In Ticino mascherine anche all’aperto

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Il dispositivo di protezione è obbligatorio dove non è possibile mantenere la distanza - Nella ristorazione limite di 4 persone per tavolo e divieto di attività sportive con contatto fisico - VIDEO

In Ticino mascherine anche all’aperto
©KEYSTONE/Ti-Press/Alessandro Crinari

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Il Consiglio di Stato organizza un breve incontro informativo, in diretta streaming, per aggiornare la popolazione e i rappresentanti dei media sulla situazione in Ticino legata alla diffusione del nuovo coronavirus. All’appuntamento sono presenti il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) Raffaele De Rosa e il medico cantonale Giorgio Merlani.

«È continua la valutazione della situazione da parte del Governo», ha esordito Noman Gobbi in apertura di conferenza stampa. «Il successo è possibile solo con la collaborazione attiva di tutti. È importante che ogni cantone introduca le misure adeguate per il proprio territorio. Aspettando le decisioni a livello federale di mercoledì, il governo ticinese introduce alcune nuove misure:

- l’estensione dell’obbligo di indossare la mascherina negli spazi esterni accessibili al pubblico, se non è possibile mantenere la distanza. L’obbligo vale anche nel perimetro delle manifestazioni all’aria aperta e nei mercati. Rimane in vigore l’obbligo negli spazi interni accessibili al pubblico;

- il divieto di attività sportive amatoriali che prevedono un contatto fisico. Fanno eccezione le attività sportive di allenamento (non competizioni con altre squadre) dei bambini e dei ragazzi in età di scuola dell’obbligo così come l’educazione fisica scolastica:

- il divieto di manifestazioni private con più di 15 persone in strutture non accessibili al pubblico;

- l’introduzione, nel settore della ristorazione, della distanza minima di 1,5 metri tra i tavoli (se non presente un dispositivo strutturale) e il numero massimo di 4 persone per tavolo (ad eccezione dei genitori con figli). Le altre disposizioni per la ristorazione rimangono in vigore.

Queste disposizioni saranno in vigore da mercoledì 28 ottobre fino al 30 novembre. L’estensione di obbligo della mascherina entra in vigore invece già domani, martedì 27 ottobre 2020.

«Ci serve la vostra collaborazione - ha detto Gobbi - senza l’aiuto della popolazione non possiamo riuscire nella lotta contro il virus».

«Ogni giorno conta nella lotta contro il coronavirus - ha proseguito Raffaele De Rosa - Le misure sono in linea con quanto proposto dal gruppo di osservazione. Servono interventi proporzionati: nessuno vuole il lockdown. Dobbiamo prendere misure accettabili per tutti, per l’economia e per la società». Il direttore del DSS ha inoltre ricordato l’importanza delle disposizioni di igiene.

Adeguamento anche per gli ospedali, dove aumentano i letti a disposizione di pazienti Covid e dove ci si prepara alle fasi 2 e 3 e su cui saranno date maggiori informazioni nel corso della settimana.

«È tipico che il lunedì mattina ci siano numeri più bassi rispetto agli altri giorni della settimana ma non significa che ci sia un rallentamento. Abbiamo un numero elevato di ricoverati in ospedale, ma un tasso più basso di persone intubate - ha detto dal canto suo il medico cantonale -. C’è tendenza a ricoverare un po’ prima rispetto alla prima ondata, ma non significa che il virus sia meno pericoloso. Si fanno più test rispetto a prima e si tende a provvedere al ricovero preventivamente. C’è una maggior sensibilità e conoscenza del virus. Siamo comunque tra i cantoni un po’ meno colpiti».

«Se qualcuno ha sintomi - ha proseguito Merlani - resti a casa e inizi a redigere la lista delle persone con cui è stato in contatto: questo fa risparmiare un sacco di tempo al servizio di contact tracing». Riguarda alla tipologia di pazienti ricoverati: «È la stessa della prima ondata: l’età media sta tornando ad essere quella di prima. Anche le malattie pregresse e comorbidità quali fattore di rischio sono simili. L’idea è di fornire informazioni settimanalmente come fa attualmente la Confederazione».

«Dobbiamo essere pronti: la prima ondata è durata alcune settimane. Ora ci troviamo alla terza/quarta di ottobre e dobbiamo essere pronti con un sistema che ci permetta di arrivare a fine anno, e poi vedere ancora l’evoluzione. Ci troviamo anche vicino all’arrivo dell’influenza stagionale. Bisogna poter tenere sulla lunga durata», ha detto De Rosa.

«Durante l’estate, l’attenuamento della pandemia ha permesso all’EOC di formare ulteriormente il proprio personale, che ora pronto ad intervenire», ha detto De Rosa.

«C’è confusione sui test rapidi: questi sono meno sensibili del tampone e non danno certezza del risultato. Lo svantaggio della PCR è che la tempistica non è ottima, ma il risultato è più attendibile. Il problema è il contact tracing».

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