della ristorazione consumazione solo al tavolo - Raffaele De Rosa: «La situazione è seria» - Giorgio Merlani: «Evitare una diffusione comunitaria» - Norman Gobbi: «Il lockdown è l’ultima ratio»

In Ticino mascherina obbligatoria nei negozi
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Martedì 17 nuovi contagi, ieri 39 e oggi 40. L’accelerazione del coronavirus in Ticino sta facendo preoccupare il Consiglio di Stato che ha indetto una conferenza stampa per aggiornare la popolazione sulle nuove disposizioni preventive, in aggiunta a quelle già in vigore, per contenere la diffusione del virus. Presenti all’incontro con la stampa per fare il punto sulla situazione epidemiologica il presidente del Governo Norman Gobbi, il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) Raffaele De Rosa e il medico cantonale Giorgio Merlani.

In Ticino mascherina obbligatoria nei negozi

«La situazione è seria»

«Stiamo vivendo una situazione seria e preoccupante per diversi motivi: abbiamo una crescita di nuovi casi positivi a un livello elevato, ma ci allarma anche l’accelerazione che ha preso il virus in questi giorni. Oggi abbiamo 40 nuovi casi e il tasso di positività è cresciuto tra il 5 e il 7%», ha esordito il direttore del DSS Raffaele De Rosa aprendo la conferenza stampa. «I contagi dove l’origine della malattia non si riesce a decifrare sono aumentati e questo fa capire che la diffusione del virus è meno controllata», ha aggiunto. Nel resto del Paese, la diffusione dei contagi si è sviluppata anche in altre fasce d’età e se all’inizio della fase acuta «per ogni caso avevamo diverse quarantene, ora abbiamo l’aumento a doppia cifra delle quarantene per caso». La situazione nazionale desta molta preoccupazione anche nei Paesi vicini, ha ribadito il direttore del DSS, rilevando che la domanda da porsi in questo momento non è se ci sarà una seconda ondata, piuttosto quando arriverà.

Chiuse discoteche e club, mascherina obbligatoria nei negozi

Il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha elencato le nuove disposizioni - in aggiunta a quelle già in vigore - per contenere la diffusione dei contagi: «Rimangono vietati gli assembramenti con più di 30 persone, le sale da ballo, le discoteche e i club vengono chiusi, in tutte le strutture della ristorazione è ammessa la consumazione solo al tavolo, i gestori devono prevedere la raccolta di dati per favorire il contact tracing e metterli a disposizione 7 giorni su 7. Inoltre, la mascherina sarà obbligatoria all’interno dei negozi». Un’ulteriore novità è stata presa per quanto riguarda gli eventi che dovranno essere autorizzati dai Comuni e verificati dal gruppo di lavoro grandi eventi. L’obiettivo principale, ha ricordato Gobbi, è quello di evitare un sovraffollamento del sistema sanitario e un peggioramento della situazione. In parallelo alle nuove misure odierne, il Governo ha immaginato le prossime disposizioni qualora queste non dovessero bastare. «Il lockdown è l’ultima ratio», ha rilevato Gobbi, «se continuiamo a lavorare insieme, lo scenario ipotizzato dal Consiglio di Stato non sarà necessario - continua -, la responsabilità individuale rimane come il miglior deterrente per contrastare il virus».

Il presidente del Governo ha sottolineato che saranno anche previsti dei controlli da parte delle autorità perché «ci sono state diverse segnalazioni di disattenzione da parte dei gestori». Le nuove norme entreranno in vigore domani, venerdì 9 ottobre, alle ore 19.

«Evitare una diffusione comunitaria»

Dal canto suo, il medico cantonale Giorgio Merlani ha spiegato che non ci saremmo mai aspettati una tale rapidità dell’aumento dei casi: «Se fino a settimana scorsa viaggiavamo sempre sotto i 10 contagi, durante il weekend abbiamo visto un netto aumento. Lunedì abbiamo avuto un 7% di tasso di positività e ieri un 5-6%». Cosa sono quindi le possibili cause? «Non si tratta di un focolaio, ma di casi diffusi presenti su tutto il territorio cantonale, per cui non siamo in grado di definire con esattezza una possibile causa del contagio - ha spiegato Merlani -. Se nelle settimane alla fine dell’estate avevamo un tasso del 90% di infezione al rientro delle vacanze, ora questa cifra è scesa in maniera importante». «Alcuni casi positivi sono persone poste in quarantena che sviluppano sintomi, altri contraggono il virus in famiglia, oppure si sviluppano piccoli focolai all’interno di uffici e squadre sportive - ha aggiunto -. Quello che dobbiamo evitare è che si passi a una diffusione comunitaria, ovvero che il virus circoli in maniera incontrollata». Il medico cantonale ha anche ipotizzato le due probabili cause dell’aumento dei contagi. La prima riflessione è quella basata sul clima, «ha fatto brutto tempo in queste settimane e le persone si sono ritrovati al chiuso e a stretto contatto». La seconda ipotesi riguarda le vacanze autunnali in altri cantoni, quindi «la mobilità interna è aumentata». Per quanto riguarda l’aggiornamento sul contact tracing, Merlani ha sottolineato che «i 100 casi sono stati ampiamente superati e ieri abbiamo oltrepassato i mille casi. Il contact tracing ha superato la capacità prevista».

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